Un opuscolo di 48 pagine per raccontare una vita intensa, segnata da impegno culturale, sociale e giornalistico. È questo il senso de “L’iter della mia vita”, l’ultima pubblicazione di Domenico Lanciano, nato a Badolato nel 1950 e attivo da oltre sessant’anni nel panorama socio-culturale italiano.
L’opera, definita dall’autore come un “resoconto flash tra ideali necessari e la cruda realtà”, rappresenta una sorta di bilancio personale e collettivo. Lanciano, giornalista fin dall’età di quindici anni, ha voluto condividere con la comunità il percorso di una vita dedicata non solo alla scrittura, ma anche alla promozione culturale e alla valorizzazione del territorio.
Il titolo stesso, con la parola “wita”, richiama un rafforzativo di “vita”, a sottolineare l’intensità e l’amore con cui l’autore ha vissuto ogni esperienza, nonostante difficoltà, tra cui l’allontanamento dalla sua Calabria.
L’opuscolo è strutturato in dieci capitoli che ripercorrono le principali tappe dell’attività di Lanciano: dalle 32 opere a stampa pubblicate dal 1967, fino ai numerosi progetti realizzati per altri autori, spesso sostenuti personalmente. Ampio spazio è dedicato anche alla sua lunga carriera giornalistica, iniziata nel 1965 come corrispondente per importanti quotidiani romani.
Non meno rilevante è il suo impegno associativo: tra le iniziative promosse figurano realtà come “Calabria Prima Italia” e l’“Università delle Generazioni”, oltre a numerosi sodalizi culturali che hanno animato il dibattito sociale per decenni.
Tra le idee più significative, spicca quella di “Badolato paese in vendita” del 1986, che anticipò il tema dello spopolamento dei borghi, ottenendo risonanza internazionale. Altre iniziative di successo includono la “Festa nazionale dei diciottenni” e la “Festa del mare in montagna”, esempi concreti di come cultura e comunità possano intrecciarsi in modo originale.
L’opera si conclude con un elenco dei numerosi premi ricevuti e ideati, tra cui il “Premio della Gentilezza” e il recente “Premio Prima Italia”, volto a valorizzare le radici storiche del nome Italia.
Più che una semplice autobiografia, “L’iter della mia wita” si presenta come una “lettera al futuro”: un invito alle nuove generazioni a coltivare ideali e a lasciare un segno nella società. Per Lanciano, infatti, ogni individuo rappresenta un tassello fondamentale del mosaico collettivo, e raccontare la propria storia significa contribuire alla memoria e all’identità di una comunità.
