Comunicato stampa
Quello che sta accadendo sul lungomare di Caulonia desta forte preoccupazione e richiede un’attenta riflessione da parte di tutte le istituzioni e della comunità locale.
Perché quello che si profila è l’ennesimo sfregio a un bene collettivo già gravemente compromesso, deciso senza studi seri, senza trasparenza, senza che nessuno si sia preoccupato di spiegare ai cittadini cosa rischiano di perdere per sempre.
La nostra posizione è chiara, per noi la spiaggia di Caulonia non è negoziabile.
Non siamo contro le palancole in quanto tali. Siamo contro interventi strutturali avviati in assenza di una modellazione del trasporto solido litoraneo. Le palancole riflettono l’energia delle onde verso il basso, risospendono i sedimenti, impoveriscono il fondale.
Possono proteggere il muro e al tempo stesso cancellare ciò che resta della spiaggia. Senza gli studi che escludano questo esito, nessuno può garantire che non accadrà. E quegli studi non esistono e, per quanto ne sappiamo, nessuno li ha chiesti.
Chi ci propone oggi le palancole come soluzione salvifica è la stessa amministrazione che ci aveva convinto di avere la risposta definitiva al sifonamento con un telo in TNT.
Quel telo non ha resistito nemmeno a una mareggiata ed è passato alla storia come il Lenzuolo della Vergogna.
Oggi per le palancole assistiamo allo stesso entusiasmo dell’amministrazione e alla stessa assoluta assenza di cautela.
Riteniamo pertanto prioritario garantire nell’immediato il ripristino della fruibilità del lungomare e della passeggiata, considerata l’importanza della stagione estiva per la vita sociale ed economica del territorio.
Parallelamente, appare necessario mettere in sicurezza le opere già esistenti a ridosso dell’arenile, evitando ulteriori condizioni di rischio.
Proponiamo la sospensione di ulteriori interventi basati sull’impiego delle palancole fino alla disponibilità di studi tecnici in grado di dimostrarne la reale efficacia e sostenibilità ambientale.
Risorse pubbliche impiegate senza programmazione seria possono costituire uno spreco enorme di risorse con conseguenze irreversibili.
Chi ha l’autorità per fermare quest’opera e non la esercita, chi approva senza leggere, chi tace oggi non è uno spettatore neutro, ma parte dello scempio.
Useremo ogni strumento istituzionale disponibile per ottenere qualità negli interventi che devono avere come obiettivo il ritorno della spiaggia che, ricordiamocelo, appartiene ai cauloniesi di oggi e di domani, non a chi amministra pro tempore questo Comune.