Intervista di Aldo Polisena
Dottor Cesare Laruffa, da tempo è impegnato sui temi sociali. Recentemente è stato alla guida del Lions Club Polistena “Brutium”. Come ha interpretato questo ruolo di fronte ai bisogni sempre più diffusi della società?
Occuparsi di temi sociali significa scegliere di stare accanto alle persone, comprendere che dietro ogni statistica c’è una famiglia, una storia, una fragilità. È proprio da lì che bisogna partire.
Ho sempre creduto che servire significhi tendere una mano senza chiedere nulla in cambio, ascoltare prima di parlare, costruire invece di dividere. L’esperienza alla guida del Lions Club ha rafforzato questa convinzione. Il motto dei Lions è “We Serve”, “noi serviamo”, e non rappresenta semplicemente uno slogan, ma una scelta di vita.
Ho avuto il privilegio di guidare, per l’anno sociale 2025/26, donne e uomini straordinari che hanno messo gratuitamente a disposizione della collettività il proprio tempo, le proprie competenze professionali e il proprio cuore.
Credo profondamente che una società si misuri dalla capacità di prendersi cura delle proprie fragilità: degli anziani che vivono la solitudine, delle persone con disabilità, delle famiglie in difficoltà economica, di chi è malato e attende una risposta, di chi vive ai margini senza fare rumore, dei giovani che cercano un’opportunità per costruire il proprio futuro.
Il volontariato non sostituisce le istituzioni, ma si pone al loro fianco, sostenendole nelle tante difficoltà. Ha comunque il dovere morale di essere una coscienza viva della società, di accendere una luce dove spesso sembra non esserci.
La mia idea di servizio è semplice: lasciare un segno positivo del nostro passaggio, investendo il nostro tempo nella più bella espressione dell’essere umano: la solidarietà.
La cultura quale ruolo deve avere, secondo lei?
Ho sempre ritenuto che la cultura rappresenti l’architrave della democrazia, insieme al diritto al lavoro, a una scuola adeguata ai tempi e a una sanità efficiente. Senza questi presupposti i cittadini non saranno mai realmente liberi.
Come studio professionale stimoliamo ogni iniziativa capace di produrre risultati in questa direzione: presentazioni di libri, mostre, premi letterari e cinematografici, eventi culturali su tematiche sociali e dibattiti sulla legalità.
Solo attraverso un lavoro costante su questi temi la nostra Calabria potrà liberarsi pienamente e costruire un futuro diverso.
Può tracciare un bilancio dell’attività svolta come presidente del Lions Club Polistena “Brutium”?
È stato un anno straordinario, che porterò sempre nel cuore. Un’esperienza che mi ha fatto crescere interiormente e che ha confermato una certezza: quando si crede in un ideale e si lavora con l’unico obiettivo del bene comune, nulla è impossibile.
Insieme abbiamo trasformato idee e sogni in risultati concreti.
Abbiamo reso quattro città della Piana più sicure grazie all’installazione di tredici defibrillatori, di cui dieci a Polistena. Abbiamo donato un defibrillatore alla Diocesi di Oppido-Palmi, consegnandolo nelle mani di Sua Eccellenza il Vescovo.
Abbiamo cardioprotetto le tre scuole superiori della città con altrettanti defibrillatori che, aggiunti a quelli già donati dai miei predecessori alle due scuole medie e al Duomo cittadino, portano a venti il numero complessivo dei dispositivi messi a disposizione della comunità.
Abbiamo formato oltre duecento cittadini attraverso i corsi BLS-D, perché sapere intervenire nei primi minuti può significare salvare una vita, come già accaduto.
Abbiamo inoltre:
- abbellito spazi verdi e installato targhe indicanti la presenza del nostro Club nella città;
- acquistato attrezzature e giochi per il reparto di Pediatria dell’Ospedale Santa Maria degli Ungheresi;
- promosso screening sanitari gratuiti in piazza, tra cui quello dedicato al carcinoma del cavo orale;
- raccolto oltre seicentocinquanta chilogrammi di alimenti destinati alle famiglie in difficoltà;
- distribuito farmaci e recuperato occhiali usati;
- sostenuto numerosi studenti attraverso il progetto “Zaino Sospeso”;
- incontrato gli studenti delle scuole per parlare di educazione al sentimento e al rispetto;
- realizzato la “Passeggiata contro le violenze”, che ha coinvolto circa mille studenti, lasciando un simbolo permanente con l’installazione delle panchine rosse;
- costruito percorsi di autonomia e inclusione per le persone con disabilità attraverso il progetto “Dopo di Noi” e i laboratori artistico, botanico, culinario, motorio e musicale;
- dedicato momenti speciali agli anziani con il progetto “Le domeniche con i nostri anziani”, un’esperienza bellissima e formativa;
- fornito protesi dentali e apparecchi ortodontici a persone in difficoltà economica;
- avviato percorsi di formazione e reinserimento professionale per i detenuti della Casa Circondariale di Laureana di Borrello, offrendo una seconda possibilità a chi ha sbagliato;
- sostenuto lo sportello diocesano contro l’usura e la ludopatia mettendo a disposizione le competenze professionali dei soci Lions;
- organizzato un concerto di beneficenza il cui ricavato ha permesso di avviare il progetto per un ambulatorio solidale, valorizzando le numerose specializzazioni dei nostri soci medici;
- portato il “Progetto Martina” al liceo Piria di Rosarno;
- promosso incontri sulla scienza e la cosmologia al polo liceale di Cittanova;
- sostenuto l’iniziativa “Un albero per ogni nato”, perché ogni nuova vita merita di essere accolta con un gesto di speranza.
Accanto a questa esperienza sta vivendo anche un altro percorso come attivista dell’associazione “CivicaMente – Cultura e Solidarietà”. Cosa può dirci?
CivicaMente non è soltanto un’associazione nata da pochi mesi: è una comunità di persone che hanno deciso di mettersi in gioco per amore della propria città.
Il giorno dell’inaugurazione oltre trecento persone hanno gremito corso Mazzini, dove si trova la nostra sede, e più di cento hanno scelto di iscriversi. In quegli sguardi ho visto entusiasmo e speranza: la speranza di costruire una comunità più solidale, più vicina agli ultimi e più attenta ai bisogni reali.
In poco più di cento giorni abbiamo:
- avviato un doposcuola gratuito grazie all’impegno di numerosi docenti;
- portato un sorriso agli ammalati dell’ospedale e agli operatori sanitari donando cinquecento colombe pasquali e libri per i bambini della Pediatria;
- valorizzato il ruolo delle donne in occasione dell’8 marzo e celebrato le mamme con doni realizzati dal nostro Comitato per le Disabilità;
- organizzato la mostra dell’artista Mimma Zenone, straordinario esempio di talento e resilienza;
- promosso il recupero delle sale d’attesa dei reparti di Pediatria, Ginecologia e del blocco operatorio dell’ospedale;
- effettuato screening sanitari gratuiti in piazza con visite cardiologiche, ecocardiogrammi, ecografie mammarie e controlli audiologici, offrendo un aiuto concreto a tante persone che spesso rinunciano persino a curarsi.
Tutto questo è stato possibile grazie ai tantissimi volontari, professionisti, imprenditori e cittadini che hanno dimostrato come le sinergie possano raggiungere risultati impensabili.
Il patrimonio più grande costruito in questi mesi, però, non sono soltanto le cose realizzate, ma la rete umana creata: una rete fatta di fiducia, solidarietà e amore per Polistena.
Dottor Laruffa, da studente del liceo Pedagogico di Polistena fu eletto presidente della Consulta dei 30 mila studenti della provincia. All’epoca molti ipotizzarono un suo futuro politico. Oggi è possibile immaginare un suo impegno diretto?
Come molti giovani, finora non sono stato affascinato dalla politica intesa come ricerca di incarichi. Non ho mai inseguito ruoli, ma ho sempre preferito impegnarmi attraverso il volontariato e un servizio svolto spesso in silenzio e anonimato.
Credo che la nostra città abbia bisogno soprattutto di ritrovare un clima di tranquillità. Le diversità non devono dividere, ma arricchire. La nostra comunità ha un grande bisogno di pacificazione.
Ho apprezzato molto il messaggio lanciato nei mesi scorsi dal nostro parroco, don Pino Demasi, che invitava tutti ad abbassare i toni e a costruire un confronto civile. È un appello che condivido pienamente.
La politica non dovrebbe dividere famiglie e amicizie né alimentare contrapposizioni permanenti. Non deve essere un duello all’arma bianca, né considerare l’avversario un nemico da abbattere a ogni costo.
La politica dovrebbe unire, costruire ponti e creare occasioni di dialogo, anche partendo da visioni differenti.
Una comunità cresce quando riesce a confrontarsi senza trasformare ogni discussione in uno scontro personale.
Polistena presenta criticità importanti che attendono risposte: alcune riguardano l’intera città, altre i singoli quartieri. Penso alla qualità della vita, all’abbandono delle periferie, alla tassazione dei servizi, al rilancio dell’ospedale e della sanità pubblica, al sostegno ai giovani, alle famiglie e alle imprese.
Solo lavorando nella stessa direzione Polistena potrà tornare a essere un riferimento culturale, economico e sociale, fermando anche la migrazione dei giovani, che rappresentano la nostra vera ricchezza.
Sono temi che richiedono ascolto, programmazione e responsabilità, non polemiche quotidiane.
In questi anni, insieme a tanti cittadini, abbiamo dimostrato che quando passione, competenza e spirito di squadra si incontrano è possibile realizzare progetti capaci di lasciare un segno concreto nella vita delle persone.
In una nuova visione di ampia partecipazione, imprenditori, attività produttive, commercianti, artigiani, circoli culturali, associazioni e cittadini potranno concorrere insieme al raggiungimento degli obiettivi comuni.
Solo così i giovani e i cittadini torneranno a scegliere liberamente, riducendo anche il fenomeno dell’astensionismo.
Tutte queste esperienze mi hanno insegnato quanto siano importanti, per una comunità, l’ascolto e la disponibilità a mettersi al servizio degli altri.
Sono questi i principi che continueranno a guidare il mio impegno civico, ovunque esso mi porterà e in qualunque ruolo. Ciò che conta è continuare ad amare la propria città, lavorando ogni giorno affinché nessuno resti indietro.