REGGIO CALABRIA – Il 27 aprile 2026 segna una data destinata a restare significativa per la sanità calabrese e nazionale. Nei reparti del Grande Ospedale Metropolitano ha preso ufficialmente il via la preparazione dei linfociti per il primo paziente che sarà sottoposto alla terapia con Cilta-cel, una delle soluzioni più avanzate oggi disponibili al mondo contro il mieloma multiplo.
Si tratta di un passaggio concreto verso una nuova frontiera della medicina. Il mieloma multiplo è una patologia complessa che colpisce il midollo osseo e che, per lungo tempo, ha rappresentato una sfida difficile da affrontare. Oggi, grazie all’innovazione scientifica, si aprono prospettive diverse.
La procedura si basa su una tecnologia altamente sofisticata: i linfociti del paziente vengono prelevati e modificati geneticamente in laboratorio per riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Una volta reinfusi, questi elementi del sistema immunitario agiscono in modo mirato, aumentando l’efficacia del trattamento.
L’avvio di questa terapia a Reggio Calabria rappresenta anche un segnale importante per il territorio. Per anni, infatti, molti pazienti sono stati costretti a spostarsi verso altre regioni per accedere a cure innovative. Oggi, invece, il Grande Ospedale Metropolitano si posiziona tra i centri più avanzati a livello nazionale, riuscendo ad attivarsi rapidamente anche dopo il via libera dell’AIFA che ha reso disponibile il trattamento.
Alla guida di questo percorso c’è il lavoro dell’unità di Ematologia diretta da Massimo Martino, che negli anni ha contribuito a rafforzare il ruolo dell’ospedale come punto di riferimento nel panorama sanitario.
L’avvio della terapia con Cilta-cel non rappresenta soltanto un traguardo medico, ma anche un segnale di crescita e fiducia per l’intero sistema sanitario locale, sempre più orientato a offrire cure di alta qualità senza costringere i pazienti a lasciare il proprio territorio.
Articolo di Francesco Marrapodi