La protesta degli autotrasportatori mette a rischio le produzioni agricole calabresi. Coldiretti sollecita interventi urgenti per garantire la circolazione delle merci, tutelare le imprese e scongiurare la perdita dei mercati nazionali.
CALABRIA – La protesta degli autotrasportatori rischia di trasformarsi in una vera e propria emergenza economica per il comparto agricolo calabrese. Con le merci ferme e le consegne rallentate, cresce la preoccupazione tra gli imprenditori agricoli, che temono di vedere compromessi raccolti, contratti commerciali e mesi di lavoro. Una situazione che potrebbe avere ripercussioni pesanti sull’intera filiera agroalimentare regionale, già alle prese con l’aumento dei costi di produzione e le difficoltà legate alla commercializzazione.
A lanciare l’allarme è Coldiretti Calabria, che ha inviato una comunicazione urgente ai prefetti delle cinque province calabresi, chiedendo un intervento coordinato per assicurare il passaggio dei mezzi destinati al trasporto dei prodotti agricoli e agroalimentari, con particolare attenzione alle merci deperibili. La richiesta, sottoscritta dal presidente Franco Aceto e dal direttore Francesco Cosentini, nasce dalla necessità di evitare che il protrarsi dei blocchi provochi danni irreversibili alle imprese e comprometta la presenza delle produzioni calabresi sui mercati nazionali.
La situazione appare particolarmente delicata per il settore ortofrutticolo. Kiwi, agrumi, olive e altri prodotti freschi necessitano di tempi di trasporto e distribuzione compatibili con la loro conservazione. Ogni giornata di fermo può tradursi nel deterioramento della merce, nella perdita di ordinativi e in ulteriori difficoltà economiche per le aziende agricole. Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto i prodotti che rischiano di rimanere invenduti, ma anche la possibilità che le imprese perdano rapporti commerciali consolidati, con conseguenze destinate a protrarsi ben oltre la conclusione della protesta.
Secondo quanto segnalato da Coldiretti, alcuni operatori commerciali del Nord Italia, non riuscendo a ricevere con regolarità le forniture provenienti dalla Calabria, starebbero già orientandosi verso prodotti esteri, in particolare spagnoli. Uno scenario che desta forte preoccupazione, perché potrebbe determinare una progressiva sostituzione delle produzioni locali e una riduzione della competitività delle aziende calabresi. Il rischio è che, una volta individuati fornitori alternativi, gli acquirenti non tornino automaticamente ai precedenti rapporti commerciali, provocando una perdita di quote di mercato difficile da recuperare.
Per un territorio nel quale l’agricoltura rappresenta una componente fondamentale del tessuto economico e occupazionale, le conseguenze potrebbero essere particolarmente gravi. Le aziende rischiano infatti di subire una doppia penalizzazione: da una parte i costi già sostenuti per coltivare, raccogliere e confezionare i prodotti, dall’altra l’impossibilità di commercializzarli nei tempi previsti e recuperare gli investimenti effettuati. Una condizione che potrebbe compromettere la sostenibilità economica di numerose realtà produttive, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni.
L’emergenza coinvolge anche il comparto zootecnico. I rallentamenti nelle consegne di mangimi e alimenti destinati agli animali possono mettere in difficoltà gli allevamenti, compromettendo la regolarità delle attività e creando problemi anche sotto il profilo del benessere animale. La continuità degli approvvigionamenti diventa quindi una necessità non rinviabile, soprattutto per le imprese che dipendono da forniture frequenti e che non dispongono di scorte sufficienti per affrontare interruzioni prolungate.
Di fronte a questo quadro, Coldiretti Calabria chiede alle Prefetture di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Crotone e Vibo Valentia di individuare soluzioni operative condivise per garantire la movimentazione delle merci più vulnerabili. Tra le misure sollecitate figurano l’attivazione di percorsi prioritari per i veicoli che trasportano prodotti freschi, un rafforzamento della vigilanza nei punti maggiormente critici e la predisposizione di canali diretti per segnalare le situazioni di particolare urgenza. L’organizzazione propone inoltre un coordinamento regionale tra Prefetture, autorità competenti e rappresentanze dei settori interessati, con l’obiettivo di conciliare le esigenze della protesta con la necessità di salvaguardare la continuità delle attività economiche.
Coldiretti riconosce il diritto degli autotrasportatori a manifestare il proprio disagio e a rivendicare risposte alle difficoltà che attraversano il settore, ma sottolinea allo stesso tempo la necessità di evitare che le forme di protesta impediscano ad altre categorie produttive di continuare a lavorare. Una questione particolarmente rilevante in Calabria, dove agricoltura e autotrasporto rappresentano due componenti strettamente collegate dell’economia regionale. Il blocco della circolazione delle merci finisce inevitabilmente per ripercuotersi sull’intera filiera, coinvolgendo produttori, lavoratori, distributori e consumatori.
L’appello rivolto ai prefetti assume dunque il significato di una richiesta di intervento immediato per scongiurare un aggravamento della crisi. La priorità, secondo Coldiretti, deve essere quella di consentire ai prodotti deperibili di raggiungere tempestivamente i mercati di destinazione, evitando sprechi alimentari, perdite economiche e conseguenze negative sulla reputazione commerciale delle imprese calabresi.
La situazione richiede risposte rapide e un confronto responsabile tra tutte le parti coinvolte. Il tempo, soprattutto quando si tratta di prodotti freschi, rappresenta un fattore decisivo e ogni ulteriore ritardo rischia di aggravare le difficoltà di un comparto strategico per l’economia regionale. La richiesta di Coldiretti alle istituzioni è quindi quella di intervenire prima che un’emergenza legata alla circolazione delle merci si trasformi in una crisi più profonda, capace di compromettere non soltanto il valore delle produzioni agricole, ma anche il futuro commerciale di numerose aziende calabresi.