È in Calabria il cammino spirituale più suggestivo d’Europa: il Cammino Basiliano

Articolo di Francesco Marrapodi.

Se fino a ieri la parola “pellegrinaggio” chiamava alla mente le distese della Galizia o le celebri frecce gialle lungo “Il Cammino di Santiago de Compostela”. Oggi gli sguardi dei viandanti di tutta Europa convergono verso una nuova rotta, nel cuore profondo della Calabria.

Il cammino basiliano: un’epopea di 1.400 chilometri serpeggianti, divisa in 80 tappe e impreziosita da cinque sigilli UNESCO. Si tratta, in in vero, dell’itinerario meridionale per eccellenza, nato sui passi dei monaci italo-greci e che oggi sfida apertamente il colosso dei pellegrinaggi europei.

Un percorso immenso che squarcia la Calabria da nord a sud, spingendosi fin nei domini della Basilicata, unendo lo Ionio e il Tirreno in una tela monumentale. Per resistenza fisica richiesta, estensione e magnetismo mistico, ogni paragone internazionale cessa di essere un’esagerazione: la Calabria ha, a tutti gli effetti, il suo personale cammino di Santiago.

Due fedi, un unico destino

Mentre il cammino spagnolo affonda le sue radici nel culto di San Giacomo e nella riconquista cristiana dell’Occidente, il cammino basiliano celebra l’incontro millenario tra Oriente e Occidente. Questo tracciato calca le orme dei monaci basiliani, seguaci della regola di San Basilio, che a partire dall’VIII secolo fuggirono dalle fiamme e dalle persecuzioni iconoclaste dell’Impero Bizantino.

Cercarono rifugio nel cuore selvaggio, aspro e impenetrabile delle montagne calabresi. Lì dove gli asceti cercavano l’isolamento dello spirito, scavando eremi nella roccia viva e fondando monasteri millenari, oggi i moderni pionieri riscoprono una spiritualità primordiale, fatta di silenzi siderali e foreste incontaminate.

La corona dell’UNESCO

Non è il sentiero in sé a essere tutelato, ma il cammino basiliano agisce come una preziosa collana che inanella ben cinque Patrimoni Mondiali dell’Umanità:

Il Geopark del Pollino: il Parco Nazionale più grande d’Italia, custode e scrigno dei millenari Pini Loricati, sentinelle di pietra e legno.

Il Geopark dell’Aspromonte: con le sue monumentali e incredibili formazioni geologiche.

Le Faggete Vetuste: cattedrali verdi divise tra la riserva del Pollinello e la Valle Infernale, veri santuari di biodiversità preistorica.

Il Codex Purpureus Rossanensis: custodito a Rossano, un evangeliario miniato del VI secolo unico al mondo, scritto in lettere d’oro e d’argento, riconosciuto nel registro Memoria del mondo.

L’alternativa selvaggia

Rispetto a un cammino di Santiago oggi fortemente antropizzato, il tracciato calabrese offre l’ebbrezza della terra indomita. Si marcia attraverso quattro grandi parchi montani (Pollino, Sila, Serre e Aspromonte) immersi in una natura primordiale che evoca le foreste scandinave, per poi precipitare improvvisamente verso borghi bizantini e grecanici arroccati sulle rupi. Qui l’accoglienza non è un business, ma un rito sacro. Muniti di “credenziale” – il passaporto del pellegrino – coloro che sfidano la Calabria non cercano solo una prova di forza, ma un viaggio a ritroso nel tempo, per riscoprire le radici più profonde, selvagge e mistiche d’Europa.

Il Mistero dei 1400 km

Ma come fa il cammino basiliano a essere più lungo dell’Italia?

A prima vista sembra un paradosso geografico: se l’Italia intera, dalle Alpi alla Sicilia, è lunga circa 1.200 km in linea d’aria, come può un cammino confinato quasi interamente in una sola regione (la Calabria) misurare ben 1.400 km?

La risposta risiede nella geometria del percorso e nella conformazione stessa del territorio calabrese:

1. Il percorso a “zigzag” (Andamento Sinusoide)

Il cammino non unisce il Nord e il Sud della Calabria con una linea retta. I monaci basiliani non cercavano la via più veloce, ma l’isolamento e la protezione. Il tracciato si sviluppa quindi con continui cambi di direzione: si sposta continuamente dalla costa ionica a quella tirrenica, per poi risalire sulle montagne e ridiscendere verso le valli. Questo andamento a “greca” o a “S” moltiplica esponenzialmente i chilometri effettivi rispetto alla distanza in linea d’aria.

2. L’orografia e il dislivello tridimensionale

La Calabria è una delle regioni più montuose e accidentate d’Italia. Il cammino attraversa ben quattro massicci montuosi (Pollino, Sila, Serre, Aspromonte). Quando camminiamo in montagna, non ci muoviamo su un piano bidimensionale (da A a B), ma in modo tridimensionale (salita e discesa). I continui dislivelli, i tornanti montani, i passaggi dentro gole profonde e le risalite sulle vette allungano drasticamente lo sviluppo planimetrico del sentiero.

3. La frammentazione dei monasteri e degli eremi

I monaci basiliani non costruivano i loro centri (cenobi ed eremi) lungo le grandi vie di comunicazione dell’epoca, bensì nei luoghi più inaccessibili e nascosti. Per toccare tutti questi luoghi sacri e i borghi storici ospitali, il cammino deve compiere continue “deviazioni” strategiche, allargando il proprio raggio d’azione e accumulando chilometri su chilometri.

In sintesi, il cammino basiliano non misura la lunghezza della Calabria, ma ne esplora la profondità e il volume, trasformando una regione stretta e lunga in un labirinto infinito di bellezza.

Pubblicato da Tele Montestella

Rete web televisiva della Vallata dello Stilaro con sede a Pazzano (RC). Tele Montestella arriva sui social 2010 diventando poi una pagina Facebook nell’aprile 2013 ma possiamo dire che l’idea e le prime iniziative di informazioni nascono 1982. Un giovane Antonio Russo, ora presidente dell’Associazione Radio Tele Montestella Web”, iniziò ad appassionarsi al mondo delle comunicazioni quando suo padre Ciccio Russo comprò la sua prima telecamera. Da lì inizio una ricca documentazione sulla Vallata dello Stilaro ed oltre, cimentandosi anche nella realizzazione di Radio arrivando a creare il primo canale televisivo Tele Montestella. Oggi la comunicazione si è spostata sui social, sono cambiati i mezzi ma l’obiettivo è uguale: informazione e valorizzazione della nostra Vallata dello Stilaro e di tutta la Calabria, condividendo con voi la bellezza, le tradizioni e tutto ciò che questa terra ha da offrire.

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