Un cammino per difendere il territorio, il paesaggio e un diverso modello di transizione energetica. È questo il significato della manifestazione in programma sabato 2 agosto sulle montagne delle Serre Calabresi, dove cittadini, amministratori e associazioni si ritroveranno per esprimere la propria contrarietà al progetto di un impianto eolico industriale previsto nell’area di San Vito sullo Ionio.
Secondo i promotori dell’iniziativa, l’attuale modello di sviluppo delle energie rinnovabili in Italia si sarebbe imposto sacrificando territori, ecosistemi, biodiversità, attività economiche e patrimonio storico e culturale. Una transizione energetica che, sostengono, dovrebbe invece essere costruita nel rispetto delle caratteristiche dei luoghi, senza consumo di suolo o occupazione del mare, attraverso una produzione diffusa e una gestione partecipata e democratica.
Al centro della protesta vi è il progetto presentato dalla società Parco Eolico San Vito S.r.l., indicata dagli organizzatori come soggetto riconducibile al fondo infrastrutturale statunitense JP Morgan, accusata di voler realizzare un impianto eolico lungo il percorso del Coast to Coast di Kalabria Trekking, itinerario escursionistico che richiama ogni anno tra 30 e 40 mila visitatori e rappresenta una risorsa importante per il turismo naturalistico e per le produzioni locali.
La manifestazione prenderà il via dalla faggeta della Gigghiara, da dove partirà il gruppo proveniente dalle Serre occidentali, promosso dagli organizzatori del Kalabria Eco Fest e guidato dai sindaci di Polia, Luca Alessandro, e Monterosso Calabro, Antonio Lampasi. Il corteo raggiungerà Passo Napoli, dove confluiranno anche i partecipanti provenienti dalla dorsale orientale e dall’altopiano, in cammino dal Lago Acero insieme al sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barillari, al sindaco di Petrizzi, Giulio Santopolo, al sindaco di Chiaravalle Centrale, Domenico Donato, e ad altri amministratori locali.
Per gli organizzatori, la marcia rappresenta una richiesta di confronto con i decisori politici e la volontà di fermare un progetto ritenuto incompatibile con le attività economiche del territorio e con la tutela dell’ambiente. Un’iniziativa che assume anche un valore simbolico, interpretata come una mobilitazione contro quella che viene definita una forma di sfruttamento delle risorse locali a vantaggio di interessi economici esterni.
Alla manifestazione prenderanno parte anche rappresentanti di altre realtà calabresi impegnate nella difesa del territorio. Saranno presenti gli agricoltori di Maierato, contrari al progetto di un grande impianto fotovoltaico che interesserebbe le coltivazioni di grano Rosìa; alcuni componenti del Comitato spontaneo Costa Viola, impegnato nella contestazione del progetto di un impianto idroelettrico a pompaggio dell’acqua marina tra Scilla, Favazzina e Melìa; e i Pacciamanti, movimento diffuso in diverse aree della Calabria che promuove pratiche di ecoagricoltura e stili di vita sostenibili.
L’obiettivo dichiarato è quello di unire le diverse vertenze territoriali in una mobilitazione comune per chiedere un modello di sviluppo che coniughi produzione di energia rinnovabile, tutela dell’ambiente e valorizzazione delle comunità locali, ribadendo la necessità che la transizione ecologica rappresenti un’opportunità di crescita sostenibile e condivisa.