Per amare davvero questo territorio – patria di civiltà millenarie – non basta predicare o agire nel bene: occorre anche mettere in conto il sacrificio, fino all’estremo dono di sé, per gli altri. È questo il messaggio forte emerso dall’incontro promosso dal Dirigente del Polo Tecnico Professionale “Marconi” di Siderno, dott. Gaetano Pedullà, che ha visto protagonista il Capitano Cosimo Sframeli, autore del volume “’Ndrangheta Addosso” (ed. Falzea).
Un momento intenso, guidato con sensibilità e competenza dalla prof.ssa Anna Valentini, che ha saputo accompagnare studenti e docenti in un percorso di riflessione profonda. Attraverso il racconto diretto e coinvolgente di Sframeli, sono emersi i contorni dolorosi e complessi di una Calabria segnata dalla presenza pervasiva della ’ndrangheta, trasformata nel tempo in un sistema economico di potere, spesso favorito dalle inefficienze di alcune istituzioni.
Eppure, accanto a questa realtà difficile, vive e resiste una Calabria diversa: quella fatta di donne e uomini onesti che, ogni giorno, costruiscono con coraggio una società più giusta. Una speranza concreta che trova terreno fertile proprio nelle nuove generazioni.
Significativi e toccanti gli interventi del dirigente scolastico Pedullà e della prof.ssa Valentini, che hanno sottolineato il valore dell’educazione come strumento di cambiamento. In questo solco si inserisce anche il pensiero di Papa Francesco:
“Educare non è un mestiere, ma un atteggiamento, un modo di essere; per educare bisogna uscire da sé stessi e stare in mezzo ai giovani, accompagnarli nelle tappe della loro crescita mettendosi al loro fianco”.
Il confronto con gli studenti dell’IPSIA, attenti e partecipi, ha rappresentato un’occasione preziosa per comprendere le fragilità del territorio ma anche per rafforzare una coscienza critica fondata sulla cultura e sulla responsabilità.
Denunciare la violenza mafiosa diventa così un atto necessario per difendere sé stessi, la propria famiglia, i valori etici e la dignità umana. Una scelta che richiede coraggio, soprattutto quando ci si trova in prima linea contro un nemico subdolo e disumano.
I ragazzi, accompagnati dai loro docenti, hanno dimostrato consapevolezza e determinazione, riconoscendo nella forza dell’amore e della cultura gli strumenti più efficaci per costruire un futuro diverso. Un impegno che si traduce nella volontà di pensare più in alto, per rinvigorire l’anima e dare forma a una società migliore.
Come ricorda Roberto Benigni:
“Chi non sceglie lascia il potere alla folla. E la folla sceglie Barabba. Sempre”.
Un monito che diventa invito concreto all’azione, alla responsabilità e alla scelta consapevole. Perché il cambiamento passa, oggi più che mai, attraverso le coscienze dei giovani.