Bivongi celebra il talento di Nicole Treccosti: a 17 anni scrive “Iperico”, un romanzo tra storia, cultura e tradizioni della Vallata dello Stilaro

Non poteva esserci luogo più appropriato del Museo d’Arte Moderna di Bivongi, prestigioso spazio dedicato alla cultura e all’arte, per ospitare la presentazione del libro “Iperico” di Nicole Treccosti, giovanissima scrittrice calabrese che, a soli 17 anni, ha dato vita a un romanzo storico di sorprendente maturità.

L’occasione è nata quasi spontaneamente, durante una visita della giovane autrice al museo. Da quell’incontro è maturata l’idea di organizzare un evento culturale capace di unire letteratura, storia, arte e valorizzazione del territorio. Una scelta particolarmente significativa, considerando anche le origini bivongesi della famiglia di Nicole.

Ma chi è Nicole Treccosti? È una diciottenne di Monasterace, studentessa del Liceo Classico di Locri, che ha già dimostrato di possedere un talento letterario fuori dal comune. A soli 17 anni ha scritto il suo primo romanzo, “Iperico”, ambientato nella Calabria dei primi del Novecento, con particolare riferimento alla suggestiva Vallata dello Stilaro.

In queste pagine l’autrice intreccia con sorprendente abilità la realtà nobiliare e quella contadina, ricostruendo atmosfere, rapporti sociali, tradizioni e contraddizioni di un’epoca lontana, ma ancora profondamente radicata nella memoria collettiva.

Ed è proprio qui che si manifesta quello che mi piace definire il piccolo miracolo letterario di Nicole. Leggendo il romanzo, infatti, si ha quasi la sensazione di trovarsi davanti all’opera di una scrittrice adulta, dotata di una lunga esperienza di vita. La profondità delle riflessioni, la sensibilità narrativa e la capacità di interpretare i sentimenti umani rivelano una maturità difficilmente immaginabile in una ragazza così giovane.

A confermare questa straordinaria sensibilità sono le parole della stessa autrice: «Credo enormemente nel valore della scrittura e della letteratura. Sono strumenti fondamentali per la trasmissione delle conoscenze e delle idee».

Una passione, quella per la scrittura, nata fin dall’infanzia, quando Nicole si dedicava alla composizione di poesie. Una di quelle prime creazioni è diventata oggi l’esergo del suo romanzo d’esordio, quasi a voler sottolineare il legame tra i sogni di una bambina e le prime importanti realizzazioni di una giovane scrittrice.

Il talento di Nicole Treccosti ha già ottenuto importanti riconoscimenti. Ancora prima della presentazione ufficiale, “Iperico” si è classificato al quinto posto tra i racconti storici più venduti su Amazon. Il libro è stato inoltre presente al Salone Internazionale del Libro di Torino, presso lo stand ufficiale della Regione Calabria.

Risultati che rappresentano un motivo di orgoglio non soltanto per Nicole e per la sua famiglia, ma per l’intera Calabria. La nostra regione, infatti, continua a esprimere talenti straordinari nei più diversi settori: dalla letteratura alla scienza, dall’arte allo sport. Giovani capaci di distinguersi, spesso lontano dai riflettori, e che meriterebbero maggiore attenzione e sostegno.

E il percorso letterario di Nicole sembra essere soltanto all’inizio: la giovane autrice ha già in programma la pubblicazione di un secondo libro. Bivongi, con la sua tradizione di ospitalità e il suo patrimonio culturale, sarebbe certamente lieta di accogliere nuovamente la scrittrice per presentare anche questa futura opera, magari proprio nella splendida cornice del museo di Elio Furina.

Devo confessare che, quando ho sentito parlare per la prima volta del titolo del romanzo, sono rimasto particolarmente incuriosito. Conoscevo già l’iperico come pianta spontanea presente anche nella Vallata dello Stilaro, ma mi domandavo come una ragazza di appena 17 anni, impegnata negli studi classici e apparentemente lontana dal mondo delle erbe officinali, fosse arrivata a conoscere questa pianta e, soprattutto, a sceglierne il nome come titolo del suo primo romanzo.

Avrei voluto rivolgerle personalmente questa domanda durante la serata, ma al termine della presentazione Nicole era circondata dall’affetto dei genitori, dei parenti e dei numerosi amici intervenuti per condividere con lei questo importante momento. Non ho quindi avuto l’opportunità di approfondire la curiosità che mi accompagnava fin dall’inizio dell’incontro.

Sono però riuscito, prima che andasse via, a raccontarle qualcosa che l’ha piacevolmente sorpresa. Le ho spiegato che un mio carissimo amico, artista e appassionato ricercatore, si dedica alla lavorazione dell’iperico e alla produzione artigianale di preparati derivati da questa particolare pianta.

L’iperico, conosciuto anche come erba di San Giovanni, è una pianta erbacea perenne caratterizzata da piccoli fiori gialli. Dalla macerazione dei suoi fiori in olio si ottiene un preparato dalla caratteristica colorazione rossastra, tradizionalmente utilizzato per la cura della pelle e per lenire piccoli disturbi cutanei. La pianta è inoltre conosciuta in fitoterapia per le sue proprietà legate al tono dell’umore, sebbene il suo impiego terapeutico richieda particolare attenzione per le possibili interazioni con numerosi medicinali.

Un patrimonio di conoscenze botaniche e tradizioni popolari che meriterebbe di essere studiato, custodito e valorizzato.

Prima di congedarmi, ho voluto fare una promessa alla giovane scrittrice: sorprenderla con un regalo particolare, legato proprio all’iperico. Un piccolo dono che vuole essere soprattutto un ringraziamento per avermi fatto trascorrere una meravigliosa serata di alto contenuto culturale, ma anche per avermi dato l’opportunità di conoscere meglio i suoi genitori e di ritrovare tanti parenti e amici, alcuni dei quali legati da antichi rapporti di amicizia alla mia famiglia.

Nicole, con il suo romanzo, mi ha insegnato qualcosa di importante: una pianta che conoscevo soprattutto per le sue proprietà tradizionali può diventare anche fonte di ispirazione letteraria, trasformandosi in un simbolo capace di raccontare la storia, i sentimenti e l’identità di un territorio. E questa è forse la bellezza più autentica della cultura: riuscire a creare collegamenti inaspettati tra mondi apparentemente lontani.

La Calabria è una terra straordinaria, ricca di giovani talenti come Nicole, che purtroppo non sempre riescono a ottenere la visibilità e le opportunità che meriterebbero. Ma è anche una terra ricchissima di risorse naturali, tradizioni, conoscenze e prodotti che troppo spesso rimangono sconosciuti o insufficientemente valorizzati.

La storia del mio amico, che vive quasi da eremita dedicandosi con pazienza e passione alla ricerca e alla lavorazione delle piante, ne rappresenta un piccolo ma significativo esempio. Ho avuto il privilegio di conoscere il suo lavoro solitario e certosino e di ricevere in dono un vasetto di un suo preparato a base di iperico, che ancora oggi conservo gelosamente.

Un gesto semplice, ma ricco di significato, perché racchiude la dedizione di chi continua a custodire conoscenze e tradizioni legate alla nostra terra. Chi desiderasse conoscere questo artista e ricercatore, che conduce una vita riservata e profondamente legata alla natura, potrà fare riferimento a me.

La serata dedicata a Nicole Treccosti, dunque, non è stata soltanto la presentazione di un libro. È stata un’occasione per riflettere sul valore delle nuove generazioni, sulla necessità di sostenere i giovani talenti e sull’importanza di riscoprire le radici culturali, storiche e naturali della nostra regione.

Bivongi ha reso omaggio non soltanto a una giovane scrittrice, ma anche a un simbolo di speranza: la dimostrazione che le nuove generazioni possono custodire la memoria del passato e trasformarla in una straordinaria opportunità per il futuro.

Nicole Treccosti, con il suo “Iperico”, ci ricorda che la cultura non ha età e che il talento, quando incontra la passione e la determinazione, può regalare risultati sorprendenti.

Questa è la Calabria che merita di essere raccontata. Questa è la Vallata dello Stilaro: una terra ricca di storia, arte, cultura, natura incontaminata e profonda spiritualità. Una terra che continua a sorprenderci, anche attraverso le parole di una ragazza che, a soli 17 anni, ha saputo trasformare le proprie radici in letteratura.

Articolo di Mario Murdolo

Pubblicato da Tele Montestella

Rete web televisiva della Vallata dello Stilaro con sede a Pazzano (RC). Tele Montestella arriva sui social 2010 diventando poi una pagina Facebook nell’aprile 2013 ma possiamo dire che l’idea e le prime iniziative di informazioni nascono 1982. Un giovane Antonio Russo, ora presidente dell’Associazione Radio Tele Montestella Web”, iniziò ad appassionarsi al mondo delle comunicazioni quando suo padre Ciccio Russo comprò la sua prima telecamera. Da lì inizio una ricca documentazione sulla Vallata dello Stilaro ed oltre, cimentandosi anche nella realizzazione di Radio arrivando a creare il primo canale televisivo Tele Montestella. Oggi la comunicazione si è spostata sui social, sono cambiati i mezzi ma l’obiettivo è uguale: informazione e valorizzazione della nostra Vallata dello Stilaro e di tutta la Calabria, condividendo con voi la bellezza, le tradizioni e tutto ciò che questa terra ha da offrire.

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