A Tiriolo (CZ), su proposta e con la collaborazione del giornalista badolatese Domenico Lanciano, avrà luogo la prima edizione della “Festa dell’Istmo Prima Italia”, sabato pomeriggio 20 giugno 2026, nel periodo del solstizio d’estate.
È stata scelta una data ricadente in questo favorevole momento astronomico e simbolico poiché, anticamente, gli eventi più importanti — come, ad esempio, l’inizio di grandi imprese o la fondazione di una città — avvenivano nel solstizio d’estate, coincidente con la massima manifestazione della luce solare, cioè con il giorno più lungo dell’anno. Si vuole così significare che l’Italia sia nata proprio nel periodo più splendido e propizio del solstizio, cioè il 21 giugno.
Come la città di Roma festeggia il proprio compleanno il 21 aprile, così anche la nascita dell’Italia può essere celebrata il 21 giugno. Ed è ciò che si intende fare proprio a Tiriolo fra poco meno di un mese.
La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco “Terra dei Feaci” (presidente: dottoressa Valentina Paone), con il patrocinio del Comune di Tiriolo (sindaco: prof. Domenico Stefano Greco).
Il Comitato organizzatore, presieduto dal dottor Luigi Puccio della Pro Loco, ha inoltre deciso di istituire il “Premio Istmo Prima Italia” per conferire un riconoscimento pubblico e solenne a coloro che si sono distinti, o continuano a distinguersi, nella valorizzazione del territorio dell’istmo che va dal Golfo di Squillace al Golfo di Lamezia, come dimostrato dalle più antiche indicazioni geografiche del Mediterraneo.
In particolare, i premi saranno assegnati a quanti si dedicano alla maggiore e migliore conoscenza della storia che va da Re Italo (circa 1500 a.C., cioè sedici generazioni prima della guerra di Troia, 1194-1184 a.C.) fino all’epoca dell’imperatore romano Diocleziano, il quale, tra il 284 e il 305 d.C., estese il nome “Italia” anche alle grandi isole di Sicilia, Sardegna e Corsica, mentre nel 27 a.C. l’imperatore Ottaviano Augusto lo aveva già esteso dalla Toscana alle Alpi.
La premiazione avverrà nel corso della stessa festa, sabato pomeriggio 20 giugno, a Tiriolo.
Sono numerosi gli storici e gli scrittori dell’antichità che hanno indicato proprio nell’Istmo — detto di Marcellinara o di Catanzaro — il luogo di nascita del nome “Italia”, nel punto più stretto della nostra penisola, di cui Tiriolo rappresenta la parte centrale e dal quale è possibile vedere contemporaneamente i due mari, Ionio e Tirreno.
Lo storico tedesco Armin Wolf (1935-2025) ha studiato a fondo l’Istmo, facendone una sorta di “ombelico del mondo” nell’antichità omerica. Grazie anche a lui e ad altri studiosi, come Enzo Gatti nel 1975, nonché ad associazioni culturali come “Calabria Prima Italia”, nata a Badolato Marina nell’aprile del 1982, è aumentato l’interesse per l’Istmo calabrese e per la nascita e la diffusione del nome Italia.
Oggi internet pullula di articoli e post — più o meno pertinenti — sulla nascita del nome Italia. Il Comune di Catanzaro, anni fa, aveva addirittura installato un cartellone di sei metri per tre all’ingresso nord della galleria del Sansinato, poi inspiegabilmente rimosso; così come aveva dedicato una pagina del proprio sito web a citazioni tratte dai documenti storici e letterari più antichi e attendibili.
Dopo il tentativo di Domenico Lanciano di organizzare la “Festa del nome Italia” a Lamezia Terme, con il patrocinio del Comune il 18 giugno 2022, nella stessa Lamezia dal 2023 si svolge l’annuale appuntamento del “Premio Italo – Terra dei Feaci”, organizzato da Pino Campisi, con consensi sempre maggiori.
Continua inoltre ad avere grande successo l’edizione italiana del novembre 2023 — tradotta da Sara Cervadoro per l’editore Meligrana di Tropea — dell’imperdibile libro “Calabria la prima Italia”, già pubblicato negli Stati Uniti nel 1939 dalla docente universitaria Gertrude Slaughter.
E come non ricordare la costosissima e gigantesca edizione limitata e di lusso del 1999, pubblicata da Editalia con il medesimo titolo e successivamente diffusa a puntate dal quotidiano messinese “Gazzetta del Sud”?
Ancora oggi il nome e il marchio di Re Italo campeggiano sulle etichette di vini prodotti a Nova Siri (Matera, al confine con la Calabria) e a Cirò, mentre un “Amaro Re Italo” viene distillato a Cosenza. Persino il treno Italo ci ricorda il valore del mitico eroe eponimo, al quale il grande filosofo Aristotele (384-322 a.C.) attribuisce addirittura l’invenzione della “democrazia etica”, esercitata attraverso sagge leggi e sissizi diffusisi in tutto il Mediterraneo.

Lo scolarca della Nuova Scuola Pitagorica di Crotone, Salvatore Mongiardo, afferma che sono ancora immensi e tutti da scoprire i giacimenti storico-culturali della “Prima Italia”.
C’è chi propone di denominare “Prima Italia” la conurbazione Catanzaro-Lamezia, mentre altri sollecitano l’erezione di una statua di Re Italo davanti all’aeroporto di Lamezia e/o alla Cittadella regionale di Germaneto, e persino di rinominare l’ente regionale in “Calabria Prima Italia”.
Infine, è opportuno ricordare che nella Biblioteca Pubblica di Davoli Marina esiste uno “Scaffale Prima Italia”, specializzato proprio nel periodo storico che va da Re Italo fino alla conquista romana del 202 a.C.; ed è inoltre in corso un gemellaggio tra la stessa Davoli e Corfino, dove per la prima volta il nome Italia venne consacrato dal sangue della guerra sociale contro Roma (91-88 a.C.) e impresso sulle prime monete finora rinvenute.
L’augurio è che le Università e/o la Regione Calabria istituiscano un “I.P.I. – Istituto per la Prima Italia”, affinché venga ricercata, difesa e valorizzata non soltanto la storia della più antica Calabria, ma quella dell’intera nazione italiana.
