Bivongi ricorda Umberto Balzanelli, tra poesia, cultura e impegno civile

Una serata all’insegna della cultura, della poesia e del ricordo si è svolta l’altra sera a Bivongi, dove è stato presentato il libro di pensieri e poesie di Umberto Balzanelli, una raccolta di oltre 500 componimenti che restituisce alla comunità la profondità e la sensibilità di un uomo rimasto a lungo lontano dai riflettori.

Umberto, nato e vissuto al Nord, a un certo punto della sua vita aveva scelto di trasferirsi a Bivongi, dove è rimasto per oltre dieci anni. Amante della natura, della campagna e della tranquillità, aveva trovato nel piccolo centro calabrese il luogo ideale per allontanarsi dai rumori e dalla frenesia delle città e ritagliarsi uno spazio di serenità.

Durante la sua permanenza a Bivongi, però, erano state poche le occasioni per conoscerlo davvero. Schivo e riservato, Umberto non amava mettersi in mostra e custodiva con discrezione la propria vita e i propri pensieri. Solo dopo la sua morte, grazie soprattutto agli amici e in particolare a Paolo Rausa, che ha coordinato la serata, è stato possibile scoprire la ricchezza umana e culturale di quella persona che molti vedevano semplicemente rientrare dalla campagna che tanto amava.

Dalle testimonianze raccolte emerge infatti il ritratto di un uomo di elevata cultura, laureato con il massimo dei voti, impegnato nella beneficenza e nel volontariato solidale. Nel silenzio della sua quotidianità scriveva poesie nelle quali emergevano valori profondi: l’altruismo, l’antirazzismo, l’amore per la vita contadina e per la natura, ma anche una forte critica nei confronti di chi agiva nella società in maniera abietta e distruttiva. Nei momenti di pausa amava rilassarsi ascoltando i Pink Floyd.

La pubblicazione del libro ha quindi rappresentato un modo per riportare alla luce una parte importante della sua personalità e per rendere omaggio alla sua memoria. L’iniziativa è stata promossa dall’Amministrazione comunale, dall’associazione “Le Radici e le Ali” di Adele Murace e dallo YEPP di Miriam Zaffino.

La sindaca Grazia Zaffino ha sottolineato l’importanza di ricordare Umberto, definendolo un esempio di quella che può essere considerata una “bella e corretta immigrazione”: una persona arrivata da lontano, accolta con calore e divenuta nel tempo parte integrante della comunità bivongese.

A confermare il legame costruito con il paese è stata la grande partecipazione alla serata nella piazzetta Vittorio Emanuele, gremita soprattutto di amici che, negli anni, avevano aiutato Umberto a inserirsi nel tessuto sociale di Bivongi, a trovare qualche pezzo di terreno da coltivare e una casa lontana dal traffico e dai rumori delle automobili.

È significativo, inoltre, che il libro sia stato presentato proprio a Bivongi, prima ancora che in molti altri comuni. La serata si è aperta con la proiezione di una bella intervista realizzata a Umberto durante il periodo trascorso nel paese. Un documento che ha permesso ai presenti di riascoltare la sua voce e di conoscere direttamente alcuni dei suoi pensieri.

Tra le sue parole ha colpito particolarmente il riferimento alla preoccupazione per la situazione sanitaria del territorio, che a suo giudizio non garantiva quella sicurezza e quella serenità che cercava. Una denuncia che, a distanza di anni, conserva purtroppo una sorprendente attualità. Nonostante le segnalazioni di Umberto, dei sindaci e dei cittadini, infatti, su questo fronte sembra essere cambiato ancora troppo poco.

Umberto, comunque, a Bivongi ha lasciato un ricordo profondo. E il suo legame con il paese è testimoniato anche dalle poesie dedicate a personaggi, luoghi e vicende della comunità che lo aveva accolto. Un modo semplice e sincero per dimostrare la propria gratitudine verso quella che, negli anni, era diventata la sua seconda patria.

La stima e l’affetto nei suoi confronti erano già emersi al momento della sua scomparsa, quando gli amici vollero far affiggere un manifesto funebre in tutto il paese, riconoscendolo simbolicamente come uno dei “nostri”.

E quasi come un ultimo saluto, qualche giorno fa è arrivata anche una piccola, suggestiva sorpresa. Guardando un video dedicato alla festa di San Martino a Bivongi, è comparsa, proprio nelle immagini finali, una fotografia di Umberto. Un’immagine che oggi sembra assumere il significato di un addio, ma anche di un arrivederci a quel paese che aveva scelto e che, nel corso degli anni, era diventato per lui una seconda casa.

La serata di Bivongi non è stata soltanto la presentazione di un libro. È stata soprattutto l’occasione per conoscere, finalmente, l’uomo che si nascondeva dietro quella figura discreta che attraversava le strade del paese tornando dalla campagna. Un uomo che aveva scelto il silenzio, ma che attraverso le sue poesie ha lasciato una voce destinata a continuare a parlare.

Articolo di Mario Murdolo

Pubblicato da Tele Montestella

Rete web televisiva della Vallata dello Stilaro con sede a Pazzano (RC). Tele Montestella arriva sui social 2010 diventando poi una pagina Facebook nell’aprile 2013 ma possiamo dire che l’idea e le prime iniziative di informazioni nascono 1982. Un giovane Antonio Russo, ora presidente dell’Associazione Radio Tele Montestella Web”, iniziò ad appassionarsi al mondo delle comunicazioni quando suo padre Ciccio Russo comprò la sua prima telecamera. Da lì inizio una ricca documentazione sulla Vallata dello Stilaro ed oltre, cimentandosi anche nella realizzazione di Radio arrivando a creare il primo canale televisivo Tele Montestella. Oggi la comunicazione si è spostata sui social, sono cambiati i mezzi ma l’obiettivo è uguale: informazione e valorizzazione della nostra Vallata dello Stilaro e di tutta la Calabria, condividendo con voi la bellezza, le tradizioni e tutto ciò che questa terra ha da offrire.

Rispondi