Una serata di saluto e riconoscenza per l’Ufficiale promosso comandante del Nucleo Investigativo di Parma
MELITO DI PORTO SALVO – Una sala consiliare gremita ha fatto da cornice, lo scorso 27 agosto, alla manifestazione di commiato dedicata al Maggiore Daniele Barbero, promosso al comando del Nucleo Investigativo di Parma dopo quattro anni di servizio a Melito di Porto Salvo e nell’area grecanica.
Un saluto particolarmente sentito, nel quale istituzioni, forze dell’ordine, associazioni e cittadini hanno voluto testimoniare la propria riconoscenza a un ufficiale che, nel corso del suo incarico, ha saputo instaurare un rapporto profondo con il territorio e con le comunità locali.

Ad aprire gli interventi è stato il sindaco di Melito di Porto Salvo, Annunziato Nastasi, che ha ricordato il quotidiano impegno del Maggiore Barbero al servizio della comunità, sottolineandone le qualità umane e professionali. Un percorso caratterizzato da rigore, semplicità e vicinanza alla popolazione, in un territorio segnato da problematiche sociali, spopolamento ed emigrazione.
La serata è stata condotta e moderata dal giornalista Giuseppe Toscano, che ha ripercorso anche la storia dell’Arma dei Carabinieri nel territorio melitese, ricordando i comandanti di Compagnia che si sono succeduti negli anni più difficili, quando l’area era duramente segnata dalla presenza della criminalità organizzata e l’Arma rappresentava uno dei principali presidi dello Stato.
Numerosi gli interventi che hanno caratterizzato la manifestazione. Hanno portato il loro saluto Santo Casile, sindaco di Bova; Ercole Nucera, sindaco di Roccaforte del Greco; Maria Laura Tortorella, commissario prefettizio del Comune di Condofuri; Antonio Maisano, vicesindaco di Roghudi; Santo Monorchio, sindaco di Bagaladi; Giovanni Verduci, sindaco di Motta San Giovanni; Gianluca Rosaci, comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Melito Porto Salvo; Filippo Malara, dirigente del Commissariato di Condofuri-Roghudi; Antonio Laganà, comandante della Polizia Locale di Melito Porto Salvo; Claudio Musumeci, comandante della Guardia Costiera di Melito Porto Salvo; Teresa Crea, presidente dell’associazione “Donne a Confronto”; Cosimo Sframeli, presidente del Nastro Verde Calabria; Biagio Alfieri; Domenico Vincenzo Vinci, direttore di Television Capo Sud Channel; e don Domenico Foti, parroco della Parrocchia di Annà di Melito Porto Salvo.

Al centro della serata anche il particolare rapporto costruito da Barbero con l’area grecanica, un territorio che negli anni ha dovuto fare i conti con la mancanza di sviluppo economico e industriale, con lo spopolamento e con l’emigrazione.
Nel corso del suo servizio, il Maggiore ha saputo cogliere nelle tradizioni, nell’ambiente e nella cultura grecanica non soltanto elementi identitari, ma anche importanti risorse per costruire percorsi di crescita sociale e offrire ai giovani alternative concrete alla marginalità e alla criminalità.
Un approccio che ha accompagnato l’attività istituzionale dell’Arma, rafforzando il rapporto di fiducia con le comunità e contribuendo alla valorizzazione di un patrimonio culturale millenario, fatto di storia, tradizioni e antica ospitalità.
Al termine della manifestazione, il sindaco Annunziato Nastasi ha consegnato al Maggiore Barbero un attestato di Benemerenza e una targa ricordo, a testimonianza dell’apprezzamento dell’intera comunità per il lavoro svolto.
Visibilmente commosso, Daniele Barbero ha rivolto il proprio saluto ai presenti, ripercorrendo i quattro anni vissuti professionalmente e umanamente sul territorio. Un’esperienza che, come ha sottolineato, lo ha arricchito profondamente e che porterà con sé nel nuovo incarico.
La serata si è così trasformata in un momento di autentica riconoscenza, nel quale le istituzioni e la società civile hanno voluto salutare un ufficiale che ha saputo coniugare il rigore del servizio con la capacità di ascoltare e comprendere una comunità.
Un percorso sintetizzato efficacemente nelle parole del capitano Cosimo Sframeli, che ha ricordato come chi è abituato a volare possa scegliere tra «il volo maestoso dell’aquila e la rapacità mentale e fisica dell’avvoltoio». Daniele Barbero, ha sottolineato Sframeli, ha scelto il volo dell’aquila, per indole, carattere e natura, lasciando nel territorio un patrimonio fatto non soltanto di risultati professionali, ma anche di rapporti umani, fiducia e speranza.

Ora per il Maggiore si apre una nuova importante pagina professionale a Parma, dove assumerà il comando del Nucleo Investigativo. Melito Porto Salvo, intanto, conserva il ricordo di quattro anni nei quali un uomo dell’Arma ha saputo lasciare un segno profondo anche al di là del proprio dovere istituzionale.



Articolo di Cosimo Sframeli