Articolo di Francesco Marrapodi
Roma. All’ombra dell’Hotel Aria Palace, nella giornata di ieri 21 aprile, la Calabria ha ridefinito ancora una volta i confini del proprio orizzonte. Sotto l’egida di Gemma Gesualdi, si è tenuto un incontro che si è elevato a rito di rifondazione identitaria: e il Brutium si è confermato quale forza motore capace di tradurre i valori primordiali nel linguaggio della modernità.
GEMMA GESUALDI: LA SINTESI TRA MEMORIA E PROGETTO
Al centro di questa riflessione pulsa la visione della Presidente dell’Associazione Culturale “Brutium”, Gemma Gesualdi. Attraverso una leadership che si fa azione poetica, ha saputo tessere una trama invisibile e tenace tra le radici storiche e le istanze del futuro. Sotto la sua guida, la tradizione smette di essere un simulacro da venerare per farsi energia cinetica: il Brutium diviene così il laboratorio del possibile, dove l’orgoglio delle origini muta in strategia di connessione globale.
IL PONTE CON LA “GRANDE MELA”
L’evento ha acquisito un respiro cosmopolita grazie alla presenza di Alessandro Crocco, giunto da New York. Il delegato del Brutium ha incarnato la figura del “ritorno sapiente”: portatore di un pragmatismo che non abdica all’appartenenza, ha rappresentato quella Calabria che abita il mondo senza smarrire il proprio centro di gravità, infondendo nuova linfa nel tessuto sociale della terra madre.
SINERGIE ISTITUZIONALI: LA CONCRETEZZA DEL PENSIERO
L’efficacia della visione del Brutium ha trovato compimento nel dialogo con le istituzioni, intese come architetti del bene comune:
Tilde Minasi, Senatrice della Repubblica, testimone di una Calabria che agisce come forza attiva nei processi decisionali della nazione.
Civita Di Russo, Vice Capo di Gabinetto della Regione Lazio, a sigillo di una solidarietà tra territori che supera la geografia per farsi comunione d’intenti.
IL BATTITO DEI GIOVANI: START-UP DELLO SPIRITO
Il momento di massima tensione ideale è coinciso con il confronto con gli studenti. Non meri spettatori, ma protagonisti di una dialettica serrata sul concetto di opportunità. Questi giovani hanno raccontato una terra che rivendica il proprio diritto all’eccellenza, affrancandosi dalla logica dell’attesa. Il Brutium si è offerto come topos dell’accoglienza: una dimora aperta per chiunque intenda edificare il domani su fondamenta di consapevolezza.
VERSO L’ETICA DEL SUCCESSO
L’eco di questa giornata non è destinata a esaurirsi nel tempo cronologico. Grazie all’impulso di Gemma Gesualdi, la Calabria ha compiuto un salto qualitativo: ha smesso di specchiarsi nel passato per riconoscersi nel movimento. Il Brutium ha tracciato una rotta che è, al contempo, etica e pratica. Da Roma si è levato un monito chiaro: la Calabria non è un’entità in divenire, ma una realtà presente, consapevole della propria forza e pronta a determinare il proprio destino.