Dal mondo della selvicoltura alla narrativa fantastica, un percorso intellettuale costruito intorno alla natura, alla conoscenza e all’immaginazione
C’è un modo particolare di raccontare un autore: non partire dai suoi libri, ma cercare il filo che li attraversa.
Nel caso di Giuseppe Fontana, docente e scrittore, quel filo conduce quasi inevitabilmente al bosco. Un bosco reale, studiato attraverso la selvicoltura, la botanica, la zoologia e le utilizzazioni forestali; ma anche un bosco culturale e simbolico, nel quale si incontrano la storia dell’uomo, il mito, la psicologia, la pedagogia e la letteratura.
Fontana, originario di Taranto e da tempo legato alla Calabria, è conosciuto anche attraverso lo pseudonimo Anatolij Voronin, con il quale ha sviluppato una produzione narrativa e scientifica che negli ultimi anni ha ampliato ulteriormente il suo percorso di autore. La sua attività letteraria comprende infatti generi e registri molto differenti, dalla trattazione scientifica alla narrativa fantastica, dall’osservazione della natura alla riflessione filosofica. Il collegamento tra i due nomi è stato esplicitamente riportato anche dalla stampa locale calabrese in occasione delle presentazioni delle sue opere nel 2026. (ilReventino.it)
Ma la storia editoriale di Fontana non nasce nel 2026.
Il bosco come punto di partenza
Una delle opere più significative della sua produzione è Il ramo e il vello. Miti, storia, scienza, tecnica, sociologia e psicologia del bosco, pubblicata da Aracne nel 2017.
Si tratta di un’opera di notevole ampiezza, articolata in due volumi e con oltre 1.200 pagine complessive. Il libro affronta il mondo forestale da una prospettiva dichiaratamente multidisciplinare: mitologia, paleontologia, evoluzione, ecologia, paesaggio, parchi nazionali, botanica, zoologia, funghi, pastorizia, transumanza, piante medicinali, fibre naturali, lana e seta, fino alla pedagogia, alla psicologia e alla psicanalisi del rapporto tra uomo e bosco. (IBS)
Non è dunque soltanto un libro sul bosco.
È un tentativo di osservare il bosco come sistema naturale e contemporaneamente come sistema culturale.
Questa impostazione fu al centro anche della presentazione dell’opera organizzata nel dicembre 2018 presso l’Istituto superiore “Ferrari” di Chiaravalle Centrale. L’incontro affrontò temi quali forestazione, agricoltura ecosostenibile, tutela del paesaggio, biodiversità e salute umana, coinvolgendo anche gli studenti dell’IPSASR. (Soverato Web)
È significativo che proprio degli studenti di un istituto agrario siano stati coinvolti nella presentazione: la produzione di Fontana nasce infatti anche dall’esperienza concreta dell’insegnamento.
La selvicoltura come disciplina e come strumento didattico
Questa dimensione emerge con particolare evidenza nella serie Selvicoltura e utilizzazioni forestali, pubblicata da Youcanprint.
Il primo volume, pubblicato nel 2019, affronta la definizione e la struttura del bosco, i rapporti con clima e terreno, le relazioni fra le piante, il governo e il trattamento dei boschi e diversi organismi presenti nell’ambiente forestale, arrivando alla botanica forestale. La stessa descrizione editoriale dichiara esplicitamente l’obiettivo di fornire materiale di studio agli studenti degli istituti professionali per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale. (IBS)
Il percorso prosegue con altri volumi dedicati alle utilizzazioni forestali e alla meccanica e meccanizzazione forestale.
E qui emerge un elemento che va oltre la semplice pubblicazione di un libro.
Il manuale di Fontana è entrato nella scuola.
Per l’anno scolastico 2026/27, il catalogo dei testi adottati dell’IPSASR “Silvio Fobelli” di Crodo, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, riporta Selvicoltura e utilizzazioni forestali – Giuseppe Fontana tra i testi adottati per le classi terza, quarta e quinta. Il catalogo indica il codice ministeriale dell’istituto e specifica che i dati sulle adozioni derivano dai dati ufficiali MIUR. (Scolibro)
È un dato concreto che racconta meglio di molte definizioni la collocazione dell’autore nel settore: un suo testo di selvicoltura non è soltanto disponibile sul mercato librario, ma viene utilizzato all’interno di un percorso formativo forestale.
Il docente e il territorio
Fontana svolge la propria attività didattica nell’ambito dell’istruzione agraria e forestale. Nei documenti dell’Istituto superiore di Sersale compare come docente della disciplina Selvicoltura, Dendrometria e Utilizzazioni Forestali, insieme al collega Salvatore Bianco. Il documento scolastico evidenzia, tra gli obiettivi della disciplina, l’uso razionale delle risorse naturali e il rapporto fra scienza, tecnologia e territorio. (Istituto Montalcini)
È difficile non cogliere, a questo punto, il rapporto fra l’attività professionale e quella editoriale.
Il docente scrive di ciò che insegna.
Ma soprattutto trasforma l’esperienza didattica in libri.
E i libri, a loro volta, ritornano nella scuola.
Da Giuseppe Fontana ad Anatolij Voronin
È qui che entra in scena Anatolij Voronin.
Il nome accompagna una produzione nella quale la natura rimane presente, ma cambia la prospettiva.
Se Giuseppe Fontana osserva il mondo attraverso gli strumenti della scienza, Anatolij Voronin sembra voler esplorare ciò che accade quando la realtà scientificamente conosciuta incontra l’immaginazione.
Nel 2026 vengono presentate in Calabria due opere particolarmente rappresentative di questa doppia dimensione: il romanzo Il viaggio degli esseri straordinari e il volume scientifico Zoologia forestale. La stampa locale ha sottolineato proprio questa apparente distanza: da una parte la narrativa, dall’altra una trattazione scientifica dedicata agli ecosistemi boschivi. Entrambe, però, sono ricondotte allo stesso autore, Giuseppe Fontana, che pubblica sotto lo pseudonimo Anatolij Voronin. (ilReventino.it)
È una convivenza singolare.
Da una parte classificare, descrivere, comprendere.
Dall’altra inventare, interrogare, immaginare.
Da una parte la foresta come ecosistema.
Dall’altra la foresta come luogo del mistero.
Il confine tra realtà e immaginazione
Nella narrativa di Voronin questo passaggio diventa particolarmente evidente.
Il viaggio degli esseri straordinari costruisce un universo nel quale il confine tra biologico e sintetico, umano e non umano, realtà e dimensioni ulteriori viene progressivamente messo in discussione. È una narrativa che utilizza la fantascienza, l’horror e la speculazione filosofica per interrogare questioni che, in forme differenti, appartengono anche alla produzione scientifica dell’autore: che cosa significa essere viventi? Dove termina la natura? Qual è il rapporto tra conoscenza e mistero? E fino a che punto l’essere umano può comprendere il mondo che lo circonda?
La risposta non viene cercata esclusivamente nella scienza né esclusivamente nella fantasia.
Viene cercata nel loro incontro.
Due nomi, un unico percorso
Giuseppe Fontana e Anatolij Voronin possono quindi essere considerati due volti di uno stesso percorso intellettuale.
Il primo è legato soprattutto alla selvicoltura, alla natura, alla didattica e alla divulgazione scientifica.
Il secondo alla narrativa, alla fantascienza, all’horror, alla filosofia e all’immaginazione.
Ma il tema fondamentale rimane sorprendentemente stabile: la ricerca di ciò che si trova oltre la superficie delle cose.
Il bosco, in questa prospettiva, non è soltanto un insieme di alberi.
È biodiversità.
È storia.
È economia.
È cultura.
È memoria.
È paesaggio.
È materia scientifica.
Ma può diventare anche mito, simbolo e letteratura.
Ed è proprio questa molteplicità a caratterizzare la produzione di Fontana.
Un autore tra scuola, scienza e letteratura
Definire Giuseppe Fontana semplicemente come “scrittore” sarebbe dunque riduttivo.
La sua attività documentata comprende l’insegnamento nell’ambito forestale, la produzione di manuali destinati alla formazione agraria, opere di ampio respiro sul rapporto fra uomo e bosco e una successiva produzione narrativa firmata Anatolij Voronin.
Il fatto che un suo manuale di selvicoltura sia adottato in un istituto professionale forestale piemontese rappresenta inoltre un elemento concreto della sua presenza nel mondo della formazione. (Scolibro)
Il percorso che emerge è quello di un autore che ha fatto della natura un oggetto di studio e della letteratura uno strumento di esplorazione.
Forse è proprio questa la chiave per comprendere il significato dei due nomi.
Giuseppe Fontana studia il mondo.
Anatolij Voronin prova a immaginare ciò che potrebbe esistere oltre quel mondo.
Tra i due non c’è una contraddizione.
C’è la stessa curiosità.
E forse, in fondo, anche la stessa foresta.