PAZZANO – Una riflessione affidata ai social per ribadire il valore del ruolo istituzionale e rispondere, con fermezza, alle critiche e alle tensioni che hanno accompagnato l’attività amministrativa. È quanto ha scritto la sindaca di Pazzano, Maria Antonietta Coniglio, in un lungo intervento rivolto alla comunità.
La prima questione affrontata riguarda proprio il modo in cui viene indicata la carica. «Essere sindaco significa prima di tutto rappresentare una comunità. Come donna però, sembra che io debba superare un esame in più», scrive Coniglio, spiegando di preferire il termine “sindaca”, non soltanto per una questione linguistica, ma come riconoscimento della dignità della persona che ricopre l’incarico.
La sindaca sottolinea quindi di non chiedere trattamenti di favore: «Non pretendo corsie preferenziali, tappeti rossi o sconti sul cammino solo perché donna». Al contrario, rivendica la scelta di affrontare il confronto politico attraverso un linguaggio e modalità differenti, senza sottrarsi al dibattito e anche allo scontro.
Al centro del suo messaggio c’è soprattutto l’impegno per Pazzano. «Ho fatto l’unica promessa che so di poter mantenere: prendere a cuore il mio paese, prendere in carico i problemi di ognuno», afferma, rivendicando la validità del programma amministrativo e il percorso intrapreso insieme alla maggioranza dei cittadini che ha sostenuto la sua candidatura.
Coniglio parla dei «nostalgici» e di chi, a suo giudizio, attribuisce un peso eccessivo al proprio voto personale, arrivando a ricordare che l’elezione ha consegnato alla comunità un’amministrazione precisa.
La sindaca invita quindi i cittadini a guardare concretamente ciò che sta accadendo nel paese: dalla rimozione dei rifiuti dalle strade e dai vicoli agli interventi sull’illuminazione pubblica, sottolineando il cambiamento che, secondo la sua amministrazione, sarebbe già visibile.
«Se non ricordate chi siede in quell’ufficio dalla porta aperta ventiquattr’ore su ventiquattro, guardatevi intorno, in giro per il paese», scrive Coniglio.
Il passaggio finale assume un forte valore istituzionale. La sindaca ribadisce di rispettare tutti, ma anche di avere il dovere di far rispettare la Costituzione e le istituzioni.
«Combattete la mia idea, se volete», conclude, «ma non mancate di rispetto ai pazzanesi che mi hanno permesso di indossare la fascia tricolore».
E proprio sulla fascia tricolore affida le ultime parole del suo intervento: «Perché quella fascia è sacra».