Alla presenza del prefetto di Reggio Calabria Clara Vaccaro, dei sindaci del comprensorio e della famiglia Federico, è stato presentato l’ecomuseo d’impresa a Mangiatorella.
Fino agli anni ’50, a Mangiatorella esisteva soltanto una fontanella, meta di tante persone che vi si recavano per la freschezza dell’acqua. Poi, nel 1969, imprenditori di Bergamo ebbero la felice intuizione di realizzare uno stabilimento e imbottigliare l’acqua per entrare nel mercato nazionale. Per le sue ottime qualità organolettiche, la Mangiatorella fece breccia ed è ora presente su tutto il territorio nazionale e anche oltreoceano, in Australia, Canada e Stati Uniti.
Nel 2001 la società è stata rilevata da un’azienda locale, rappresentata dalla famiglia Federico. Lo stabilimento si trova immerso negli incontaminati e verdeggianti boschi in alta quota, nel territorio del comune di Stilo.
La realizzazione di questo importante museo d’azienda mira a promuovere un particolare e diverso aspetto che, aggiunto a quello storico, paesaggistico, monumentale e religioso della vallata dello Stilaro, ha lo scopo di far conoscere a scolaresche, turisti e visitatori le importanti realtà economiche e produttive del mondo imprenditoriale calabrese.
Da ora in poi saranno organizzate visite guidate per far conoscere i percorsi di produzione, di imbottigliamento e di trasporto di questo prezioso liquido: la Mangiatorella.
L’ecomuseo sarà un percorso espositivo con pannelli, reperti storici, bottiglie d’epoca e video sulla storia dell’acqua dal 1969 ad oggi. Con i suoi numerosi dipendenti, la Mangiatorella imbottiglia circa 200 milioni di bottiglie l’anno. È “società benefit” e sostiene il progetto “Mangiatorella borse di studio” per studenti calabresi, oltre ad essere sponsor di diverse società sportive.
Il Museo d’azienda Mangiatorella è uno dei pochi esistenti in Calabria e arriva dopo quello della liquirizia di Amarelli e del bergamotto. Già nel passato erano oltre 3.000 gli studenti che andavano a visitare lo stabilimento della Mangiatorella. Con la realizzazione dell’ecomuseo si spera di raddoppiare tali numeri.
Articolo di Mario Murdolo