Un riconoscimento simbolico ma ricco di significato, capace di unire territori diversi nel segno della cultura e dell’amicizia. Sono stati consegnati nei giorni scorsi gli “Attestati di Calabresi onorari” a quattro cittadini molisani e a un veneto, premiati per il loro legame e l’affetto dimostrato nei confronti della Calabria.
L’iniziativa nasce dall’associazione culturale informale “Amici della Calabria”, attiva fin dal 1999 a Isernia, con sede di riferimento presso il ristorante “Il Grottino”, gestito da Raffaele Froio, calabrese originario di Stalettì. Nel corso degli anni, l’associazione ha promosso numerose attività con l’obiettivo di rafforzare i rapporti tra i calabresi residenti fuori regione e le comunità locali che li hanno accolti.

Oggi, in collaborazione con l’Università delle Generazioni di Agnone, prende forma questo riconoscimento dedicato a persone non calabresi che, per esperienze personali o culturali, hanno sviluppato un forte legame con la regione. Tra le prime a riceverlo, negli anni passati, anche la giornalista Doretta Mite Coloccia, che attraverso il suo programma televisivo “L’Incontro” aveva dato spazio a numerose personalità calabresi.
Per il 2026, i nuovi “Calabresi onorari” sono i coniugi Guido Mancini e Maria Luciana Porrone, docenti in pensione di Poggio Sannita, il maresciallo capo dei Carabinieri Luca Marcovecchio, originario di Agnone, l’ingegnere informatico Giuseppe Ingratta, di Villacanale e attualmente a Roma, e il filosofo veneto Giancarlo Calciolari.

Le motivazioni sono diverse ma accomunate da un sincero attaccamento alla Calabria. I coniugi Mancini si sono distinti per l’interesse verso la storia e l’identità della regione, con Guido Mancini che, in qualità di poeta, ha dedicato alla Calabria una serenata in versi. Luca Marcovecchio, invece, ha trascorso otto anni di servizio in Calabria, costruendo legami profondi con il territorio e le persone, tanto da continuare a frequentarla anche dopo il trasferimento.
Giuseppe Ingratta ha sviluppato una passione per la Calabria attraverso lo sport e la tradizione, seguendo con entusiasmo il US Catanzaro 1929 e apprezzandone la cultura gastronomica. Giancarlo Calciolari, infine, ha approfondito la conoscenza della Calabria anche sotto il profilo filosofico, studiando e divulgando il pensiero di Armando Verdiglione, originario di Caulonia.
Le pergamene sono state consegnate da Domenico Lanciano, ideatore del premio, a suggellare un’iniziativa che continua a rafforzare il dialogo culturale tra regioni e a valorizzare il senso di appartenenza che va oltre i confini geografici.

