IN ASPROMONTE I PARACADUTISTI ONORANO I CADUTI

In Aspromonte, la scorsa domenica, alla presenza di autorità civili,militari e religiose, i paracadutisti del 185° RRAO e dell’ANPd’I, celebrando l’anniversario della “battaglia dello Zillastro”, hanno reso gli “onori ai caduti” italiani e canadesi. 

I paracadutisti hanno rivissuto le condizioni storiche e ambientali che culminarono in uno scontro armato assurto a simbolo di onore e fedeltà alla Patria nel triste momento che precedette l’ufficializzazione dell’armistizio. In quel contesto di disorganizzazione politica e militare non mancarono comportamenti di coraggio e di estremo sacrificio degni delle migliori tradizioni del paracadutismo italiano.

Sulla dinamica dei fatti il paracadutista Paolo Savasta dell’VIII battaglione, in merito alla sua partecipazione alla battaglia dello Zillastro, così tramanda:

“L’VIII Battaglione, che dalle colline di Melito Porto Salvo aveva raggiunto la zona di San Lorenzo e di Bagaladi, continuò a dare la caccia ai “commandos” inglesi sbarcati lungo la costa di Condofuri-Bova Marina. Poi ricevette l’ordine di ripiegare e di raggiungere, ovviamente a piedi, il comando di Reggimento che intanto si era dislocato nella zona di Platì. La marcia, attraverso boschi e sentieri di montagna, fu lunga e faticosa, resa ancora più difficile dalla cruenta lotta che i giovani paracadutisti dovettero ingaggiare sui Piani dello Zillastro, a quota 1050. Erano appena qualche centinaio sui 400 paracadutisti in forza al battaglione della Nembo contro due interi reggimenti canadesi Edmonton e Nuova Scozia. Nel buio della notte, il Capitano Conati venne letteralmente rapito dai canadesi che riuscirono a circondare i paracadutisti i quali, però, in un ultimo disperato tentativo di liberare il proprio comandante, scrissero una delle pagine più belle di questo tragico momento di sbandamento generale e di crisi delle coscienze. il capitano Ludovico Picolli dé Grande, preso anche lui dai canadesi, riuscì a liberarsi e raggiungere i suoi per organizzare un’estrema offensiva. Il Battaglione, infatti, compì il tentativo di sganciarsi dal mortale accerchiamento e, senza più armi e munizioni, con il solo pugnale e qualche bomba a mano, in sanguinosi corpo a corpo, affrontò il nemico armato di tutto punto che, sbigottito per tanto coraggio, indietreggiò fino a quando lo stesso comandante canadese, cessato il fragore delle armi, andò incontro con i suoi ufficiali per esprimere il suo apprezzamento e disporre le prime cure ai valorosi giovani che giacevano morenti tra i boschi. Il Capitano Conati e i suoi uomini superstiti vennero fatti prigionieri e liberati qualche giorno per il sopraggiunto armistizio, mentre l’audace e sfortunato Capitano Ludovico Picolli perse la vita in combattimento assieme a moltissimi altri”.

Dopo ottantatré anni, sulla battaglia dello Zillastro, resta il mistero. Allo Stato Maggiore dell’Esercito dicono che è ancora oggetto di studio. Il numero dei morti non si conosce ancora. Anche per i canadesi è top-secret. L’Italia visse esperienze belliche, politiche e sociali devastanti, sino alla promulgazione della Costituzione repubblicana e democratica. Il progresso, nel tempo, ha modificato l’organizzazione della società e la maniera di vivere degli italiani, è cambiato il modo di intendere lo Stato, ma le tradizioni militari continuano ad essere tramandate dai comandanti nei reparti e dagli istruttori nelle scuole, dai commilitoni più anziani e da quelli in congedo, dalle istituzioni e dai cittadini, dai riconoscimenti e dalle opere letterarie e saggi consegnati alle stampe, dagli esempi silenziosi del quotidiano e daquelli fulgidi di eroi anche senza gloria, senza fama ericonoscimenti.

Per il paracadutista, la Costituzione è il faro che illumina il percorso professionale e umano; le leggi e i regolamenti sono le delimitazioni entro le quali rimanere e le indicazioni da seguire; la formazione morale e specialistica è l’abilitazione di guida durante il percorso non sempre pianeggiante e rettilineo; così l’etica è la bussola e il navigatore per raggiungere la meta sul territorio italiano e all’estero nell’ambito delle iniziative per la pace e la sicurezza nel mondo.

Articolo di Cosimo Sframeli

 

 

Pubblicato da Tele Montestella

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