RIACE – L’8 dicembre si è svolta una visita significativa a Riace, paese simbolo dell’accoglienza, da parte dell’europarlamentare tedesca Carola Rackete, ricevuta dal sindaco e collega europarlamentare Mimmo Lucano.
L’attivista tedesca, nota per il suo impegno nel salvare vite nel Mediterraneo come comandante di una nave umanitaria, è stata per la prima volta in Calabria. L’incontro ha rappresentato un’occasione cruciale per discutere temi fondamentali come la lotta allo sfruttamento dei braccianti, la difesa dell’acqua pubblica e i diritti umani.
Un evento per costruire nuove politiche di accoglienza
La visita si è inserita in un processo più ampio, volto alla costruzione di una proposta di direttiva europea sull’accoglienza dei richiedenti asilo e sullo sviluppo delle comunità locali. Rackete è stata accolta non solo dal sindaco Lucano, ma anche da numerosi politici, sindacalisti e cittadini, che hanno partecipato attivamente ai dibattiti organizzati.
Un motto significativo
La giornata è stata accompagnata dal motto: “Salvare vite umane in mare è un dovere e non un crimine”. Parole che richiamano l’episodio del 29 giugno 2019, quando Rackete contravvenne agli ordini delle autorità italiane per portare in salvo migranti libici a Lampedusa. Un gesto che le costò l’accusa di tentato naufragio di una motovedetta e gli arresti domiciliari.
Riace, simbolo di accoglienza e resistenza
In un’epoca di deportazioni, razzismi e politiche discriminatorie, Riace continua a essere un luogo di ispirazione per la lotta per i diritti umani e la dignità delle persone. La presenza di Carola Rackete conferma la centralità del piccolo borgo calabrese come modello di accoglienza e inclusione a livello europeo.
Articolo di Mario Murdolo