A cura di Luigi Stillitano
Stilo – Ci sono eventi che parlano da soli. Senza bisogno di repliche né spazio per inutili polemiche. La seconda edizione de La Passione di Cristo Vivente, andata in scena la Domenica di Pasqua, ha confermato un successo ormai consolidato.
La prima edizione, infatti, aveva già riscosso grande apprezzamento, richiamando un pubblico numeroso sia da Stilo che dai comuni limitrofi. Il successo di quella serata aveva dimostrato come un progetto capace di unire fede, cultura e partecipazione popolare potesse coinvolgere profondamente la comunità e oltre.
Nella seconda edizione, questo successo si è ulteriormente confermato: un pubblico ancora più ampio e attento, composto da stilesi e da visitatori provenienti da fuori paese, ha partecipato con entusiasmo, testimoniando come l’evento abbia ormai superato i confini locali, affermandosi come appuntamento di richiamo per l’intero territorio. Non un semplice spettacolo, ma una rappresentazione capace di emozionare, far riflettere e lasciare un segno indelebile.
La regia di don Giovanni Coniglio si è confermata solida e ispirata, capace di orchestrare con equilibrio e intensità un’opera complessa, valorizzando ogni dettaglio scenico e umano. Un lavoro costruito con cura nel tempo, che oggi trova piena maturità.
A sottolineare il valore dell’iniziativa, la presenza di S.E. Mons. Francesco Oliva, Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, ha confermato il rilievo non solo religioso ma anche sociale dell’evento, seguendone con partecipazione l’intero svolgimento.
Ma il cuore pulsante dell’evento restano loro: Tutti gli Attori e Figuranti. Uomini, donne, giovani e bambini che, con spirito di sacrificio, passione autentica e senso di appartenenza, hanno dato vita a una rappresentazione corale di rara intensità. Ognuno ha offerto il proprio contributo, dimostrando che l’impegno condiviso è la vera forza di un territorio che vuole crescere e farsi rispettare.
Tra le interpretazioni più significative, quella di Davide Mammone nel ruolo del Cristo, intensa e credibile, capace di trasmettere il senso più profondo della narrazione. Di grande impatto anche la prova di Silvana Alfarano nei panni di Maria, madre di Cristo, che ha saputo restituire con autenticità il dolore e l’amore di una madre, toccando corde emotive profonde.
Momento culminante e particolarmente suggestivo è stato quello della Risurrezione del Cristo Risorto, che ha chiuso la rappresentazione tra emozione, raccoglimento e partecipazione corale, lasciando negli spettatori un senso di speranza e rinnovamento profondamente radicato nello spirito della Pasqua.
Al termine della serata, sentiti e partecipati i ringraziamenti di don Giovanni Coniglio, di S.E. Mons. Francesco Oliva e di Maria Pia Simonetti, che, a nome di tutti gli attori, ha voluto esprimere gratitudine per l’impegno, la dedizione e la determinazione con cui è stato possibile realizzare anche questa seconda edizione, riconoscendo il fondamentale ruolo di guida e coordinamento dello stesso don Giovanni.
Questa seconda edizione segna un punto fermo: non un episodio isolato, ma un percorso concreto di crescita. Un segnale chiaro di vitalità, organizzazione e capacità. Perché i fatti, quando sono così evidenti, non hanno bisogno di interpretazioni.
Stilo ha parlato. E lo ha fatto nel modo migliore.
Quando una comunità riesce a trasformare fede, sacrificio e identità in un’opera così viva e condivisa, non racconta soltanto un evento: scrive, con orgoglio, una pagina destinata a restare nel tempo.
Gli stilesi, dai più giovani ai più anziani, sono artisti e creativi che, con passione e dedizione, hanno dato vita a un’opera teatrale capace di emozionare profondamente tutti i presenti, locali e visitatori. Il loro impegno dimostra che non hanno nulla da invidiare a nessuno.
Invito tutti a celebrare insieme la nostra comunità, la nostra storia e la nostra cultura. Stilo è un esempio concreto di come fede, arte e passione, unite tra loro, possano generare risultati straordinari.
Concludo con un pensiero di Tommaso Campanella: “La cultura è la luce che guida l’anima verso la verità.” Stilo, con la sua storia e la sua gente, resta una testimonianza viva di questa luce.