Monasterace, 1.500 cittadini senza medico di base. Il PD denuncia: «Grave emergenza sanitaria, servono interventi immediati»

Circa 1.500 cittadini senza medico di famiglia. È questa la grave criticità sanitaria denunciata dal Circolo del Partito Democratico di Monasterace, che ha deciso di rivolgersi formalmente alle istituzioni competenti per chiedere interventi immediati e soluzioni concrete a tutela della popolazione.

Una situazione che, secondo quanto segnalato dai democratici, sta mettendo a rischio il diritto fondamentale alla salute, colpendo soprattutto anziani, malati cronici, persone fragili e famiglie con bambini.

Non si tratta di un semplice problema organizzativo, ma di una vera e propria emergenza sociale e sanitaria. Il medico di medicina generale rappresenta infatti il primo punto di riferimento per i cittadini: prescrive farmaci, richiede visite specialistiche ed esami diagnostici, rilascia certificazioni e garantisce il monitoraggio delle patologie croniche.

La sua assenza rischia di tradursi in cure rinviate, diagnosi tardive e difficoltà quotidiane per centinaia di famiglie.

«La salute non può diventare un privilegio per pochi»

Il Circolo del PD richiama con forza l’articolo 32 della Costituzione, che riconosce la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività.

Particolarmente preoccupante è il rischio che la carenza di medici finisca per accentuare le disuguaglianze sociali: chi dispone delle risorse economiche necessarie può rivolgersi alla sanità privata, mentre chi non può permetterselo rischia di rinunciare alle cure.

Una condizione che i democratici considerano inaccettabile, soprattutto in una comunità nella quale la presenza di persone anziane e pazienti affetti da patologie croniche rende indispensabile una rete di assistenza territoriale efficiente.

La crisi di Monasterace è lo specchio della sanità calabrese

La vicenda si inserisce in un quadro regionale già segnato da profonde difficoltà.

Nella segnalazione il PD richiama i dati del monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza relativi al 2024, secondo i quali la Calabria avrebbe ottenuto appena 52 punti nell’area distrettuale, al di sotto della soglia di sufficienza fissata a 60.

A pesare è anche la progressiva diminuzione dei medici di famiglia. Secondo i dati della Fondazione GIMBE citati dal Circolo, tra il 2019 e il 2024 la Calabria avrebbe registrato una riduzione del 20,2% dei medici di medicina generale, a fronte di una media nazionale del 14,1%.

Ancora più allarmante il fenomeno della rinuncia alle cure: secondo le stime di Demoskopika riportate nella nota, sarebbero circa 227 mila i calabresi che hanno rinunciato a curarsi, di cui 170 mila per ragioni economiche.

Numeri che, secondo il PD, testimoniano una crisi strutturale che penalizza soprattutto i piccoli Comuni e i territori già caratterizzati da maggiori difficoltà di accesso ai servizi.

«Monasterace è l’ennesima vittima di una crisi che la Calabria conosce da troppo tempo», è la denuncia contenuta nel documento.

Le richieste all’Asp: medici, presidi temporanei e tempi certi

Di fronte a questa situazione, il Circolo del Partito Democratico non si limita alla denuncia, ma avanza precise richieste all’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria.

Innanzitutto, viene chiesta una verifica ufficiale del numero dei cittadini effettivamente privi di medico di famiglia, con la comunicazione scritta dei dati aggiornati.

Il PD sollecita inoltre l’adozione immediata di misure straordinarie per garantire la continuità assistenziale, anche attraverso assegnazioni provvisorie, incarichi temporanei, presidi sanitari dedicati e unità mobili.

L’obiettivo è assicurare ai cittadini, nell’attesa di una soluzione definitiva, l’accesso alle prescrizioni farmaceutiche, alle certificazioni, agli accertamenti diagnostici e all’assistenza necessaria, con particolare attenzione ai pazienti oncologici, cronici e fragili.

Viene richiesta anche la pubblicazione di un cronoprogramma ufficiale che indichi quanti incarichi risultino vacanti, quali procedure siano state avviate e soprattutto quando sarà garantita una copertura stabile del servizio.

Tra le proposte figura infine l’istituzione di un tavolo tecnico che riunisca Asp, Regione Calabria, Amministrazione comunale e rappresentanti dei cittadini, per individuare soluzioni concrete e verificarne l’attuazione.

Un appello anche al sindaco: «Si faccia carico dell’emergenza»

Il documento chiama direttamente in causa anche il sindaco di Monasterace, invitandolo ad assumere un ruolo attivo nei confronti dell’Asp e della Regione Calabria.

Il Circolo chiede che l’Amministrazione comunale eserciti ogni iniziativa istituzionale utile a ottenere risposte tempestive, ricorrendo, se necessario, anche a formali diffide e segnalazioni agli organi competenti.

La questione, secondo i democratici, non può essere lasciata senza una risposta né affrontata con interventi generici o promesse prive di scadenze.

Quindici giorni per rispondere, poi possibili iniziative pubbliche

La richiesta del PD contiene anche un termine preciso: entro 15 giorni dal ricevimento della segnalazione, le istituzioni destinatarie sono invitate a comunicare per iscritto le iniziative adottate o programmate, indicando gli uffici responsabili, i provvedimenti previsti e i relativi tempi di attuazione.

In assenza di risposte concrete, il Circolo annuncia la possibilità di promuovere ulteriori iniziative, comprese segnalazioni alle autorità competenti e forme di mobilitazione pubblica della cittadinanza.

Una presa di posizione che punta a riportare al centro dell’attenzione istituzionale il diritto alla salute di una comunità che non può essere lasciata sola.

Il messaggio politico e sociale che arriva da Monasterace è chiaro: la carenza di personale sanitario e le difficoltà del sistema regionale non possono diventare una giustificazione per negare servizi essenziali ai cittadini.

«I cittadini di Monasterace non richiedono trattamenti di favore, ma la piena e tempestiva garanzia di un diritto fondamentale», ribadisce il Circolo del Partito Democratico.

E la conclusione della nota, datata 16 ottobre 2026, assume il tono di un impegno preciso:

«La tutela della salute non può dipendere dalle condizioni economiche dei cittadini né dal territorio in cui essi risiedono. E non smetteremo di pretenderlo finché questo diritto non sarà garantito totalmente».

Una battaglia che va oltre i confini di Monasterace e riaccende i riflettori su una questione cruciale per l’intera Calabria: garantire una sanità pubblica accessibile, efficiente e realmente vicina ai bisogni delle persone.

Pubblicato da Tele Montestella

Rete web televisiva della Vallata dello Stilaro con sede a Pazzano (RC). Tele Montestella arriva sui social 2010 diventando poi una pagina Facebook nell’aprile 2013 ma possiamo dire che l’idea e le prime iniziative di informazioni nascono 1982. Un giovane Antonio Russo, ora presidente dell’Associazione Radio Tele Montestella Web”, iniziò ad appassionarsi al mondo delle comunicazioni quando suo padre Ciccio Russo comprò la sua prima telecamera. Da lì inizio una ricca documentazione sulla Vallata dello Stilaro ed oltre, cimentandosi anche nella realizzazione di Radio arrivando a creare il primo canale televisivo Tele Montestella. Oggi la comunicazione si è spostata sui social, sono cambiati i mezzi ma l’obiettivo è uguale: informazione e valorizzazione della nostra Vallata dello Stilaro e di tutta la Calabria, condividendo con voi la bellezza, le tradizioni e tutto ciò che questa terra ha da offrire.

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