La Calabria compie un nuovo passo verso il riconoscimento UNESCO del proprio patrimonio storico e culturale di matrice italo-greca. La Giunta regionale ha infatti approvato il nuovo Protocollo d’intesa finalizzato a sostenere la candidatura del sito seriale “Le testimonianze della cultura Italo-Greca tra Alto e Basso Medioevo” alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. (il Lametino.it)
Il protocollo coinvolge la Regione Calabria, il Ministero della Cultura, gli enti locali e le istituzioni ecclesiastiche interessate, con l’obiettivo di costruire una strategia comune per la tutela, la conservazione e la valorizzazione di un patrimonio che racconta una delle pagine più significative della storia mediterranea.
Il progetto riunisce alcune delle principali testimonianze della presenza e della cultura greco-bizantina in Calabria, tra cui Gerace, la Cattolica di Stilo, il monastero di San Giovanni Theristìs a Bivongi, il Battistero di Santa Severina e l’Oratorio di San Marco a Rossano. Questi luoghi costituiscono un sistema culturale unitario, capace di testimoniare l’incontro tra tradizioni bizantine, ellenistiche e mediterranee sviluppatosi tra l’Alto e il Basso Medioevo. (Iris)
La candidatura punta dunque non soltanto alla valorizzazione dei singoli monumenti, ma alla costruzione di una narrazione complessiva del patrimonio italo-greco calabrese. L’obiettivo è mettere in evidenza il ruolo che questo territorio ebbe come punto d’incontro tra Oriente e Occidente e come crocevia di culture, religioni e tradizioni.
Il percorso era già stato inserito nella Tentative List italiana dell’UNESCO nel dicembre 2023, con il riferimento 6697. La proposta mira a colmare anche una lacuna nella Lista del Patrimonio Mondiale, valorizzando il fenomeno della diffusione della cultura greco-bizantina nel Mediterraneo occidentale durante una fase cruciale della storia europea. (Corriere della Calabria)
Il nuovo Protocollo rappresenta quindi un passaggio importante verso la predisposizione della documentazione necessaria alla candidatura e rafforza la collaborazione tra istituzioni civili, culturali e religiose. Alla struttura regionale competente spetterà ora adottare gli atti necessari per dare attuazione agli impegni previsti dall’intesa. (il Lametino.it)
Per la Calabria si apre così una sfida di grande valore culturale e territoriale: trasformare un patrimonio diffuso, fatto di monumenti, paesaggi, memoria e tradizioni, in un progetto unitario capace di ottenere un riconoscimento internazionale.
Un percorso che potrebbe dare nuova visibilità soprattutto ai piccoli centri custodi di questa eredità, rafforzando la conoscenza della Calabria greco-bizantina e contribuendo alla sua tutela e alla sua valorizzazione anche in chiave turistica e culturale.