Mentre la piccola Maria Luce, 6 anni, lotta tra la vita e la morte nel reparto pediatrico d’eccellenza dell’ospedale Gaslini di Genova, Catanzaro si prepara a dare l’ultimo saluto alle vittime di una terribile tragedia familiare.
Ricordiamo che nella notte tra il 21 e il 22 aprile una giovane madre si è gettata dalla terrazza della propria abitazione, al terzo piano, insieme ai suoi tre figlioletti. Dei tre bambini, solo la più grande, Maria Luce, è sopravvissuta, soccorsa dal padre che, svegliato dai rumori, era accorso nel tentativo disperato di evitare l’irreparabile.
Oggi quell’uomo, distrutto e inconsolabile, si trova al capezzale della sua bambina, vivendo attimo dopo attimo nella speranza che possa farcela.
Alla base di questo dramma vi è con ogni probabilità il dolore silenzioso di una donna, forse segnato da una profonda depressione post partum, avendo dato alla luce l’ultimo figlio appena quattro mesi fa. Un male che spesso si consuma nella più assoluta riservatezza, trascinando chi ne soffre verso l’isolamento e, nei casi più estremi, verso decisioni tragiche.
Maria si era confidata soltanto con il suo parroco, raccontandogli di avere paura che qualcuno potesse fare del male ai suoi figli, di sentirsi inadeguata e angosciata dall’idea di non essere capace di prendersi cura della propria famiglia. Il sacerdote, unico a conoscere il suo tormento, le aveva consigliato di rivolgersi a uno psichiatra: un passo che però non è riuscita a compiere, finché quel dolore non ha preso il sopravvento.
Domani, 25 aprile, sarà dato l’ultimo saluto alle vittime di questa immane tragedia. Il sindaco di Catanzaro ha proclamato il lutto cittadino per la giornata, e anche la squadra di calcio del capoluogo parteciperà alle esequie. Il marito lascerà temporaneamente la figlia per essere presente ai funerali dei suoi cari.
Ora non resta che tenere lo sguardo fisso sull’evoluzione delle condizioni di Maria Luce. Lei è al centro di tutto: fragile e tenace, una speranza appesa a un filo, una luce che non si è spenta tra le macerie.
Ogni suo respiro è una sfida vinta, ogni secondo che passa è una possibilità.
Non esistono parole adeguate per esprimere un dolore così grande, frasi capaci di contenere ciò che resta dopo una perdita tanto violenta. Resta solo quel legame invisibile tra un padre e una figlia, che resiste anche quando tutto il resto è crollato.
Maria Luce: non mollare.
Articolo di Mario Murdolo