La Cucina Italiana ha 3500 anni: le radici millenarie tra Re Italo e l’UNESCO

Articolo di Domenico Lanciano.

La storia della cucina italiana non è una vicenda recente, ma un cammino che affonda le proprie radici in un passato lontano 3500 anni, ben sedici generazioni prima della guerra di Troia. È in Calabria che, secondo le fonti storiche più accreditate, regnava Re Italo, il sovrano degli Enotri che, con lungimiranza e saggezza, unificò le genti indigene sotto un’unica entità politica e territoriale. Il suo metodo non fu la forza, bensì la diplomazia pacifica dei “sissizi”, ovvero i pasti comuni: un rituale che non solo sancì la nascita della democrazia etica e della diplomazia, ma pose le basi per quella che oggi conosciamo come la gloriosa tradizione eno-gastronomica italiana. L’Enotria, dunque, fu la prima vera “terra del vino”, esportando nel Mediterraneo un modello di convivialità che è il vero, primigenio “Made in Italy”.

Questo legame profondo tra uomo, natura e nutrimento ha attraversato i secoli, trovando in figure come il filosofo Pitagora, a Crotone, un testimone d’eccezione: il simbolo del “bue di pane” da lui introdotto rappresentò infatti la prima, simbolica alleanza tra civiltà e rispetto per la vita, evitando il sacrificio animale. Una visione che ha continuato a evolversi attraverso un’ibridazione socio-culturale unica, culminata nel prestigioso riconoscimento del 10 dicembre 2025, quando l’UNESCO ha ufficialmente proclamato la cucina italiana “Patrimonio immateriale dell’Umanità”, un evento senza precedenti che consacra il valore universale della nostra identità alimentare.

Oggi, questa eredità è custodita e valorizzata dall’associazione culturale “Calabria Prima Italia 1982”, fondata a Badolato (CZ) dal giornalista Domenico Lanciano. Da oltre 44 anni, il sodalizio si impegna a diffondere la consapevolezza di queste radici, supportato da opere fondamentali come il saggio di Gertrude Slaughter “Calabria, the first Italy” (1939), ripubblicato nel 2023 da Giuseppe Meligrana nella traduzione di Sara Cervadoro. L’impegno per la riscoperta di questa storia trova oggi nuova linfa a Tiriolo, il suggestivo “paese dei due mari”, che dal 20 giugno 2026 ha assunto il ruolo di sede privilegiata di questo racconto identitario attraverso la “Festa dell’Istmo Prima Italia” e l’omonimo Premio, organizzato dalla Pro Loco “Terra dei Feaci”. In un contesto in cui la grande storia torna ad affascinare il pubblico — come dimostrato dall’odierna uscita nelle sale del colossal “Odissea” del regista Christopher Nolan — la vicenda di Re Italo e la primogenitura calabrese dell’Italia si confermano pilastri fondamentali non solo della nostra storia nazionale, ma dell’intera civiltà mediterranea.

Pubblicato da Tele Montestella

Rete web televisiva della Vallata dello Stilaro con sede a Pazzano (RC). Tele Montestella arriva sui social 2010 diventando poi una pagina Facebook nell’aprile 2013 ma possiamo dire che l’idea e le prime iniziative di informazioni nascono 1982. Un giovane Antonio Russo, ora presidente dell’Associazione Radio Tele Montestella Web”, iniziò ad appassionarsi al mondo delle comunicazioni quando suo padre Ciccio Russo comprò la sua prima telecamera. Da lì inizio una ricca documentazione sulla Vallata dello Stilaro ed oltre, cimentandosi anche nella realizzazione di Radio arrivando a creare il primo canale televisivo Tele Montestella. Oggi la comunicazione si è spostata sui social, sono cambiati i mezzi ma l’obiettivo è uguale: informazione e valorizzazione della nostra Vallata dello Stilaro e di tutta la Calabria, condividendo con voi la bellezza, le tradizioni e tutto ciò che questa terra ha da offrire.

Lascia un commento