Occupazione a sostegno di un’immigrazione vantaggiosa

Articolo di Mario Murdolo

Dal convegno di lunedì 18 maggio sull’accoglienza e l’integrazione delle persone immigrate è emersa la giustezza, da parte dell’amministrazione comunale di Bivongi, di riprendere un vecchio progetto, facendo tesoro dell’esperienza e del supporto dei colleghi sindaci di Monasterace e Camini.

Bivongi è sempre stato un paese di massiccia e intensa emigrazione e, nello stesso tempo, ospitale e caloroso verso le persone immigrate. Una bella, anche se breve, esperienza è stata vissuta nel piccolo paese dell’entroterra ionico l’anno scorso, con l’arrivo di una decina di giovani argentini venuti in Italia con l’intento di richiedere la cittadinanza italiana.

Loro avevano imparato subito la nostra lingua; molti erano bravi giocatori e facevano parte della nostra squadra di calcio. Per il modo in cui li avevamo accolti, avevano deciso di rimanere da noi per sempre. Si era instaurato tra la nostra comunità e loro un rapporto di vera amicizia e rispetto reciproco, tant’è che una coppia argentina ha scelto di sposarsi a Bivongi. Questo è stato un evento eccezionale, perché si è trattato del primo e unico matrimonio di una coppia straniera celebrato nel nostro paese.

Noi bivongesi avevamo salutato con entusiasmo, e come fatto positivo, l’arrivo di questi giovani argentini. Ma il solo affetto e la calorosa accoglienza non sono bastati per trattenerli, perché la mancanza di lavoro li ha costretti a ripartire.

A dire il vero, attualmente a Bivongi non c’è una grande presenza di immigrati. Da qualche mese sono nostri ospiti due giovani colombiani, venuti con l’intento di giocare a calcio nella nostra squadra. Anch’essi, in pochissimi mesi, hanno imparato la nostra lingua e si sono inseriti molto bene nel nostro tessuto sociale e lavorativo. La loro presenza sarebbe stata molto utile, non solo per dare man forte alla nostra squadra di calcio, ma anche come vantaggio demografico, occupazionale e dal punto di vista interculturale. Anche perché penso che sia la prima volta che Bivongi ospita persone provenienti dalla Colombia.

Purtroppo anche loro, questa volta per limitazioni legate alla permanenza in Italia, saranno costretti a lasciarci.

Concludo questo mio articolo raccontando una storia che sa di “Libro Cuore”. Voglio parlare del mio carissimo amico Salim che, quando aveva solo sette anni, assieme alla mamma e alla sorella, scappò dal Marocco. Loro fuggivano da un paese povero, dove governavano la fame, le disuguaglianze e le abitazioni fatiscenti e, con mezzi di fortuna e rischiando la vita, dopo lo sbarco arrivarono a Bivongi, dove ricevettero una calorosa accoglienza, tanto da scegliere di vivere qui per sempre.

Salim, dopo aver frequentato la scuola dell’obbligo come i suoi coetanei, continuò gli studi e qualche anno fa ha conseguito il diploma dell’istituto alberghiero. Pertanto Salim è un bivongese a tutti gli effetti. Lui è un ragazzo educato, cordiale, socievole e molto ben integrato, tanto che, a suo modo, parla pure il nostro dialetto.

Con questo finale roseo voglio augurarmi che, con il progetto sull’accoglienza e l’integrazione che l’amministrazione comunale di Bivongi concretizzerà, arrivino nel nostro paese tanti altri Salim, ad incrementare la nostra popolazione e a insegnarci che, con il coraggio, il sacrificio e l’umiltà, si possono raggiungere mete tante volte credute impossibili.

Pubblicato da Tele Montestella

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