Parto da lei, da Maria Antonietta Coniglio, che alle recentissime elezioni comunali di Pazzano è diventata la prima sindaca della storia del piccolo centro della Vallata dello Stilaro. E proprio in questo lembo di Calabria si registra oggi un dato che appare quasi controcorrente rispetto al quadro regionale e nazionale, nella stessa vallata si distingue infatti anche la sindaca Grazia Zaffino, affiancata dalla sua vice Maria Antonietta Zurzolo, nel comune di Bivongi.
Viene allora da chiedersi se non sia proprio questo territorio, periferico solo geograficamente, a offrire una delle più autentiche lezioni di equilibrio istituzionale. Qui la parità non viene semplicemente evocata nei convegni o affidata agli slogan, viene esercitata. Parlano i fatti, parlano le responsabilità affidate, parlano le comunità che scelgono donne per guidare e amministrare.
In Calabria, del resto, la presenza femminile nella politica continua sì a crescere, ma resta ancora distante da una piena rappresentanza. Nel Consiglio regionale le donne occupano poco più di un quinto dei seggi, mentre nei comuni il numero delle sindache rimane esiguo e i ruoli apicali continuano a essere prevalentemente maschili. La doppia preferenza di genere ha certamente favorito un cambiamento culturale e politico, ma persistono ostacoli strutturali e retaggi sociali difficili da scardinare.
Eppure, il nodo della questione non riguarda soltanto le quote o le statistiche. Riguarda piuttosto la qualità dello spazio pubblico e il modo in cui il potere viene esercitato. Essere donna non significa possedere automaticamente capacità superiori, così come essere uomo non costituisce garanzia di leadership. La competenza non ha sesso. Ma investire sulle donne significa riconoscere prospettive differenti, sensibilità spesso maturate attraverso esperienze storicamente marginalizzate, capacità di mediazione e visioni meno verticali del comando.
Non è un caso che numerosi studi antropologici e sociologici abbiano evidenziato come il modello patriarcale abbia storicamente associato l’identità maschile all’affermazione, alla competizione e al predominio dello spazio pubblico. Dall’antropologia evoluzionista alle teorie sociali contemporanee, molti studiosi hanno osservato che il maschio, nelle società umane, è stato educato per secoli a costruire il proprio ruolo attraverso il riconoscimento sociale, il controllo e la conquista del potere. Pierre Bourdieu parlava di “dominio maschile” come di una struttura culturale sedimentata nei comportamenti collettivi; altre correnti, legate alla psicologia evolutiva, hanno invece sottolineato come la competizione tra uomini per status e prestigio abbia avuto un ruolo nella formazione delle gerarchie sociali. Ma ciò che per secoli è apparso “naturale” è spesso il risultato di modelli culturali tramandati, più che di un destino immutabile.
Ed è forse proprio qui che esperienze come quelle della Vallata dello Stilaro assumono un valore simbolico più profondo: dimostrano che la leadership può essere condivisa, plurale, cooperativa. Che il potere non perde forza quando si apre, ma acquista equilibrio.
Non la donna-vittima, dunque. Non la donna costretta a dimostrare il doppio per ottenere la metà. E nemmeno una sterile rincorsa alla parità intesa come semplice equivalenza numerica. Il traguardo autentico è l’equità: un principio più alto e più giusto, perché non pretende di rendere tutti uguali, ma di offrire a ciascuno le stesse possibilità di esprimere il proprio valore.
La parità conta i posti occupati, mentre l’equità crea le condizioni affinché quei posti possano essere raggiunti davvero, senza barriere invisibili, senza pregiudizi, senza concessioni paternalistiche.
E allora forse il futuro non sarà costruito dalla contrapposizione tra uomo e donna, ma dalla capacità di una società di riconoscere il merito ovunque esso si manifesti. Anche nei piccoli paesi, anche nei territori dimenticati, anche in una vallata calabrese che oggi, silenziosamente, sembra aver compreso prima di altri che la modernità non si proclama, si pratica.
Maria Antonietta De Fracesco (Segretaria circolo Pd Santa Caterina dello Ionio – Vicesegretaria Federazione Pd Catanzaro)