Grazie all’iniziativa dell’Associazione Terra-Mala e del suo presidente Antonio Casella, si è svolto a Sant’Anna di Seminara un importante convegno storico che ha registrato un’inaspettata e significativa partecipazione di cittadini.
L’occasione è stata offerta dalla presentazione del saggio storico di Vincenzo Guerrisi, Re Italo e il Regno dei Morgeti. All’incontro non poteva mancare il dottor Santo Gioffrè, appassionato studioso della storia locale e cittadino di Seminara, insieme all’archeologa Anna Rotella.
Aldo Polisena, ricercatore, ha introdotto il tema centrale del convegno, dedicato alla storia dell’antica Decastidium, città legata ad Altanum e al popolo dei Morgeti. Questi territori erano collegati anche dalla Via Traiana, fatta costruire dall’imperatore Traiano tra il 98 e il 117 d.C., arteria che da Roma conduceva fino a Rhegium, l’attuale Reggio Calabria.
«Sappiamo dalle fonti storiche – ha affermato Santo Gioffrè – che Sant’Anna ebbe una storia gloriosa. Lo testimoniano le numerose chiese presenti sul territorio, comprese quelle di rito greco-ortodosso. In seguito divenne un passaggio obbligato non solo per l’esercito romano, ma anche per i numerosi crociati che raggiungevano Reggio per imbarcarsi verso la Terra Santa».
«Esistono fonti storiche che sembrano confermare questa ricostruzione – ha aggiunto l’archeologa Anna Rotella – anche se non siamo ancora in grado di individuare con precisione il luogo in cui sorgeva Decastidium. Sarebbe auspicabile un maggiore impegno delle istituzioni nella ricerca archeologica e storica».
«Disponiamo di fonti storiche – ha dichiarato Vincenzo Guerrisi – che attestano il legame tra il popolo dei Tauriani e quello dei Morgeti, al punto da combattere insieme una storica battaglia contro i Saraceni che assediarono l’antica San Giorgio Morgeto, difesa, secondo la tradizione, anche dal cavaliere San Giorgio».
«Si tratta di un territorio – ha proseguito Guerrisi – che diede i natali a Re Italo, figura leggendaria cui viene attribuita l’origine del nome Italia, e a Papa Eusebio, trentunesimo vescovo di Roma».
Numerosi sono stati gli interventi del pubblico presente, che ha manifestato con orgoglio l’attaccamento alla propria storia e alle radici di una comunità che, in epoche lontane, fu protagonista di vicende di grande rilievo per l’intero territorio.
Articolo di Aldo Polisena

