Mobilitazione a Catanzaro contro i grandi impianti energetici ritenuti dannosi per il territorio calabrese. Associazioni, amministratori e cittadini chiedono una transizione ecologica rispettosa dell’ambiente e del paesaggio.
Cresce il numero delle adesioni alla manifestazione “Un presidio per la nostra terra”, in programma venerdì 9 ottobre 2026, a partire dalle ore 9:30, davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro. L’iniziativa, promossa dal Movimento Terra e Libertà Calabria, da Italia Nostra Calabria e dal Coordinamento regionale Controvento, punta a richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di tutelare il territorio calabrese dall’espansione dei grandi impianti per la produzione di energia rinnovabile.
Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, sono già oltre 40 i sindaci che hanno aderito alla mobilitazione, insieme a decine di associazioni e numerosi cittadini, uniti dalla preoccupazione per le possibili conseguenze ambientali, paesaggistiche ed economiche dei progetti energetici previsti nella regione.
Nelle ultime settimane si sono susseguiti incontri pubblici e momenti di confronto promossi dalle amministrazioni comunali e dalle associazioni coinvolte, con l’obiettivo di sensibilizzare le comunità locali sui rischi legati al consumo di suolo, al disboscamento e alla trasformazione di aree agricole e naturalistiche.
Al centro della protesta vi è la richiesta di una transizione energetica che non comprometta il patrimonio ambientale e paesaggistico della Calabria. Secondo i promotori, l’attuale modello di sviluppo dei grandi impianti rischierebbe di favorire soprattutto gli interessi delle società energetiche, senza garantire benefici concreti alle popolazioni locali.
Particolare attenzione viene rivolta al progetto dell’impianto eolico di San Vito sullo Ionio, considerato dagli organizzatori un esempio delle possibili ricadute negative sul turismo sostenibile. L’area è infatti attraversata dal Cammino Calabria Coast to Coast, un percorso che, secondo i dati riportati dai promotori, avrebbe già richiamato oltre 4.000 visitatori nel corso dell’anno. La realizzazione di pale eoliche alte fino a 200 metri viene indicata come una potenziale minaccia per il paesaggio e per le attività economiche legate al turismo lento.
Le associazioni avanzano anche una proposta alternativa: autorizzare nuovi impianti per la produzione di energia rinnovabile esclusivamente su superfici già interessate dal consumo di suolo, richiamando i dati e gli studi dell’ISPRA a sostegno di una pianificazione più attenta alla salvaguardia ambientale.
La manifestazione del 9 ottobre rappresenterà dunque un momento di confronto e di pressione nei confronti delle istituzioni regionali, alle quali i promotori chiedono interventi concreti per garantire la tutela del territorio, della biodiversità e delle economie locali.
L’appuntamento è fissato per venerdì 9 ottobre, alle ore 9:30, alla Cittadella regionale di Catanzaro, con un invito alla partecipazione rivolto a cittadini, associazioni e amministratori.
A sintetizzare il senso della mobilitazione è lo slogan scelto dagli organizzatori: “Rinnovabili sì, ma non così!”.