Articolo di Francesco Marrapodi.
Roma ha ospitato la 125ª edizione dei “100 Pittori di Via Margutta”, storica rassegna nata nel secondo dopoguerra e diventata negli anni uno degli appuntamenti artistici più importanti della Capitale. La manifestazione, che si è conclusa domenica 3 maggio 2026, ha richiamato migliaia di visitatori trasformando Via Margutta in una grande galleria d’arte a cielo aperto, con oltre cento artisti e circa 3.000 opere esposte.
A fare da madrina all’evento è stata l’attrice Manuela Arcuri, presenza che ha contribuito a dare ulteriore prestigio alla manifestazione. Vincitore di questa edizione è stato Francesco Ponzetti con l’opera “Cosmo Bianco”, premiata dalla giuria come simbolo della rassegna 2026.
Tra gli artisti presenti anche la calabrese Amalia Cavallaro, originaria di Bianco, nella Locride. Nelle sue opere emerge un forte legame con la Calabria e con il mare Jonio, elementi che diventano fonte d’ispirazione e identità artistica. La sua ricerca creativa racconta emozioni, memoria e territorio attraverso un linguaggio contemporaneo che unisce materia, colore e sperimentazione.
L’artista porta avanti una tecnica definita “PsicoStrappage”, basata sulla stratificazione di materiali e collage, con cui esplora gli aspetti più profondi dell’animo umano. Le sue composizioni si distinguono per l’intensità cromatica e per una forte componente emotiva, in equilibrio tra astratto e figurativo.
Nelle opere di Amalia Cavallaro il colore assume un valore espressivo centrale, diventando strumento di riflessione e racconto. La partecipazione alla storica mostra romana rappresenta per l’artista un importante riconoscimento e un’occasione per portare l’identità culturale della Calabria all’interno di uno degli eventi artistici più rappresentativi d’Italia.