Al centro del dibattito il riconoscimento professionale, economico e previdenziale della magistratura onoraria minorile. Significativa la partecipazione della delegazione calabrese, guidata dalla presidente del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, Teresa Chiodo.
BARI – A quasi un secolo dall’istituzione dei Tribunali per i Minorenni, avvenuta nel 1934, la magistratura onoraria minorile si è riunita per la prima volta in un Congresso nazionale per discutere del riconoscimento della propria funzione e delle prospettive legate alla riforma della giustizia.
L’appuntamento, svoltosi il 9 ottobre nell’Aula Aldo Moro del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari, è stato promosso dall’Associazione Italiana Magistrati Onorari Minorili (A.I.M.O.M.), presieduta da Michele Bulzis, con i vicepresidenti Roberta Mallamaci e Pietro Barba.
Il Congresso, dal titolo “Un secolo al servizio dei minori. La Magistratura Onoraria Minorile tra Costituzione, giurisdizione e futuro”, ha registrato un’ampia partecipazione di giudici onorari provenienti da tutta Italia, presidenti dei Tribunali per i Minorenni, procuratori della Repubblica, magistrati togati, rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, dell’avvocatura e delle associazioni impegnate nella tutela dell’infanzia e dell’adolescenza.
Al centro del confronto, il ruolo dei giudici onorari minorili, professionisti provenienti da diversi ambiti disciplinari che, grazie alle proprie competenze specialistiche, contribuiscono all’esercizio della giurisdizione e alla valutazione di situazioni particolarmente delicate che coinvolgono bambini, adolescenti e famiglie.
Particolare rilievo ha assunto l’intervento del viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che ha riconosciuto l’importanza della magistratura onoraria minorile, sottolineando come il suo contributo non si limiti a una funzione di supporto ai magistrati togati, ma si fondi su autonome capacità di valutazione e specifiche esperienze professionali.
Il viceministro ha inoltre richiamato la necessità di garantire risorse strutturali adeguate per assicurare l’efficacia della giustizia minorile, evidenziando le criticità organizzative ed economiche legate al processo di riforma.
Un tema particolarmente sentito dalla categoria, che da tempo chiede un riconoscimento professionale, economico e previdenziale proporzionato alle responsabilità esercitate.
Su queste questioni l’A.I.M.O.M. ha già avviato un’interlocuzione con le istituzioni nazionali. Il presidente Michele Bulzis e la vicepresidente Roberta Mallamaci sono stati ricevuti in diverse occasioni a Roma, presso il Ministero della Giustizia, dal viceministro Sisto e dai sottosegretari alla Giustizia, portando all’attenzione del Governo le problematiche della categoria e la necessità di un intervento legislativo.
L’obiettivo dell’associazione è superare l’attuale frammentazione normativa, includendo espressamente i giudici onorari minorili in una disciplina organica e unitaria, anche nell’ambito del percorso di stabilizzazione della magistratura onoraria.
Significativo il contributo della Calabria, rappresentata dalla presidente del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, Teresa Chiodo, intervenuta sul futuro della magistratura onoraria alla luce delle riforme ordinamentali.
Nel suo intervento, Chiodo ha evidenziato il valore della collaborazione tra magistratura togata e onoraria, offrendo riflessioni e proposte concrete sulle prospettive della giustizia minorile e sul nuovo assetto del Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie.
Al Congresso ha preso parte anche una delegazione di magistrati onorari del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, tra cui la vicepresidente nazionale A.I.M.O.M. Roberta Mallamaci. Una presenza che ha testimoniato il coinvolgimento della realtà giudiziaria calabrese in un confronto di rilevanza nazionale.
Si tratta di professionisti che quotidianamente affrontano situazioni familiari complesse, condizioni di vulnerabilità e percorsi di recupero di bambini e adolescenti coinvolti in vicende giudiziarie, mettendo a disposizione competenze ed esperienze maturate nel corso degli anni.
Il Congresso di Bari ha ribadito come il riconoscimento dei diritti dei magistrati onorari minorili non rappresenti soltanto una rivendicazione professionale, ma una questione strettamente collegata alla qualità della tutela dei minori.
La continuità degli incarichi, la valorizzazione delle competenze acquisite e condizioni di lavoro adeguate costituiscono infatti elementi fondamentali per garantire un servizio giudiziario efficace e una protezione concreta dei soggetti più vulnerabili.
La giornata ha fatto emergere un’ampia convergenza, tra i partecipanti, sulla necessità di salvaguardare la specializzazione della giustizia minorile e riconoscere pienamente il contributo della magistratura onoraria.
L’intervento del viceministro Sisto e il dialogo avviato con il Governo rappresentano, secondo l’A.I.M.O.M., segnali importanti verso un possibile intervento normativo.
Il primo Congresso nazionale si chiude così con un obiettivo preciso: garantire ai giudici onorari minorili il pieno riconoscimento del proprio ruolo, delle proprie responsabilità e dei propri diritti, valorizzando una figura che, fin dal 1934, contribuisce alla tutela dei minorenni e delle famiglie nell’ambito della giustizia italiana.