Basta campanilismi: Capo Sud d’Italia è in Calabria e comprende l’intero tratto da Brancaleone e Capo Spartivento fino a Scilla

L’Università delle Generazioni interviene nella contesa tra quanti sostengono che la punta più meridionale della Calabria e d’Italia sia situata a Palizzi e quanti, invece, la individuano a Melito Porto Salvo.

Poiché la geografia non è un’opinione, le misurazioni satellitari dimostrano che, seppure per appena otto metri, il punto più a sud della nostra penisola si trova a Melito Porto Salvo (RC). Tuttavia, sia per evitare campanilismi — sempre dannosi — sia perché la differenza rilevata è del tutto irrilevante, Domenico Lanciano di Badolato (CZ), ideatore del “Progetto Capo Sud”, già nel luglio del 1999 propose di considerare come punta più a sud d’Italia l’intera area compresa tra Brancaleone, Palizzi (con il Faro di Capo Spartivento) e Scilla.

In questa prospettiva, Lanciano ha sempre invitato a valorizzare in modo sinergico tutto il territorio, considerandolo una risorsa unica e irripetibile non soltanto della provincia di Reggio Calabria, ma dell’intera Calabria e persino dell’area dello Stretto di Messina.

Ventisette anni fa, dopo la proposta avanzata dallo stesso Lanciano all’allora presidente della Provincia di Reggio Calabria, Cosimo Antonio Calabrò, nacquero oltre venti piccole aziende con la denominazione “Capo Sud” e persino la squadra di volley femminile di Reggio Calabria che raggiunse i vertici della Serie A nazionale. La Comunità Montana di Melito Porto Salvo arrivò persino a cambiare denominazione in “Capo Sud”, mentre ancora oggi una televisione locale e uno storico lido nella Marina di San Lorenzo portano questo nome.

Proprio a queste realtà concrete e qualificate bisogna fare riferimento per rilanciare la centralità mediterranea del territorio reggino e dello Stretto. Un primo passo potrebbe essere la realizzazione di un gemellaggio con Capo Nord e l’avvio di una cooperazione a tre con Punta Tarìfa (Spagna) e Capo Matapan (Grecia), rispettivamente prima e seconda estremità continentale europea. Insieme a Capo Sud Calabria, queste tre località rappresenterebbero le tre punte euro-mediterranee simboleggiate dal mitico tridente del dio del mare Nettuno: il “Tridente di Capo Sud Europa”.

«Invece di rivendicare campanilisticamente — esorta Lanciano — cerchiamo di valorizzare insieme, nel modo migliore possibile, questo straordinario dono della natura e della geografia. Intanto si potrebbe utilizzare la stele sul lungomare di Melito per segnalarla a turisti e scolaresche. Altri monumenti dedicati a Capo Sud potrebbero sorgere, ad esempio, a Scilla, Capo d’Armi, Saline (dove già esiste la Torre Capo Sud dell’ex Liquichimica), Spropoli e lungo tutto il litorale reggino, da Scilla a Capo Spartivento: “Qui siamo tutti Capo Sud”.

Per chi desiderasse approfondire seriamente la questione, presso l’Archivio di Stato di Reggio Calabria è disponibile la documentazione completa che ho donato nel gennaio 2021 su questa straordinaria peculiarità, un’autentica meraviglia che possiamo vantare soltanto noi calabresi.

La nostra regione è ricca di opportunità uniche e difficilmente replicabili altrove: Capo Sud è una di queste, così come lo è il fatto che proprio in Calabria sia nato il nome Italia».

Articolo di Domenico Lanciano

Pubblicato da Tele Montestella

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