Nicholas Green, 32 anni dopo: il ricordo di Bivongi e il valore di un gesto che salvò sette vite

BIVONGI – Tra pochi giorni, il 1° ottobre, ricorrerà l’anniversario della morte del piccolo Nicholas Green, il bambino americano di sette anni rimasto vittima di una tragica sparatoria in Calabria nel 1994.

Era la notte del 29 settembre 1994 quando Nicholas viaggiava con i genitori, Reginald e Margaret Green, e la sorellina Eleanor, di quattro anni, lungo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, diretto in Sicilia per una vacanza. L’auto della famiglia venne presa di mira da alcuni rapinatori e Nicholas fu colpito gravemente. Morì pochi giorni dopo.

La vicenda provocò profondo dolore e commozione in Italia e nel mondo. Ma proprio nel momento più drammatico, i genitori del bambino compirono un gesto destinato a lasciare un segno indelebile: decisero di donare gli organi del figlio, consentendo a sette persone di ricevere un trapianto.

Una scelta di straordinaria solidarietà che contribuì a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della donazione degli organi e che rese Nicholas e la famiglia Green un simbolo internazionale di altruismo. Da quella tragedia nacque quello che negli anni è stato definito anche “effetto Nicholas”, legato alla crescente attenzione verso la cultura della donazione.

Anche Bivongi volle custodire la memoria del bambino americano. Un ruolo importante fu svolto da Paride Gullini, storico presidente dell’Associazione Nazionale Ufficiali di Stato Civile e d’Anagrafe, scomparso lo scorso anno, che invitò i sindaci italiani a dedicare vie, piazze o luoghi pubblici a Nicholas, affinché il suo sacrificio e il gesto dei genitori non venissero dimenticati.

Il Comune di Bivongi accolse l’invito e decise di intitolare a Nicholas Green un grande parco naturale immerso nel verde, poco distante dal centro abitato. Alla cerimonia presero parte autorità civili e militari, rappresentanti dell’ANUSCA e numerosi donatori di sangue della LADOS di Marina di Gioiosa Ionica.

Tra i presenti anche il procuratore della Repubblica di Locri, rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, il vicepresidente dell’ANUSCA Domenico Linarello, il delegato provinciale Franco Tuccio e il presidente della LADOS Filippo Tedesco. L’inaugurazione fu accompagnata dalla benedizione del parroco don Enzo Chiodo.

Particolarmente toccante fu il messaggio inviato dai genitori di Nicholas, impossibilitati a partecipare personalmente alla cerimonia. Nel testo auspicavano che quel luogo potesse diventare uno spazio di svago, serenità e spensieratezza per i bambini. La lettura pubblica del messaggio provocò grande commozione tra i presenti.

A distanza di tanti anni, il ricordo di Nicholas continua a vivere anche attraverso nuove iniziative. Mario Murdolo racconta infatti di aver recentemente contattato Cosimo Geracitano, artista originario di Bivongi e da molti anni residente in Canada, proponendogli di realizzare un busto dedicato al piccolo Nicholas da donare al Comune.

Geracitano, pittore e scultore, è autore di numerose opere e riproduzioni artistiche e, secondo l’idea avanzata da Murdolo, potrebbe realizzare un’opera in giada da collocare a Bivongi come ulteriore testimonianza della memoria del bambino e del gesto dei suoi genitori.

L’auspicio è che l’iniziativa possa concretizzarsi già nella prossima estate, trasformandosi in un nuovo momento pubblico dedicato alla solidarietà, alla donazione degli organi e al ricordo di una vicenda che, pur nata da una tragedia, ha generato speranza per molte altre persone.

Una frase continua ancora oggi a sintetizzare il significato della storia di Nicholas Green:

“Aveva una vita, ne ha donate sette.”

In vista dell’anniversario, l’invito è a dedicare un pensiero a Nicholas e al gesto dei suoi genitori, affinché la sua storia continui a essere esempio di generosità e amore verso il prossimo.

Articolo di Mario Murdolo

Pubblicato da Tele Montestella

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