SACRALITÀ DEL CARABINIERE, 212° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELL’ARMA

CERIMONIA A REGGIO CALABRIA

Il 212° anniversario nazionale della fondazione dell’Arma dei Carabinieri è stato celebrato a Reggio Calabria, presso l’Arena dello Stretto, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni; del Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto; del Sottosegretario di Stato alla Difesa, Sen. Isabella Rauti; del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Luciano Portolano; del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. Salvatore Luongo; del Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà; del Prefetto, dott.ssa Clara Vaccaro; nonché delle autorità civili, militari e religiose.

Presenti anche il Ministro dell’Interno, On. Matteo Piantedosi, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, e il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo.

Nel corso della cerimonia è intervenuto il Tenente Colonnello Paracadutista MOVM Gianfranco Paglia. Gli Allievi Carabinieri del 144° Corso hanno prestato giuramento con l’apposizione degli alamari. Particolarmente commovente il discorso pronunciato dal Comandante della Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria, Col. Enrico Pigozzo, rivolto ai reparti schierati in armi, alle autorità e alla popolazione intervenuta.

Molto tempo è trascorso dalla nascita dell’Arma dei Carabinieri e, da allora, è cambiato profondamente il modo di intendere lo Stato. L’Italia ha attraversato esperienze belliche, politiche e sociali devastanti, sino alla promulgazione della Costituzione repubblicana e democratica. Il progresso ha modificato profondamente l’organizzazione della società e il modo di vivere degli italiani. Nuove fonti legislative e regolamentari hanno affiancato e sostituito quelle precedenti.

Le tradizioni dell’Arma vengono trasmesse dai comandanti e dagli istruttori nelle scuole e nei reparti, dai commilitoni più anziani e da quelli in congedo, autentica memoria orale e narrativa dell’Istituzione. Le custodiscono le istituzioni, i cittadini onesti, le opere letterarie e i saggi pubblicati anche da molti militari negli ultimi anni. Le indicano gli esempi silenziosi dei Carabinieri impegnati quotidianamente nel servizio e quelli fulgidi di tanti eroi, spesso senza gloria, senza fama e senza riconoscimenti. Le confermano l’esperienza professionale e il rapporto umano con la gente.

La missione del Carabiniere è il servizio allo Stato italiano e alla sua popolazione. È la consapevolezza dei valori e dei doveri sui quali essa si fonda a rappresentare un ponte verso la società, contribuendo ad assicurare sicurezza e benessere. La quotidianità è scandita dai principi della disciplina, che diventa stile di vita e modo migliore per rafforzare il rapporto di fiducia con tutti i cittadini, ai quali viene offerto impegno costante per il bene comune.

La scelta, d’istinto e di ragione, è quella di onorare ogni giorno e ovunque la vita professionale, che finisce per riempire l’esistenza stessa. Una vita vissuta con gli alamari, intensa e fugace al tempo stesso, affrontata con l’entusiasmo e la forza del primo giorno, nel rispetto del giuramento prestato. Un percorso che conferma l’importanza di chiari riferimenti etici e di una guida morale concreta.

Molti sono stati i momenti di soddisfazione e non pochi quelli di amarezza. Sempre, però, si è potuto contare sulla grande famiglia dell’Arma che, insieme alla famiglia privata, ha accompagnato il lungo cammino con sostegno e comprensione.

Per il Carabiniere, la Costituzione rappresenta il faro che illumina il percorso professionale e umano; le leggi e i regolamenti costituiscono i limiti entro i quali operare e le indicazioni da seguire; la formazione morale e professionale è l’abilitazione necessaria per affrontare un cammino non sempre pianeggiante e rettilineo. L’etica, infine, è bussola e guida verso la meta.

Nella complessa, potente e affidabile macchina dell’Arma, ciascuno rappresenta un elemento importante e necessario per il più efficace funzionamento dell’insieme. Qualche malfunzionamento o qualche scalfittura sono inevitabili, ma non possono incidere sulla sua totale affidabilità.

Il motto ultracentenario “Nei secoli fedele”, succeduto al più antico “Usi a obbedir tacendo e tacendo morir”, impone il valore della fedeltà. “La Fedelissima” è la marcia d’ordinanza dell’Arma e la “Virgo Fidelis” ne è la Patrona.

Una fedeltà laica allo Stato e, quindi, alla sua Costituzione, alle sue leggi, alla sua gente e all’Arma dei Carabinieri, nella quale si è scelto consapevolmente di servire. La fedeltà è una scelta che impegna ad affrontare con entusiasmo la modernità, partecipando attivamente alle opportunità che essa offre. Nella società presente e futura, l’Arma può e deve rappresentare uno scrigno di valori e un riferimento etico per l’intera comunità.

L’appartenenza all’Arma impone di essere cittadini esemplari, indipendentemente dalla provenienza e dal grado. Militari e operatori di polizia pienamente consapevoli che “essere” Carabiniere significa vivere contemporaneamente una professione e una missione.

Ogni appartenente è parte integrante e preziosa dell’Istituzione, fondamentale negli assetti della sicurezza dello Stato italiano. Un’Istituzione solida, coesa, trasparente, autorevole, affidabile ed efficiente, permeata di principi etici e valori antichi, attenta al presente e protesa al futuro. Una Forza di polizia a competenza generale che dal rango di Forza armata trae alimento morale, disciplina d’azione, spirito di servizio e sacrificio per l’attività istituzionale svolta sul territorio nazionale e all’estero, nell’ambito delle iniziative per la pace e la sicurezza internazionale.

“Le Istituzioni non sono entità astratte: camminano sulle gambe delle donne e degli uomini che le servono. Crescono grazie al loro esempio e conquistano il rispetto e la fiducia dei cittadini attraverso il sacrificio quotidiano. È così che, in oltre due secoli di storia, i Carabinieri hanno costruito il legame profondo che li unisce agli italiani”.

Lo ha ribadito il Ministro della Difesa, Guido Crosetto.

Articolo di Cap. Cosimo Sframeli

Pubblicato da Tele Montestella

Rete web televisiva della Vallata dello Stilaro con sede a Pazzano (RC). Tele Montestella arriva sui social 2010 diventando poi una pagina Facebook nell’aprile 2013 ma possiamo dire che l’idea e le prime iniziative di informazioni nascono 1982. Un giovane Antonio Russo, ora presidente dell’Associazione Radio Tele Montestella Web”, iniziò ad appassionarsi al mondo delle comunicazioni quando suo padre Ciccio Russo comprò la sua prima telecamera. Da lì inizio una ricca documentazione sulla Vallata dello Stilaro ed oltre, cimentandosi anche nella realizzazione di Radio arrivando a creare il primo canale televisivo Tele Montestella. Oggi la comunicazione si è spostata sui social, sono cambiati i mezzi ma l’obiettivo è uguale: informazione e valorizzazione della nostra Vallata dello Stilaro e di tutta la Calabria, condividendo con voi la bellezza, le tradizioni e tutto ciò che questa terra ha da offrire.

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