Bivongi – Mercoledì 9 settembre, la biblioteca comunale di Bivongi ha fatto da cornice alla presentazione di Piccolo ma grande, il nuovo libro di Bentivoglio Zurzolo. L’opera è una viva memoria storica e familiare che attraversa quasi un secolo di vita suspended tra Bivongi e l’Argentina, affrontando i temi dell’infanzia in tempo di guerra, dell’emigrazione, della famiglia e del lavoro. La copertina stessa racchiude il senso di questo viaggio: un transatlantico d’epoca, una vecchia macchina da cucire Singer, una foto di famiglia ingiallita, un telegramma e un passaporto argentino.
L’intervento delle istituzioni e dell’editore La serata si è aperta con i saluti della vice sindaca e assessore alla cultura Maria Antonietta Zurzolo, la quale ha sottolineato come l’autore rappresenti il simbolo e la testimonianza vivente del fenomeno emigratorio.
“Se da un lato l’emigrazione ha significato dolore, sacrifici e la disgregazione delle famiglie, dall’altro ha dato ai bivongesi l’opportunità di esprimere al meglio potenzialità, genialità e lungimiranza.”
Tra gli esempi citati spicca il Centro Culturale Bivongese di La Plata: una struttura fondata dai primi emigrati tra mille difficoltà di inserimento e barriere linguistiche, oggi diventata un punto di riferimento per l’intera Argentina. Un luogo di incontro dove circa 500 studenti apprendono la lingua e la cultura italiana, oltre che custode di un primato storico: già dal 1947, i compaesani a La Plata hanno iniziato a venerare e festeggiare Mamma Nostra esattamente come a Bivongi.
L’editore Leonardo Ancona, ormai di casa nel borgo calabrese avendo già pubblicato altre due opere dell’autore, ha introdotto i contenuti del volume formulando domande puntuali che hanno toccato le corde più intime di Bentivoglio Zurzolo, suscitando in lui momenti di profonda commozione.
Un legame di amicizia e di vita Per me questa serata non è stata semplicemente la presentazione di un libro, ma un vero e proprio ritorno a casa. Mi lega a Bentivoglio un’antica amicizia: condividiamo molto tempo ogni volta che rientra a Bivongi, un rapporto consolidatosi ulteriormente quando l’autore ha fatto da “Cicerone” a me e a mia moglie durante il nostro viaggio a La Plata. Nell’occasione ho avuto anche il piacere di riincontrare l’editore Ancona, che pubblicherà il mio libro di poesie il prossimo agosto. E dato che Bentivoglio scriverà sicuramente un nuovo libro, in futuro saremo di nuovo insieme a intrattenervi: lui con i racconti di La Plata e dell’emigrazione, io con le storie di Bivongi e dintorni.
Solidarietà ed eccellenze locali A dimostrazione del suo profondo legame con la comunità, Bentivoglio ha devoluto parte del ricavato della vendita del libro all’Associazione CORAS, presieduta proprio da Maria Antonietta Zurzolo. La CORAS a Bivongi, così come il Centro Culturale a La Plata, rappresenta un esempio eccezionale di volontariato e inclusione sociale a sostegno dei più bisognosi, degli emarginati e delle persone sole. Da assiduo “cliente” del loro laboratorio – dove vengo sempre accolto con calore e dove nascono ottime produzioni anche personalizzate – posso testimoniarne il valore straordinario.
Uno sguardo al futuro e allo sport. Bivongi non è fatta di divisioni o di settarismi; Bivongi è integrazione, solidarietà e presenza attiva. Lo dimostra anche la nostra storia sportiva con la Bivongi Pazzano 1968: dal 1968 ad oggi, una piccola realtà come la nostra è sempre scesa in campo con determinazione. Il 27 saremo tutti a Monasterace per la prima partita di campionato, nell’attesa del completamento del manto erboso sintetico al campo “Domenico Murdolo” che, smentendo gli scettici, è ormai una solida realtà.
Articolo di Mario Murdolo