Giovedì 30 aprile alle ore 17:30, presso il Museo delle Reali Ferriere di Mongiana, sarà presentato il progetto “Il Sogno di Mongiana e delle Serre”, un’iniziativa culturale curata da I Luoghi dell’Arte Formazione. La compagnia, composta da attori, registi e musicisti con una solida esperienza teatrale, si avvale della collaborazione di professionisti provenienti da ambiti diversi, tra cui giornalismo, saggistica, narrativa, università e formazione, dando vita a un lavoro corale che unisce ricerca storica e linguaggio artistico. L’evento è inserito nel calendario del La Mongiana Festival, contribuendo ad arricchirne il programma con una proposta che intreccia memoria, identità e territorio.
“Tutto cominciò con i mulini”: è da questa suggestiva immagine che prende avvio il progetto, un racconto che lega elementi naturali e industriali come l’acqua, le fiumare, i boschi, il carbone e il ferro, ricostruendo la nascita di Mongiana, un luogo che fino alla metà del XVIII secolo non esisteva e che divenne improvvisamente un importante centro produttivo. Oggi restano le montagne, le foreste e le tracce del ferro, ma sono scomparsi i mulini, le miniere e il porto sul mare, lasciando aperta una domanda fondamentale: perché quel sistema economico e sociale si è dissolto così rapidamente? A questa domanda il progetto tenta di rispondere attraverso il lavoro degli storici e la forza evocativa del teatro.
L’ambizione dell’iniziativa è duplice: da un lato far riemergere una memoria storica spesso dimenticata, soprattutto dalle giovani generazioni, dall’altro restituire alla Calabria un’immagine più complessa e autentica, lontana dagli stereotipi che per anni ne hanno semplificato la narrazione. La vicenda di Mongiana rappresenta infatti un esempio significativo di impegno, lavoro e visione, capace di raccontare una regione diversa da quella spesso descritta nei racconti post-unitari, che hanno privilegiato immagini di marginalità e arretratezza.
“Il Sogno di Mongiana e delle Serre” si configura come uno storytelling teatrale, un vero e proprio “cunto” della tradizione popolare, che attraversa i territori delle Serre Calabresi, passando per Serra San Bruno, Ferdinandea, Pazzano, Bivongi, Stilo e Monasterace fino a giungere al Mar Ionio. Le fonti storiche si intrecciano con le testimonianze raccolte sul territorio, restituendo un racconto vivo e partecipato, capace di dare voce a una memoria collettiva.
Lo spettacolo vedrà in scena un’attrice/narratrice, affiancata in alcuni momenti da altri interpreti, in una rappresentazione che coinvolgerà attivamente il pubblico, chiamato a diventare parte integrante della storia. Non si tratterà dunque di una semplice fruizione, ma di un’esperienza condivisa, in cui la comunità si riconosce e si racconta.
Il progetto propone anche una rilettura critica della storia della Calabria dopo l’Unità d’Italia, spesso raccontata in modo parziale e fuorviante. Mongiana e il suo polo siderurgico testimoniano invece l’esistenza di un passato fatto di industria, organizzazione sociale e prospettiva, cancellato nel tempo dalla memoria ufficiale. Recuperare questa storia attraverso il teatro significa non solo restituire dignità al passato, ma anche suggerire che un’altra strada, forse, è ancora possibile.
Lo spettacolo sarà inserito nella programmazione estiva 2026 dei Comuni che ne faranno richiesta, con l’obiettivo di diffondere il progetto su un territorio più ampio. La regia è affidata a Marco Luly, con la collaborazione di Palmiro Spanò – Studio M.Arte Monasterace, per un lavoro che si propone come un ponte tra memoria e futuro, capace di raccontare una Calabria più consapevole della propria storia e delle proprie potenzialità.