Dopo il confronto con il Governo, Fedralog conferma la mobilitazione. Caro gasolio, aumento dei costi di gestione e ritardi nei ristori mettono in difficoltà il settore. Cresce la preoccupazione per le conseguenze sull’economia e sulla distribuzione delle merci.
GROTTERIA MARE (RC), 21 ottobre 2026 – Non si ferma la protesta degli autotrasportatori calabresi. A Grotteria Mare continua la mobilitazione degli operatori del settore, decisi a mantenere il fermo dei mezzi pesanti fino al prossimo 27 ottobre, in attesa di risposte concrete da parte del Governo. Una protesta che nasce da una situazione economica sempre più difficile e che rischia di avere ripercussioni sull’intero sistema produttivo regionale.
Il confronto con i rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non avrebbe prodotto, secondo Fedralog, risultati sufficienti a superare le criticità che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di numerose imprese. Al centro della contestazione ci sono il continuo aumento del prezzo del gasolio, i costi di manutenzione dei camion, i rincari degli pneumatici e, soprattutto, i ritardi nell’erogazione dei ristori economici destinati alla categoria.
Gli autotrasportatori denunciano di aver anticipato per mesi somme considerevoli per garantire la continuità delle attività, senza ricevere tempestivamente i contributi previsti. Particolarmente contestato è il riferimento ai 430 milioni di euro destinati ai crediti d’imposta sul carburante, che, secondo quanto evidenziato dai rappresentanti del settore, riguarderebbero spese già sostenute dalle aziende tra marzo e settembre. Il problema, dunque, non sarebbe soltanto l’entità delle risorse annunciate, ma anche la loro effettiva disponibilità e la capacità di compensare gli aumenti registrati negli ultimi mesi.
A pesare maggiormente sui bilanci delle imprese è il costo del carburante, che secondo le testimonianze degli operatori raggiungerebbe in alcuni casi i 2,30-2,50 euro al litro. Una spesa particolarmente gravosa per i mezzi industriali, ai quali si aggiungono i costi sempre più elevati di pneumatici, ricambi, assicurazioni e manutenzione. Per molte piccole e medie aziende continuare a lavorare significa sostenere spese che rischiano di superare i ricavi, rendendo sempre più difficile garantire la continuità delle attività e tutelare i posti di lavoro.
La posizione di Fedralog resta ferma. Mario Pansini, referente regionale della federazione, ha espresso insoddisfazione per l’esito del confronto istituzionale, sottolineando come una parte significativa delle risorse annunciate riguarderebbe finanziamenti già stanziati in precedenza. Anche gli ulteriori 60 milioni di euro indicati per settembre e ottobre vengono considerati insufficienti rispetto alle necessità del comparto. Da qui la decisione di proseguire con la mobilitazione fino al 27 ottobre, salvo eventuali sviluppi anticipati e nuove risposte da parte del ministro Matteo Salvini.
La protesta non riguarda soltanto gli interessi di una categoria professionale, ma investe direttamente l’economia dei territori. Il trasporto su gomma rappresenta infatti un elemento essenziale per la distribuzione delle merci, l’approvvigionamento dei prodotti alimentari e il funzionamento delle attività commerciali e industriali. Un fermo prolungato potrebbe determinare conseguenze importanti per le imprese, per la filiera agroalimentare e, indirettamente, per i consumatori.
A Grotteria Mare, intanto, non è mancata la solidarietà della popolazione. Cittadini e attività commerciali hanno manifestato vicinanza agli autotrasportatori, offrendo generi di conforto, bevande e ripari per affrontare le difficoltà legate alla permanenza nel presidio. Un sostegno che dimostra quanto la vertenza sia sentita anche dalla comunità locale, consapevole del ruolo fondamentale svolto dal settore nella vita economica e sociale del territorio.
La mobilitazione assume un significato ancora più rilevante in Calabria, dove le difficoltà infrastrutturali, le distanze dai principali mercati nazionali e i costi logistici già elevati rappresentano da tempo un ostacolo alla competitività delle imprese. L’ulteriore aumento delle spese di trasporto rischia di aggravare queste criticità, penalizzando non soltanto gli operatori del settore, ma anche le aziende agricole, commerciali e produttive che dipendono quotidianamente dalla movimentazione delle merci.
Gli autotrasportatori chiedono quindi interventi concreti e tempestivi, capaci di garantire liquidità alle imprese e di compensare almeno in parte gli aumenti dei costi sostenuti. La richiesta non si limita a nuovi finanziamenti, ma riguarda soprattutto la necessità di assicurare tempi certi nell’erogazione dei ristori e misure strutturali che consentano al comparto di operare in condizioni economicamente sostenibili.
Il 27 ottobre rappresenta ora una scadenza importante per il futuro della vertenza. In assenza di risposte ritenute adeguate, il clima di tensione potrebbe ulteriormente accentuarsi, con il rischio di conseguenze sempre più pesanti sulla circolazione delle merci e sull’economia regionale.
Nel frattempo, a Grotteria Mare la protesta continua, tra determinazione e preoccupazione. Gli autotrasportatori chiedono di essere ascoltati e rivendicano il diritto di poter lavorare senza essere schiacciati da costi ormai difficilmente sostenibili. Una battaglia che, oltre alle rivendicazioni economiche, pone al centro il futuro di un settore strategico per la Calabria e per l’intero Paese.