Articolo Di Luigi Stillitano.
Nel cuore della Calabria ionica, tra le asperità della natura e il silenzio profondo della valle di Santa Domenica di Placanica, sorge lo Scoglio, luogo che nel tempo è divenuto riferimento di preghiera, raccoglimento e intensa devozione mariana.
Qui, ogni anno, migliaia di fedeli si radunano con spirito di fede e commozione interiore, soprattutto in prossimità dell’11 maggio, data che per molti rappresenta una memoria spirituale profondamente viva e carica di significato.
Questo luogo non è soltanto uno spazio geografico, ma un’esperienza di fede che ha attraversato decenni, segnando la vita di pellegrini, ammalati e persone in cerca di conforto e speranza.
La tradizione legata allo Scoglio ha origine nel 1968, quando Fratel Cosimo Fragomeni, giovane del luogo, raccontò di aver vissuto un’esperienza spirituale che avrebbe cambiato radicalmente il suo cammino umano e religioso.
Egli descrisse un momento in cui, immerso nella semplicità della vita quotidiana, fu avvolto da una luce intensa e percepì una presenza materna che lo invitava alla preghiera, alla fiducia in Dio e alla costruzione di un luogo di spiritualità.
Da quell’evento nacque un percorso che nel tempo ha dato origine a un centro di preghiera mariana conosciuto e frequentato da fedeli provenienti da ogni parte del mondo.
Nel corso degli anni lo Scoglio è diventato luogo di pellegrinaggio, preghiera e testimonianze, dove la dimensione spirituale si intreccia con il vissuto umano di sofferenza, speranza e rinascita interiore.
Un passaggio importante nella storia recente di questo luogo è rappresentato dal riconoscimento pastorale, con il nulla osta concesso dal Dicastero per la Dottrina della Fede durante il pontificato di Papa Francesco, che ha permesso lo sviluppo ordinato della devozione e delle celebrazioni legate allo Scoglio.
Questo elemento ha rafforzato il carattere ecclesiale delle manifestazioni di fede, favorendo un cammino di accompagnamento spirituale dei fedeli nel rispetto della dimensione pastorale della Chiesa.
La giornata dell’11 maggio rappresenta il momento più solenne dell’anno, durante il quale si rinnova la memoria dell’origine di questa esperienza spirituale e si raccolgono migliaia di pellegrini in un clima di preghiera profonda e partecipata.
Le celebrazioni si svolgono attraverso momenti di adorazione eucaristica, confessioni, processioni e liturgie solenni che diventano occasione di riflessione e rinnovamento interiore.
Molti fedeli testimoniano di vivere in questo luogo un’esperienza di pace interiore, di consolazione e di ritrovata speranza, come se lo Scoglio fosse uno spazio in cui il cuore può tornare a respirare la fede.
Il messaggio spirituale che si associa a questo cammino richiama con forza alla conversione, alla preghiera sincera e alla riscoperta della misericordia divina come via di salvezza e di luce.
In un tempo segnato da incertezze e prove, lo Scoglio continua ad essere percepito come un punto di riferimento spirituale, capace di richiamare l’uomo alla dimensione essenziale della fede e dell’affidamento a Dio.
La figura di Fratel Cosimo rimane legata a questo percorso come testimone e strumento di ascolto e accompagnamento spirituale per quanti si avvicinano a questa realtà.
Lo Scoglio si presenta così come un luogo in cui il silenzio diventa preghiera, la sofferenza si apre alla speranza e la fede si rinnova nell’incontro tra le persone e Dio.
Nel cuore di questa esperienza rimane viva la dimensione della presenza materna di Maria, percepita dai fedeli come guida, conforto e segno di speranza per il mondo intero.
È in questo spirito che l’11 maggio si rinnova ogni anno come una solenne chiamata alla fede, alla luce e alla riscoperta del senso profondo della vita spirituale.