La “pizzata con i curcuci” incontra il Bergamotto di Reggio Calabria, mentre il nuovo direttivo rilancia l’impegno per la qualità, la tracciabilità e la valorizzazione di un grande patrimonio gastronomico cittadino.
REGGIO CALABRIA – Preservare le tradizioni reggine, recuperare gli usi legati alle Feste Mariane e trasformare la cultura della frittola in un autentico attrattore gastronomico per la città: sono questi gli obiettivi rilanciati dalla Confraternita della Frittola Reggina 2019, realtà appartenente al Polo del Bergamotto di Reggio Calabria – 2015.
Nella tradizione popolare reggina, le prime “caddare” vengono accese proprio nel sabato della Festa della Madonna della Consolazione. Un rito che sembra quasi voler annunciare all’intera cittadinanza l’inizio del periodo delle feste, soprattutto di quelle mariane.
È un momento nel quale Reggio Calabria riscopre il proprio legame più autentico con il territorio. Le strade, i quartieri e le piazze vengono avvolti dall’intenso profumo della lenta cottura delle frittole, mentre attorno alle grandi caldaie si ricostituisce quella comunità fatta di famiglie, amicizie, incontri e condivisione.
Il gusto della tradizione incontra l’innovazione
La Confraternita sta lavorando anche per recuperare e valorizzare l’antica “pizzata con i curcuci”, una preparazione profundamente legata alla cultura popolare reggina: una sorta di prelibato “sandwich” identitario, ricco dei sapori della tradizione.
A questa preparazione la Confraternita ha voluto aggiungere un elemento innovativo ma perfettamente coerente con la propria appartenenza al Polo del Bergamotto: il Bergamotto di Reggio Calabria. Il prezioso agrume reggino, utilizzato con equilibrio, dona alla pizzata una nota fresca, profumata e inconfondibile, facendo incontrare due grandi simboli gastronomici del territorio. Non si tratta di modificare la tradizione, ma di mantenerla viva, capace di dialogare con il presente e di esprimere, attraverso nuovi accostamenti, l’identità e la creatività reggina.
LE NUOVE CARICHE DELLA CONFRATERNITA
Nel corso della cerimonia introdotta dal prof. Vittorio Caminiti, coordinatore del Polo del Bergamotto di Reggio Calabria – 2015 e Garante dell’investitura, sono stati richiamati i valori fondanti della Confraternita: la tutela delle tradizioni, lo spirito di servizio, la fraternità e l’impegno verso la comunità.
L’ing. Nuccio Gilormo è stato investito della carica di Priore della Confraternita della Frittola Reggina 2019. La motivazione ufficiale ha sottolineato l’autorevolezza, il senso di responsabilità e la generosa disponibilità con cui Gilormo ha scelto di assumere la guida del sodalizio, impegnandosi a custodirne la storia e a promuoverne gli obiettivi.
Particolarmente significativo è stato il passaggio simbolico della “Cucchiara”, il grande cucchiaione utilizzato per governare la lenta cottura delle frittole. A consegnarla solennemente al neo Priore è stata la giornalista Simona Vitali. La “Cucchiara” rappresenta la guida della Confraternita, la responsabilità di custodire la tradizione e la continuità di un cammino che appartiene all’intera comunità reggina.
Dopo la consegna dell’attestato ufficiale di investitura da parte del prof. Vittorio Caminiti, nella qualità di Garante, l’ing. Gilormo ha accettato l’incarico, manifestando la volontà di operare nell’interesse della Confraternita, dei produttori e della città.
Il neo Priore ha quindi proposto e proclamato il dott. Antonio “Totò” Laganà quale Vice Priore e Portavoce della Confraternita. Anche a Laganà è stato consegnato l’attestato ufficiale, riconoscendogli il compito di affiancare il Priore e rappresentare le attività, i valori e i progetti del sodalizio.
UN DISCIPLINARE PER TUTELARE LE VERE FRITTOLE REGGINE
Il primo messaggio lanciato dal Priore Nuccio Gilormo riguarda la necessità di avviare un confronto serio con i produttori di frittole e con i macellai reggini, affinché si possa arrivare alla definizione di un apposito disciplinare.
L’obiettivo non è penalizzare chi porta avanti questa attività, ma sostenere e valorizzare i produttori più attenti, incoraggiando tutti a operare secondo criteri condivisi di:
- Qualità e tracciabilità delle carni;
- Rispetto rigoroso delle norme igienico-sanitarie;
- Fedeltà ai metodi tradizionali di preparazione.
Una tradizione così importante non può essere affidata all’improvvisazione. Le frittole reggine, oggi considerate una delle più caratteristiche espressioni dello street food cittadino, devono essere preparate utilizzando materie prime controllate e seguendo procedimenti capaci di salvaguardarne autenticità, sicurezza e valore culturale.
Un patrimonio economico e turistico: oltre 160 “caddare” accese
Un censimento condotto in occasione delle Feste Mariane ha consentito di rilevare, in una sola giornata, oltre 160 “caddare” accese sul territorio. Un dato straordinario, che dimostra quanto la tradizione delle frittole sia ancora viva, diffusa e profondamente radicata nella popolazione.
Questa grande presenza non deve essere considerata soltanto come un fenomeno legato ai giorni di festa, ma come una vera risorsa culturale, sociale, turistica ed economica. Oltre 160 caldaie accese contemporaneamente costituiscono una potenza evocativa e gastronomica capace di attrarre visitatori, raccontare Reggio Calabria e trasformare una consuetudine popolare in un evento identitario di grande richiamo.
Per raggiungere questo obiettivo, tuttavia, è necessario regolamentare, coordinare e qualificare l’offerta. Occorre distinguere e promuovere chi lavora con serietà, garantendo al consumatore la provenienza delle carni, il rispetto delle corrette procedure e l’aderenza alla ricetta tradizionale.
È questo l’impegno assunto dal nuovo direttivo, guidato dal Priore ing. Nuccio Gilormo e dal Vice Priore e Portavoce dott. Antonio “Totò” Laganà: costruire un percorso condiviso con produttori, macellai, istituzioni e associazioni, affinché la frittola reggina possa essere sempre più riconosciuta, tutelata e valorizzata.
La Confraternita della Frittola Reggina 2019 rinnova così la propria missione: custodire il passato senza rinunciare al futuro, proteggere la tradizione attraverso la qualità e trasformare il profumo delle “caddare” in un grande racconto collettivo della città di Reggio Calabria.
