Dopo diversi anni, la Regione Calabria ha finalmente approvato un nuovo Piano Regionale dei Trasporti, licenziato dalla Giunta nei giorni scorsi. Si tratta senza dubbio di un fatto di grande importanza per il futuro della nostra regione.
In Calabria si registrano circa 3,2 milioni di spostamenti giornalieri, di cui un terzo riguarda pendolari che percorrono oltre 30 chilometri. Tuttavia, il dato più significativo è che il 91% dei cittadini utilizza mezzi privati, mentre solo il 9% si affida al trasporto pubblico.
Un segnale evidente di criticità: i calabresi si dichiarano infatti insoddisfatti sia del trasporto su gomma sia di quello ferroviario, nazionale e regionale. A ciò si aggiunge un dato drammatico: ogni 100 incidenti stradali si registrano circa 4 vittime.
Il nuovo Piano prevede investimenti per 33 miliardi di euro fino al 2045 (anche se solo una parte delle risorse è attualmente disponibile) e stima che il 70% degli interventi possa essere realizzato entro i prossimi 10 anni.
Elemento centrale del Piano è la creazione di una Metropolitana Regionale sul modello tedesco, basata su treni regionali con caratteristiche metropolitane: alta frequenza, servizio continuo, fermate ravvicinate e integrazione tariffaria con altri mezzi. Le corse previste avranno una frequenza di 40-60 minuti sulle principali direttrici.
Un progetto che appare moderno ed efficiente, ma che solleva una questione fondamentale: che fine faranno le aree interne?
In particolare, emerge con forza il caso della Piana di Gioia Tauro, un territorio omogeneo composto da 33 comuni e circa 170 mila abitanti, con una significativa componente montana (due terzi del territorio). Nonostante la sua rilevanza, la Piana sembra essere esclusa dal sistema regionale del trasporto pubblico.
Dov’è il trasporto pubblico locale per questo territorio?
È opportuno ricordare che fino al 2011 la Piana disponeva di una propria rete ferroviaria che, invece di essere ammodernata e riconvertita, è stata chiusa. Una scelta che ha costretto pendolari, studenti e lavoratori a ricorrere ai mezzi privati o a dipendere da autolinee private spesso insufficienti e con gravi problemi gestionali.
Se il nuovo Piano punta sul trasporto su ferro, perché non investire circa 200 milioni di euro per la rigenerazione delle ex Ferrovie della Calabria, oggi sospese ma mai formalmente dismesse?
Le linee Gioia Tauro–Cinquefrondi e Gioia Tauro–Sinopoli hanno rappresentato per decenni un asse fondamentale per la mobilità del territorio. Bene le metropolitane regionali previste per Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria, ma anche ai cittadini della Piana deve essere garantito il diritto alla mobilità sostenibile.
Negli ultimi anni, associazioni, comitati, istituzioni e il Coordinamento per la riapertura delle Taurensi hanno elaborato proposte concrete per un Sistema Metropolitano della Piana, nel rispetto dell’ambiente. Un progetto che non solo migliorerebbe il trasporto pubblico locale, ma valorizzerebbe anche il patrimonio paesaggistico e architettonico, favorendo un turismo diffuso durante tutto l’anno.
Oggi i calabresi conoscono poco la propria regione, anche a causa della mancanza di infrastrutture sicure e di un sistema di trasporto pubblico efficiente.
La Piana ha una sua visione: chiamatela Metropolitana di superficie, Treno della Piana o, come un tempo, Littorina. Il nome conta poco.
Ciò che conta davvero è la volontà politica e il riconoscimento del ruolo di un territorio che per troppo tempo è stato lasciato indietro.
Aldo Polisena
Portavoce del Comitato Ionio-Tirreno
Socio del Coordinamento Pro Taurensi