Il Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace ha incontrato il personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo, esprimendo gratitudine per l’impegno quotidiano nelle attività di soccorso e assistenza

ROCCELLA JONICA – Una visita all’insegna del dialogo, della conoscenza reciproca e della gratitudine per un servizio che ogni giorno si svolge a tutela della vita in mare. Nella giornata di ieri, S.E. Mons. Cesare Di Pietro, Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, ha fatto visita all’Ufficio Circondariale Marittimo di Roccella Jonica, nell’ambito del percorso di conoscenza delle realtà operative e istituzionali presenti sul territorio diocesano.
Ad accogliere il Presule è stato il Tenente di Vascello Marco Di Benedetto, insieme al personale in servizio a Roccella Jonica e ai delegati degli uffici territoriali di Bovalino, Siderno e Monasterace. All’incontro ha preso parte anche un equipaggio temporaneamente rischierato proveniente da Civitavecchia, testimonianza della rete operativa e della collaborazione che caratterizza la Guardia Costiera a livello nazionale.
Nel corso della visita, il Tenente di Vascello Di Benedetto ha illustrato a Mons. Di Pietro le principali attività svolte dalle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, con particolare riferimento alla tutela dell’ambiente marino e costiero, al controllo della filiera ittica, alla polizia marittima e, soprattutto, alle operazioni di ricerca e soccorso in mare.
Particolare attenzione è stata dedicata alle attività di soccorso svolte nel corso dello scorso anno, caratterizzate da numerose missioni che hanno consentito di mettere in salvo circa 1.500 migranti, spesso attraverso interventi effettuati a considerevole distanza dalla costa. Un impegno che conferma il ruolo centrale della Guardia Costiera nel presidio del Mediterraneo e nella salvaguardia della vita umana.
Durante la visita, il Vescovo ha inoltre avuto modo di visionare la mostra fotografica “Oltre il mare: il soccorso della Guardia Costiera”, già ospitata presso l’Ex Convento dei Minimi e realizzata nell’ambito di un convegno nazionale in collaborazione con la Caritas diocesana.
Al termine dell’incontro, a Mons. Di Pietro è stato consegnato il crest dell’Ufficio Circondariale Marittimo, quale simbolo di stima e amicizia. Il Presule ha poi visitato le unità navali in dotazione alla Guardia Costiera e, ospitato a bordo di una motovedetta, ha effettuato un breve tratto di navigazione.
Particolarmente significativo è stato il momento di dialogo con il personale. Il Vescovo ha espresso parole di profonda riconoscenza per il lavoro quotidianamente svolto dagli uomini e dalle donne della Guardia Costiera.
«Mi sento commosso perché ho capito che voi siete gli angeli del mare – ha affermato Mons. Di Pietro –. Ci sono tanti punti di congiunzione tra la nostra missione cristiana ed ecclesiale e la vostra: ciò che noi proclamiamo, voi lo vivete. Siete un Vangelo vivo, una testimonianza di solidarietà tra i popoli e le civiltà».
Il Presule ha poi richiamato un significativo parallelismo con la missione affidata da Gesù ai suoi discepoli: «Siete numericamente come i discepoli che Gesù inviò in missione. Sentitevi davvero missionari della speranza: se la speranza ha un volto, passa attraverso di voi».
Parole che hanno voluto sottolineare non soltanto il valore professionale, ma anche la dimensione umana e vocazionale del servizio svolto dalla Guardia Costiera.
«Rischiate la vita, perdete il sonno, vivete lontani dalle famiglie. Lo fate non per interesse economico, ma con il cuore, con la passione. È una vera chiamata di Dio, una missione umana e cristiana di grandissimo valore», ha aggiunto il Vescovo.
Mons. Di Pietro ha quindi evidenziato l’importanza della collaborazione tra la Guardia Costiera e la Caritas diocesana, definendola «orgoglio per la nostra Chiesa», e ha ribadito la propria disponibilità a essere presente, in occasione di eventuali sbarchi, per offrire conforto, vicinanza e sostegno alle persone soccorse.
La visita si è conclusa con un messaggio rivolto all’intero territorio della Locride, del quale il Vescovo ha voluto sottolineare la ricchezza umana e sociale, oltre le rappresentazioni spesso condizionate da stereotipi.
«Un territorio spesso segnato da stereotipi, ma che si distingue per un profondo patrimonio di umanesimo, solidarietà e impegno civile. La vostra presenza ne è una delle espressioni più significative».
Un incontro, dunque, che ha unito istituzioni, Chiesa e territorio nel segno di un comune impegno per la tutela della vita, la solidarietà e la dignità della persona, con il mare ancora una volta al centro di una storia fatta di responsabilità, sacrificio e speranza.