Si è chiusa a Locri la prima edizione del Festival Nazionale del Podcast Scolastico “Questi posti davanti al mare”, ideato e organizzato dall’Associazione Culturale Via Verdi 11 Educational, presieduta da Cinzia Scali, e dalla Fondazione Vincenzo Scannapieco, guidata da Giovanni Scarfò. Dal 16 al 18 aprile, la città calabrese si è trasformata in un grande laboratorio dedicato alla narrazione, all’innovazione didattica e alla creatività giovanile.
Il bilancio della manifestazione racconta da solo la portata dell’iniziativa: 13 scuole coinvolte, provenienti da 5 regioni italiane, oltre 1.000 studenti partecipanti, 64 insegnanti, 30 appuntamenti in 9 location e 20 ospiti tra giornalisti, artisti, formatori e professionisti della comunicazione. Numeri che confermano la riuscita di un progetto nato per offrire a studenti e docenti uno spazio in cui raccontarsi, sperimentare nuovi linguaggi e costruire forme inedite di espressione.
A chiudere il festival è stato il talk “Il mestiere del podcaster”, ultimo appuntamento di una tre giorni intensa e partecipata. La direttrice artistica Francesca Rossi, insieme a Elena Miglietti, giornalista e docente alla Scuola Holden, ha dialogato con Rossella Pivanti, tra le voci più autorevoli del podcasting italiano. Al centro dell’incontro, il valore dello storytelling come strumento di lettura della realtà e il podcast come linguaggio capace di intrecciare tecnica, progettazione e sensibilità narrativa.
Nel confronto è emersa con forza l’idea che il podcast non sia soltanto un prodotto creativo, ma un processo complesso che attraversa tutte le fasi della produzione, dall’ideazione alla distribuzione. Pivanti ha insistito sul lavoro di costruzione che sta dietro ogni racconto audio, spiegando come avere un’idea non basti se non si è in grado di svilupparla, ridurla e organizzarla con rigore. Il podcast, ha sottolineato, è una forma narrativa in cui voce, suono, musica e persino silenzio contribuiscono a dare significato alla storia.
Particolarmente significativa anche la riflessione sul punto di vista: non esistono storie completamente nuove, ma modi nuovi di guardarle e raccontarle. In questa prospettiva il podcast si conferma uno spazio democratico, aperto a ogni voce, purché consapevole del linguaggio che utilizza. A chiudere l’incontro, una visione più ampia del podcast come archivio collettivo della memoria, un “grande libro audio” costruito da una pluralità di esperienze e destinato a restare nel tempo.
L’ultimo talk ha rappresentato la sintesi più coerente dello spirito dell’intero festival, che in tre giorni ha saputo tenere insieme scuola, narrazione, innovazione digitale e identità territoriale. Un percorso partito dai workshop e dai laboratori ospitati a Palazzo Nieddu – Biblioteca Comunale “G. Incorpora”, dove la giornalista de La Stampa Elisa Forte ha accompagnato gli studenti in un viaggio attraverso l’evoluzione del giornalismo, dai principi fondanti della professione ai linguaggi dei media contemporanei. Analizzando prime pagine nazionali e locali, gli studenti hanno potuto comprendere da vicino come nasce una notizia e come si costruisce una pagina giornalistica.
In parallelo, nella Smart Library di Palazzo Nieddu del Rio, Francesca Rossi ha guidato il laboratorio “Contenuti Social Media”, dedicato alla produzione digitale e alla narrazione visiva per i social. Un’esperienza pratica che ha trasformato gli studenti in content creator, chiamati a raccontare il festival attraverso il proprio sguardo e i propri strumenti espressivi.
Grande partecipazione anche per il workshop “Podcast in classe”, condotto da Celestino Rossi nella Sala Esposizione del Palazzo della Cultura. Qui gli studenti hanno scoperto che cosa sia un podcast, come si costruisca e quale sia il suo impatto nella comunicazione contemporanea. Dopo una parte teorica dedicata alla storia del mezzo, i ragazzi si sono misurati con la realizzazione del proprio podcast, individuale e di gruppo, lavorando sull’introspezione e sul racconto di sé.
Nella Smart Library, con “Giochi di voci. Il mondo degli audiolibri”, il formatore Nicola Procopio ha invece accompagnato gli studenti alla scoperta della lettura interpretativa e delle tecniche vocali necessarie per trasformare un testo scritto in un’esperienza sonora coinvolgente. Un esercizio che ha mostrato ai ragazzi quanto la voce possa diventare ponte tra comprensione, emozione e immaginazione.
Tra gli appuntamenti più significativi anche la presentazione del progetto “Biblioteca sonora – Quando i libri prendono voce”, nato dalla collaborazione tra Associazione Via Verdi 11 Educational e Fondazione Scannapieco. Curato da Cinzia Scali e Celestino Rossi, il progetto ha visto protagonisti i più piccoli, che hanno presentato audiolibri e percorsi di narrazione sonora realizzati in autonomia, ricevendo un attestato di partecipazione.
Il festival ha saputo aprirsi anche a temi trasversali. Il talk “Spiritualità e Benessere”, ospitato nel Salone del Circolo di Riunione di Locri, ha proposto una riflessione sull’interiorità come parte essenziale del benessere integrale, mettendo al centro il rapporto tra educazione, crescita emotiva e vita comunitaria. Sono intervenuti Don Massimo Nesci, Francesco Rao e Antonio Scordino, con la moderazione di Maria Teresa D’Agostino.
A suggellare una delle giornate più intense è stato il reading teatrale “Amalìa”, interpretato da Imma Guarasci sui testi di Maria Faragò. Una prova attoriale intensa e partecipata che ha restituito al pubblico la vicenda di Cecilia Faragò, contadina calabrese accusata di stregoneria in uno degli ultimi processi del Regno delle Due Sicilie. Un racconto che ha idealmente chiuso il cerchio aperto dal festival attorno alla potenza della voce come strumento di memoria e narrazione.
Il giorno successivo Guarasci ha incontrato gli studenti nel workshop “Il corpo e la parola”, un laboratorio espressivo in cui teatro, improvvisazione e consapevolezza corporea sono diventati strumenti per superare la timidezza e costruire un racconto corale.
Spazio anche alla musica con “Ziopol LAB”, il laboratorio musicale condotto da Paolo Serazzi nell’aula magna dell’Istituto Comprensivo De Amicis–Maresca. Attraverso giochi ritmici, ascolto condiviso e momenti di immaginazione, i bambini hanno scoperto la musicalità nascosta nei suoni quotidiani. Nel pomeriggio, il concerto “Zio Pol in Concerto – Dalle canzoni della Melevisione… e oltre!” ha trasformato il Palazzo della Cultura in una festa collettiva fatta di canzoni, movimento e partecipazione.
Nel suggestivo scenario del Parco Archeologico di Locri Epizefiri si è svolto invece il talk “Scuola, nuovi dialoghi educativi”, dedicato al futuro dell’istruzione e alle trasformazioni in atto nel mondo scolastico. A confrontarsi sul tema sono stati Elisabetta Bianco, Elisa Forte, Carla Maria Pelaggi e Celestino Rossi, in un dialogo centrato sull’innovazione educativa come ripensamento di relazioni, spazi e metodi.
Sempre all’interno del programma, Elena Miglietti ha proposto lo speech “Barbie, Brand & Being Yourself”, una riflessione sulla celebre bambola come simbolo di trasformazioni culturali, narrazione e identità. Un intervento che ha mostrato come anche un oggetto popolare possa diventare strumento per leggere i cambiamenti della società e il potere delle storie.
Nella terza giornata, il formatore Luca Tropea, fondatore della startup Versadia SRL, ha accompagnato gli studenti alla scoperta delle professioni del futuro, affrontando temi come identità digitale, intelligenza artificiale, blockchain, Web3 e autonomous agents. Un momento che ha aperto uno sguardo concreto sulle trasformazioni del lavoro e della società.
Molto seguiti anche i talk sul lungomare di Locri. A La Capannina, Rossella Pivanti è stata protagonista dell’incontro “L’anima dell’indie e il caso Baby Hurricane”, in cui ha raccontato agli studenti il valore dell’indipendenza creativa e il percorso che trasforma un’idea in un prodotto culturale. Subito dopo, il talk “Radici e Visioni”, moderato da Giovanni Scarfò, ha riunito Giovanni Calabrese, Ettore Lacopo, Serena Franco e Francesco Rizzo in una riflessione sul futuro del territorio, tra identità locale, cooperazione, innovazione e capacità di raccontarsi.
Proprio da questa capacità di raccontarsi parte uno degli esiti più significativi del festival: aver acceso un faro sul turismo scolastico come opportunità educativa e culturale. La presenza di studenti provenienti da diverse regioni italiane ha mostrato come la Calabria e la Locride possano diventare destinazioni di apprendimento, dove la scuola esce dalle aule e si intreccia con i luoghi, i paesaggi, la storia e le comunità.
«In un’epoca di rumore costante, abbiamo voluto insegnare ai ragazzi l’arte del podcast non solo per imparare a raccontare, ma per imparare a raccontarsi. Vedere Locri riempirsi di voci, energie e storie provenienti da tutta Italia è la conferma che questa sfida è stata raccolta», ha dichiarato Francesca Rossi, direttrice artistica del Festival. «La canzone “Questi posti davanti al mare” di Fossati, da cui abbiamo preso le parole per questa prima edizione, dice “E noi non ci sappiamo raccontare”, mentre qui, in questi posti davanti allo Ionio, ci siamo raccontati».
L’entusiasmo raccolto nel corso della manifestazione ha già aperto la strada a una seconda edizione. La volontà, annunciata da Francesca Rossi insieme a Cinzia Scali e Giovanni Scarfò, è quella di consolidare e ampliare un progetto che ha dimostrato di saper unire formazione, creatività e partecipazione.
“Questi posti davanti al mare” si chiude così come un’esperienza riuscita e condivisa, capace di lasciare un segno concreto nel territorio e nella comunità educante. Un punto di partenza, più che un traguardo, per continuare a costruire una scuola che sappia ascoltare, raccontare e raccontarsi.
Momenti e contenuti del festival sono visibili sui canali social Instagram, Facebook e TikTok. Il Festival Nazionale del Podcast Scolastico “Questi Posti Davanti al Mare” è un progetto dell’Associazione Culturale Via Verdi 11 Educational e della Fondazione Vincenzo Scannapieco, con il patrocinio di Ministero dell’Istruzione e del Merito, Regione Calabria, Calabria Straordinaria, Comune di Locri, Scuola Oltre, Sistema Bibliotecario Ionico, Autorità di Sistema Portuale dello Stretto.
