Un ricordo personale, professionale e carico di riconoscenza quello che Mario Murdolo dedica a Paride Gullini, storico presidente dell’ANUSCA, l’Associazione Nazionale Ufficiali di Stato Civile e d’Anagrafe.
«Ho dedicato questa poesia, pubblicata sul notiziario nazionale dell’ANUSCA, al presidente Paride Gullini, collega del Comune di Castel San Pietro Terme che, oltre ad aver ideato e contribuito alla nascita dell’associazione, ha avuto un ruolo fondamentale nella crescita professionale e culturale di tanti colleghi, organizzando in tutta Italia convegni, meeting e corsi di aggiornamento».
Murdolo ricorda con affetto Gullini, scomparso lo scorso anno, ripercorrendo anche le difficoltà vissute personalmente durante gli anni di lavoro nei servizi demografici comunali.
«Da addetto ai servizi demografici – racconta – posso descrivere e testimoniare bene il travaglio e le difficoltà di un lavoro reso ancora più complesso dal rapporto quotidiano con un pubblico numeroso ed esigente e, spesso, dalla scarsa considerazione riservata a questi uffici dalle amministrazioni».
Secondo Murdolo, per molti anni i servizi demografici sono stati percepiti quasi come uffici di “serie B”, mentre maggiore attenzione veniva riservata ad altri settori comunali, come i Lavori Pubblici o la Ragioneria.
Una situazione resa ancora più complessa dall’evoluzione delle normative e delle procedure. «I colleghi che mi hanno sostituito – spiega – invece di vedere sempre facilitato il proprio lavoro dall’avvento dei computer, in alcuni casi si sono trovati a dover affrontare procedure più articolate e nuovi adempimenti».
Proprio in questo contesto, sottolinea Murdolo, l’ANUSCA e Paride Gullini hanno svolto un ruolo fondamentale, portando avanti numerose battaglie a tutela degli operatori e segnalando le difficoltà concrete incontrate quotidianamente negli uffici.
«Gullini aveva compreso che chi lavora ogni giorno nei servizi demografici può offrire un contributo prezioso anche al legislatore, perché conosce direttamente problemi, procedure e necessità dei cittadini».
Numerosissimi furono i convegni, i meeting e i corsi di aggiornamento organizzati a livello nazionale, regionale e provinciale. Murdolo ricorda di aver partecipato a molti di questi appuntamenti, traendo beneficio non soltanto dalle lezioni dei docenti, ma soprattutto dal confronto con colleghi provenienti da altri Comuni.
«Molte volte – racconta – proprio parlando con altri colleghi riuscivo a trovare la soluzione a dubbi e quesiti professionali. Grazie al presidente Gullini eravamo diventati quasi una famiglia: dopo gli incontri rimanevamo amici e si creava subito un rapporto di grande familiarità».
Murdolo ricorda inoltre la nomina a vicepresidente dell’ANUSCA di Mimì Linarello, collega di Gioiosa Jonica, particolarmente attivo nell’organizzazione di incontri e appuntamenti di aggiornamento professionale.
Nel ripercorrere gli ultimi anni della propria attività lavorativa, Murdolo cita anche positivamente la riforma legata all’introduzione dell’autocertificazione, che contribuì a ridurre sensibilmente le file dei cittadini agli sportelli per la richiesta di certificati.
È proprio per il ruolo svolto da Gullini e per il contributo dato alla crescita professionale degli operatori dei servizi demografici che Mario Murdolo decise di dedicargli una poesia, pubblicata nel 2004 sul notiziario nazionale dell’ANUSCA.
La poesia dedicata a Paride Gullini
Un giorno di molti anni fa Paride Gullini pensò qualcosa per farci sentire più vicini.
Eravamo dei poveri impiegatucci incompresi, passavamo tristi giorni, anni e mesi.
Gli amministratori, sempre lontani dalle nostre funzioni, pensavano solo a riparare strade e muri dopo le alluvioni.
Per loro importanti tecnici e ragionieri, snobbavano e trascuravano i nostri mestieri.
Uno squarcio indelebile sei riuscito a creare, dallo Stato centrale abbiamo avuto riconoscimenti.
Dopo tanti convegni, meeting e seminari siamo contenti, ci siamo riscattati da una condizione immeritata.
Per noi adesso la strada è spianata, ci siamo elevati spiritualmente, perché vogliamo servire bene e meglio la gente.
Che in noi trova l’interlocutore più immediato, anche davanti a una donna che col marito ha litigato.
Sei stato una guida su questa scia, non voglio esagerare, ma quasi un messia.
Grande intuizione, una vera profezia: hai capito che per noi l’istruzione è importante, dato che nel nostro lavoro le difficoltà sono tante.
Ci hai aiutato a conoscere meglio la nostra professione, anche per riscattarci da un’umile condizione.
A Gioia Tauro ho avuto il piacere di incontrarti e, nell’occasione, salutarti e ringraziarti.
Sia perché ci hai fatto sentire tutti fratelli, perché prima eravamo un po’ monelli, e poi per esprimere la mia grande soddisfazione di vederti felice vicino al sindaco Torrione.
Come tutti i calabresi ha un cuore grande e bello ed ecco perché nella giunta ha messo Mimì Linarello.
Io che sono quasi prossimo alla pensione ti prometto che verrò ancora a qualche tua lezione.
Mi piace stare con i miei sorridenti, che grazie a questo tuo “giocattolo” sono molto contenti.
Escono dalla noia e dall’incomprensione, oggi finalmente appartenenti a una grande associazione.
Il ricordo di Nicholas Green
Murdolo conclude il suo ricordo soffermandosi anche su un episodio che, a suo giudizio, testimonia il grande valore umano e solidale di Paride Gullini.
«Subito dopo la tragica uccisione del bambino americano Nicholas Green, Paride scrisse una lettera a tutti i sindaci d’Italia invitandoli a dedicare una via, una piazza o un parco alla memoria del piccolo Nicholas».
L’invito fu raccolto anche a Bivongi. Murdolo ricorda che l’allora sindaco Felice Valenti ed Ernesto Riggio lo consultarono e, insieme, decisero di intitolare al bambino americano il parco naturale.
«Un episodio di alto valore morale, di solidarietà e di profonda umanità – conclude Murdolo – che dimostra ancora una volta lo spessore della persona che era Paride Gullini».
Un legame, quello tra Bivongi e la memoria di Nicholas Green, destinato a rinnovarsi: Murdolo annuncia infatti che il bambino americano sarà ricordato anche attraverso un busto in giada offerto dall’artista bivongese Cosimo Geracitano.
Un ricordo che unisce così la storia professionale dell’ANUSCA, la gratitudine verso Paride Gullini e una testimonianza di solidarietà che continua ancora oggi.
Mario Murdolo