Dopo l’importante iniziativa didattico-educativa del 3 novembre, dedicata al Consiglio comunale dei ragazzi, l’Amministrazione comunale di Bivongi, guidata dall’instancabile sindaca Grazia Zaffino, ha organizzato, in stretta collaborazione con la scuola, una significativa manifestazione in occasione del 4 Novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, dedicata anche al ricordo dei caduti di tutte le guerre.
Un lungo e partecipato corteo, composto dagli studenti, dai loro familiari e da numerosi cittadini, è partito dal municipio per raggiungere il monumento ai caduti, situato nella suggestiva cornice della villa comunale. Ad aprire la processione gli agenti della Polizia locale, con una corona d’alloro da deporre in memoria di quanti hanno sacrificato la propria vita per la Patria.
Il monumento, recentemente restaurato, raffigura una donna il cui volto sembra esprimere contemporaneamente disperazione e speranza: il dolore per la guerra e l’attesa del ritorno del proprio marito, partito per il fronte.
Dopo i saluti istituzionali, la sindaca Grazia Zaffino, nella sua duplice veste di amministratrice e docente, ha illustrato con parole semplici ma profonde il significato storico, civile ed educativo della ricorrenza. Un intervento particolarmente rivolto alle giovani generazioni, chiamate a conoscere gli orrori del passato per costruire un futuro fondato sul dialogo, sulla solidarietà e sul ripudio della guerra.
Il ricordo delle due guerre mondiali, che hanno provocato milioni di vittime, rappresenta infatti un monito ancora attuale. In un mondo attraversato da tensioni internazionali e conflitti, le scelte dei grandi leader, da Donald Trump a Vladimir Putin, alimentano preoccupazioni per il futuro. La storia dovrebbe insegnare che la violenza, il razzismo e la distruzione non possono rappresentare strumenti di risoluzione delle controversie tra gli Stati.
Quanto sarebbe diverso il mondo se le immense risorse destinate agli armamenti, ai missili e alle bombe venissero investite nella lotta contro la fame, le malattie e le disuguaglianze che affliggono milioni di persone?
Particolarmente apprezzato il lavoro dei docenti, che hanno curato ogni dettaglio della manifestazione, valorizzando il protagonismo degli alunni. Un ruolo importante è stato svolto dall’insegnante Angela Nucera, che, dopo aver preparato gli studenti in classe, li ha accompagnati e coordinati durante gli interventi e le testimonianze.
I ragazzi hanno dimostrato sensibilità, preparazione e maturità, ribadendo con convinzione il valore della pace e il rifiuto della guerra come strumento per risolvere i conflitti. Hanno inoltre ascoltato con grande attenzione le parole della sindaca, che ha ricordato come anche Bivongi abbia pagato un prezzo doloroso durante i due conflitti mondiali.
La lettura dei nomi dei caduti e dei reduci ha restituito alla comunità il ricordo di tante vite segnate dalla guerra. Tra quei nomi figurava anche quello di mio suocero, Carmelo Gerace, sopravvissuto alla terribile esperienza della prigionia nei lager nazisti.
Una vicenda personale che testimonia concretamente gli orrori di quel periodo. Costretto a vivere in un campo circondato dal filo spinato, sottoposto a lavori estenuanti e a condizioni igieniche e alimentari disumane, Carmelo Gerace fu obbligato a lavorare nella produzione di patate e altri ortaggi, ricevendo come nutrimento soltanto bucce di patate e piccole razioni di pane.
La sua sopravvivenza fu quasi un miracolo. I bombardamenti e l’avanzata delle truppe sovietiche gli offrirono la possibilità di fuggire, ma la sua odissea non terminò con la liberazione. Dovette affrontare un lungo e difficile viaggio dalla Germania fino a Bivongi, utilizzando mezzi di fortuna. Quando finalmente tornò a casa, era talmente dimagrito e provato dalle sofferenze da risultare quasi irriconoscibile agli occhi dei familiari.
Una testimonianza che rende ancora più evidente l’importanza di tramandare la memoria alle nuove generazioni.
A conferire ulteriore solennità alla cerimonia è stata la benedizione officiata dal parroco don Enzo Chiodo. Particolarmente emozionante anche l’esecuzione corale dell’Inno di Mameli e di altri brani patriottici, che hanno coinvolto i presenti in un momento di profonda partecipazione collettiva.
Significativa e molto apprezzata la presenza dei Carabinieri della Stazione di Stilo, intervenuti in alta uniforme per rendere omaggio ai caduti e condividere con la comunità questa importante ricorrenza.
La grande partecipazione popolare ha rappresentato uno degli aspetti più belli della giornata. Raramente si era vista una presenza così numerosa ai piedi del monumento ai caduti, immerso nel suggestivo ambiente naturalistico della villa comunale.
Per gli studenti, questa esperienza ha avuto un valore educativo che va ben oltre quello di una tradizionale lezione scolastica. Ogni volta che passeranno davanti al monumento, potranno ricordare questa giornata, le parole ascoltate e il significato del sacrificio di quanti hanno perso la vita a causa della guerra.
Un ricordo destinato ad accompagnarli nel loro percorso di crescita, aiutandoli a diventare cittadini consapevoli, rispettosi e solidali, protagonisti di una società migliore.
Quella vissuta a Bivongi non è stata soltanto una commemorazione, ma una vera e propria lezione di cittadinanza attiva. Vedere un’intera comunità, dai bambini agli adulti, riunita sotto il Tricolore dimostra che la memoria, quando viene condivisa, può trasformarsi in uno strumento per costruire il futuro.
Il sacrificio di chi non è più tornato continua a parlarci e ci ricorda, oggi più che mai, quanto sia prezioso e fragile il bene della pace.
Articolo di Mario Murdolo