Famiglia, scuola, istituzioni e associazionismo al centro dell’incontro. Il procuratore Giuseppe Lombardo invita i Comuni della Vallata dello Stilaro a fare squadra
BIVONGI – Una sala dell’oratorio parrocchiale gremita come nelle grandi occasioni ha fatto da cornice al convegno sulla legalità dal titolo “Costruire comunità”, organizzato a Bivongi con grande partecipazione di cittadini e rappresentanti delle istituzioni.
Una presenza andata oltre le previsioni e che ha trasformato la serata in un forte segnale civile proveniente non soltanto da Bivongi, ma dall’intera Vallata dello Stilaro.
Il messaggio emerso dagli interventi è stato chiaro: per riaffermare la legalità e garantire una serena convivenza civile è indispensabile costruire una solida collaborazione tra famiglia, scuola, istituzioni e associazionismo. Se anche uno soltanto di questi anelli dovesse venire meno, aumenterebbe il rischio di lasciare spazio a fenomeni di criminalità, vandalismo e violenza.
Ad aprire simbolicamente la manifestazione è stata la cantante Cricelli, che ha eseguito l’Inno di Mameli coinvolgendo nel canto tutti i presenti. È seguita la lettura di un brano dedicato ai temi dell’incontro da parte di Pino Sorgiovanni, presidente dell’associazione teatrale “Dietro le Quinte”.
A moderare il convegno è stato il giornalista Nino Mallamaci, che ha sottolineato di conoscere bene la realtà bivongese. Una comunità che, secondo Mallamaci, non può essere identificata con i recenti episodi deprecabili che hanno interessato il territorio, ma che rappresenta, al contrario, un esempio di democrazia, tolleranza, convivenza civile e accoglienza.
La parola è quindi passata alla sindaca di Bivongi, Grazia Zaffino, che, visibilmente emozionata, ha ringraziato gli ospiti per aver accolto l’invito a partecipare a un appuntamento dedicato a un tema purtroppo sempre attuale e con il quale le comunità sono chiamate a confrontarsi quotidianamente.
Zaffino, anche nella sua veste di educatrice, ha ricordato le iniziative culturali, di volontariato e di coinvolgimento degli studenti portate avanti sul territorio, ribadendo come solo attraverso una collaborazione costante tra famiglie, scuola, istituzioni e associazioni la legalità possa diventare realmente patrimonio di tutti.
Lombardo: «I Comuni della Vallata facciano squadra»
Tra i momenti più significativi della serata, l’intervento del Procuratore della Repubblica Giuseppe Lombardo.
La sindaca Zaffino ha posto all’attenzione del procuratore la questione della videosorveglianza, lamentando quello che ha definito un paradosso: Bivongi non avrebbe avuto accesso al sistema proprio perché considerato un paese virtuoso, pacifico e tranquillo. Una situazione nella quale, secondo la prima cittadina, l’essere una comunità perbene finirebbe paradossalmente per trasformarsi in uno svantaggio.
Lombardo ha condiviso le perplessità espresse dalla sindaca e ha assicurato il proprio interessamento sulla vicenda.
Particolarmente forte anche il suo appello ai sindaci della Vallata dello Stilaro: superare campanilismi e divisioni e lavorare insieme. Il procuratore ha ricordato come i fenomeni criminali non conoscano confini comunali e come la vulnerabilità di un solo territorio possa avere conseguenze anche sulle comunità vicine.
Da qui l’invito a costruire una risposta comune, capace di impedire alla criminalità di trovare terreno fertile e, allo stesso tempo, di evitare che i cittadini siano spinti ad abbandonare il territorio alla ricerca di luoghi percepiti come più sicuri e vivibili.
Monsignor Cesare Di Pietro: «La legalità si costruisce anche nelle parrocchie e negli oratori»
Molto apprezzato l’intervento di S.E. Mons. Cesare Di Pietro, vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, che ha espresso soddisfazione per la partecipazione e per il significato dell’iniziativa.
Il vescovo ha ricordato come, dopo il suo recente insediamento, abbia voluto porre particolare attenzione proprio all’educazione alla legalità, promuovendo iniziative dedicate e invitando parrocchie e oratori della diocesi a intensificare il proprio impegno contro bullismo, vandalismo e violenza.
La prima visita a Bivongi ha lasciato in Monsignor Di Pietro un’impressione particolarmente positiva, tanto da manifestare la volontà di ritornare presto nel paese, possibilmente in occasione della festa di Mamma Nostra del 5 febbraio.
Scuola e famiglia insieme per educare alla legalità
Sul ruolo dell’educazione si è soffermata anche la dirigente scolastica Gioconda Saraco, ricordando come la scuola rappresenti uno dei luoghi fondamentali nei quali si formano le donne e gli uomini di domani.
Anche dal suo intervento è emersa la necessità di un’alleanza educativa tra scuola, famiglia, istituzioni e associazionismo per prevenire il ripetersi di episodi di vandalismo e devianza. Essenziale, in particolare, la collaborazione dei genitori con il mondo scolastico: senza una condivisione degli obiettivi educativi, l’azione di prevenzione rischia di essere fortemente indebolita.
L’Arma dei Carabinieri: «Chiamateci, noi ci siamo»
Significativo anche l’intervento del giovane capitano dei Carabinieri, che ha ringraziato per l’invito sottolineando il ruolo fondamentale dell’Arma nella tutela della legalità, della sicurezza e della convivenza civile.
Il capitano ha voluto ricordare che i Carabinieri non devono essere percepiti come uno “spauracchio” quando effettuano un controllo, ma come una presenza costante sul territorio, impegnata giorno e notte nella tutela dei cittadini.
Ha inoltre ricordato che, anche quando le caserme non sono direttamente raggiungibili, il 112 è operativo 24 ore su 24.
Nel suo intervento è stato richiamato anche quanto accaduto nella notte del 17 agosto, quando il tempestivo intervento dei Carabinieri di Stilo avrebbe evitato conseguenze ancora più gravi e ulteriori danneggiamenti alle automobili.
Da qui l’appello rivolto ai cittadini: davanti a segnali di criminalità, episodi di bullismo, situazioni potenzialmente riconducibili alla violenza di genere o ad altre forme di devianza, è importante rivolgersi immediatamente alle forze dell’ordine.
«Chiamateci, noi ci siamo», il messaggio conclusivo.
La serata si è chiusa tra gli applausi e i ringraziamenti ai relatori, la cui presenza ha contribuito a riaffermare l’immagine di Bivongi come comunità accogliente e impegnata nella difesa della legalità e della convivenza civile.
Un incontro partecipato e costruttivo, conclusosi con un momento conviviale e un rinfresco, che ha lasciato soprattutto un messaggio: la legalità non è responsabilità di un singolo soggetto, ma si costruisce insieme, facendo comunità.
Articolo di Mario Murdolo