A gennaio, durante una seduta del Consiglio comunale, il sindaco di Caulonia, Cagliuso, aveva definito l’asilo nido di Focà un «luogo brillante di sicurezza», sostenendo che soltanto un «folle avrebbe chiuso un servizio così essenziale».
Nella stessa occasione, la maggioranza aveva respinto compatta la mozione sulla sicurezza della struttura presentata dall’opposizione. Un consigliere di maggioranza aveva persino liquidato la questione come «una polemica molto strumentale».
Nove mesi dopo, però, gli atti amministrativi restituiscono un quadro ben diverso.
Il 13 ottobre 2026, la Commissione tecnico-multiprofessionale dell’Ambito, chiamata a esprimere il proprio parere nell’ambito della procedura di autorizzazione all’apertura del nido, ha effettuato un sopralluogo nella struttura, esprimendo parere non favorevole.
Uscite di sicurezza, dormitorio e giochi esterni: le criticità rilevate
Il verbale della Commissione descrive una serie di carenze che riguardano direttamente la sicurezza e l’adeguatezza degli ambienti destinati ai bambini.
Tra le problematiche segnalate figurano un’uscita di sicurezza non conforme alla normativa a causa della presenza di due gradini, una porta di emergenza priva di allarme, spigoli senza protezioni e un dormitorio la cui configurazione non consente una sorveglianza continua dei piccoli ospiti.
A queste criticità si aggiungono la presenza di una sola vasca con doccetta per 29 bambini, giochi esterni definiti «in forte stato di degrado» e da rimuovere, un’area esterna priva di recinzione e la necessità di procedere alla pulizia e alla sanificazione di tutti gli ambienti.
Si tratta di problematiche che investono anche le responsabilità dell’ente proprietario. Secondo quanto evidenziato da RinnoviAmo Caulonia, infatti, il capitolato d’appalto attribuisce al Comune la responsabilità relativa ai locali, agli arredi, all’area esterna e agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
L’aspetto più controverso della vicenda riguarda però la ripetizione di criticità già formalmente segnalate nei mesi precedenti.
Con la determina n. 26 del 23 gennaio 2026, nell’autorizzare il servizio per il precedente anno educativo, il Comune aveva prescritto al gestore di allora una serie di interventi da eseguire entro trenta giorni.
Tra questi, la rimozione degli ingombri dalle aree esterne e dai bagni dei bambini, la recinzione dell’area giochi, l’installazione delle zanzariere nel refettorio, l’eliminazione degli ostacoli visivi nel dormitorio e il completamento del fasciatoio.
L’amministrazione si era inoltre riservata di vigilare sull’effettiva esecuzione degli interventi.
Eppure, nel sopralluogo del 13 ottobre, la Commissione ha riscontrato nuovamente diverse delle medesime criticità, descritte con formulazioni sostanzialmente analoghe.
Una circostanza che solleva interrogativi sull’efficacia dei controlli e sulla gestione degli interventi prescritti.
«Delle due l’una», osserva il gruppo politico RinnoviAmo Caulonia. «O quelle prescrizioni non sono mai state eseguite e il Comune non ha mai controllato, oppure sono state eseguite e in pochi mesi la struttura è tornata com’era».
Da qui la stoccata all’amministrazione: «In entrambi i casi, da gennaio a ottobre l’amministrazione non è riuscita a far montare nemmeno le zanzariere».
Ulteriori interrogativi riguardano la tempistica amministrativa.
Secondo gli atti richiamati dal gruppo di opposizione, l’apertura dell’asilo nido era prevista per il 28 settembre 2026, mentre la domanda di autorizzazione sarebbe stata presentata soltanto il 25 settembre, appena tre giorni prima.
Una tempistica che appare difficilmente conciliabile con la presenza di criticità strutturali già note da mesi.
RinnoviAmo Caulonia richiama anche quanto avvenuto nell’anno precedente, quando il sindaco aveva disposto la riapertura del servizio il 3 novembre attraverso un’ordinanza adottata «nelle more dell’istruttoria», nonostante la domanda di autorizzazione risultasse depositata soltanto il successivo 13 novembre.
Quest’anno, tuttavia, il quadro è differente: la Commissione competente si è già pronunciata, esprimendo un parere contrario.
Documentazione sul personale: ulteriori interrogativi
Non sono soltanto gli aspetti strutturali a destare preoccupazione.
Dalla check list allegata al verbale della Commissione risulterebbe assente anche documentazione relativa all’applicazione del contratto collettivo, ai rapporti numerici tra educatori e bambini, ai titoli professionali e alla formazione del personale, nonché alla figura del coordinatore pedagogico.
Elementi fondamentali per verificare il rispetto dei requisiti previsti per la gestione del servizio educativo.
Il gruppo di opposizione precisa che l’assenza della documentazione non dimostra necessariamente il mancato possesso dei requisiti, ma ritiene indispensabile un chiarimento da parte dell’amministrazione.
Una richiesta che assume particolare rilievo alla luce della procedura di gara, nella quale la qualità dell’offerta tecnica avrebbe avuto un peso determinante.
RinnoviAmo Caulonia: «Un’amministrazione che non riesce più a governare l’ordinario»
La vicenda assume anche una dimensione politica.
Dopo le dimissioni dell’assessora alle Politiche sociali, la delega risulta priva di un titolare. Una situazione che, secondo RinnoviAmo Caulonia, riporta direttamente sul sindaco la responsabilità politica della gestione del servizio.
Il gruppo parla di «un’amministrazione allo sbando, che non riesce più a governare l’ordinario», sottolineando come l’apertura di un asilo nido dovrebbe rappresentare un’attività di normale programmazione amministrativa, non un’emergenza ricorrente.
Al centro della questione restano soprattutto le famiglie, che avevano fatto affidamento sulla data di apertura annunciata per organizzare gli impegni lavorativi e la gestione quotidiana dei figli.
RinnoviAmo Caulonia chiede al primo cittadino di assumersi due precise responsabilità.
La prima è fornire informazioni chiare e puntuali sui lavori ancora necessari, sui soggetti incaricati di eseguirli e sulla data effettiva in cui il servizio potrà essere avviato nel rispetto di tutti i requisiti previsti.
La seconda è rivolgere le proprie scuse ai genitori per aver indicato, anche quest’anno, una data di apertura che l’amministrazione non è stata in grado di rispettare.
«Il Sindaco ha adesso due doveri verso le famiglie», sottolinea il gruppo. «Il primo è spiegare ai genitori, con chiarezza e senza rassicurazioni di maniera, che cosa sta accadendo. Il secondo è chiedere scusa, perché anche quest’anno li ha illusi con una data che la sua amministrazione non era in condizione di rispettare».
La nota politica si chiude con una battuta che riassume la polemica sulle prescrizioni rimaste irrisolte per mesi:
«Prima del prossimo annuncio, comprate almeno le zanzariere».
A firmare la presa di posizione sono Luana Franco, MariaLuisa Cricelli, Ilario Cavallo e Antonio Marziano, del gruppo politico RinnoviAmo Caulonia.
La questione, al di là dello scontro politico, riguarda ora la necessità di garantire alle famiglie un servizio educativo sicuro, pienamente autorizzato e con tempi di apertura certi. Resta da chiarire quali interventi saranno effettuati, entro quando e con quali verifiche, affinché le criticità rilevate non si ripresentino ancora una volta.