È giunta alla terza edizione la manifestazione che, a Bivongi, riesce a unire in un’unica serata moda, musica, tradizione e gioielleria artigianale. Un appuntamento che, ancora una volta, ha richiamato l’attenzione del pubblico nella suggestiva Piazza Duomo, trasformata per l’occasione in una elegante passerella.
A condurre la serata, con professionalità e simpatia, sono stati Serena Valenti e Lucio Bova, che hanno accompagnato il pubblico attraverso un viaggio tra passato e presente.
Protagoniste della sfilata sono state innanzitutto le modelle, che hanno indossato abiti da sposa di molti anni fa, capi realizzati dalle cosiddette “majistre”, le sarte di un tempo, donne che con maestria, pazienza e grande abilità confezionavano gli abiti destinati ai momenti più importanti della vita.
Accanto agli abiti del passato sono stati presentati anche eleganti capi realizzati dalle sarte di oggi, creando così un interessante dialogo tra tradizione e contemporaneità. Una manifestazione capace, dunque, di riscoprire la memoria attraverso gli abiti di un tempo e, allo stesso tempo, di valorizzare l’artigianato moderno.
Particolarmente suggestivo l’abbinamento tra gli abiti da sposa di ieri e i gioielli artigianali di oggi, che hanno impreziosito le modelle durante la sfilata.
A intervallare i diversi momenti della serata è stata la splendida voce della cantante lirica Maria Grazia Tringale, già molto conosciuta e apprezzata a Bivongi per le precedenti esibizioni. L’artista ha regalato al pubblico interpretazioni coinvolgenti, confermando le sue qualità vocali e la sua esperienza. Diplomata con il massimo dei voti, Maria Grazia Tringale ha ricevuto numerosi riconoscimenti e si è distinta anche in diversi concorsi internazionali.
Non ha avuto bisogno di particolari presentazioni Carlo Amato, artigiano orafo di origini bivongesi, che ogni anno mette a disposizione i suoi gioielli per la sfilata. Dopo aver lasciato Bivongi e trasferitosi a Firenze, dove ha sviluppato una rinomata attività, Amato non ha mai dimenticato le proprie origini.
Il suo legame con Bivongi si è concretizzato anche attraverso il sostegno alla squadra del Bivongi-Pazzano e, soprattutto, con l’apertura di un laboratorio proprio a Bivongi, collegato alla sede centrale fiorentina.
Nel corso del suo intervento, Carlo Amato ha raccontato al pubblico ciò che si nasconde dietro un gioiello finito: il sacrificio, l’inventiva, la pazienza e il lavoro dell’artigiano. Un percorso spesso invisibile agli occhi di chi ammira soltanto il risultato finale.
Amato ha inoltre definito il gioiello come un oggetto “democratico”, proprio perché può essere realizzato in forme, qualità e fasce di prezzo differenti, risultando così accessibile a tutti.
La sua attività artigianale ha ormai oltrepassato i confini nazionali e i suoi preziosi sono stati scelti anche da numerose attrici e protagoniste delle fiction televisive più seguite.
Spazio, quindi, alle istituzioni, con gli interventi della sindaca Grazia Zaffino e dell’assessore alla Cultura Maria Antonietta Zurzolo, che hanno espresso soddisfazione per la riuscita della terza edizione e ringraziato quanti, a vario titolo, hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto ad Adriana Alvaro, da sempre impegnata nella ricerca e nella valorizzazione di abiti e reperti del passato. Anche in questa occasione il suo lavoro è stato prezioso: è riuscita infatti a recuperare gli abiti protagonisti della sfilata, rintracciandoli presso gli eredi delle persone che li avevano indossati molti anni fa.
Una ricerca che ha permesso di riportare alla luce non semplici vestiti, ma autentici frammenti della memoria di una comunità.
La serata si è conclusa con un momento particolarmente emozionante e sentito: un ricordo e un tributo al cantautore Francesco Guccini, attraverso l’interpretazione di Lucio Bova di “Auschwitz”, celebre brano dedicato alla tragedia dell’Olocausto.
Un finale intenso, che ha lasciato spazio alla riflessione e ha chiuso una manifestazione capace di mettere insieme eleganza, arte, musica, artigianato e memoria, confermando Bivongi come luogo attento alla valorizzazione delle proprie tradizioni e delle proprie eccellenze.
Articolo di Mario Murdolo