Un gesto forte, che segna un punto di rottura tra amministrazione locale e istituzioni sovracomunali. Il sindaco di Camini, Giuseppe Alfarano, ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato, denunciando una situazione ormai fuori controllo che mette a rischio la sicurezza dei cittadini.
Alla base della scelta del primo cittadino c’è l’emergenza randagismo, definita ormai ingestibile. Nonostante gli interventi portati avanti negli ultimi anni dal Comune, il fenomeno ha raggiunto livelli tali da non poter più essere affrontato con le sole risorse locali.
Alfarano ha parlato apertamente di “abbandono istituzionale”, sottolineando come le richieste di supporto rivolte a enti superiori siano rimaste senza risposta. Una condizione che ha lasciato il Comune isolato di fronte a una problematica sempre più grave.
Sicurezza pubblica a rischio
Nella comunicazione ufficiale, il sindaco ha evidenziato l’impossibilità di garantire la tutela dell’incolumità pubblica. La presenza di cani vaganti, alcuni dei quali di grossa taglia, rappresenta un pericolo concreto per la popolazione.
A rendere ancora più delicata la situazione, episodi preoccupanti come atti vandalici e sabotaggi, tra cui il taglio della catena di sicurezza di un animale, che hanno fatto emergere un rischio immediato per i cittadini.
In alcuni casi, lo stesso sindaco e il vicesindaco si sono trovati a gestire direttamente gli animali, operando in condizioni di emergenza e senza adeguato supporto.
Problemi economici e gestione impossibile
Tra le criticità segnalate anche l’assenza di fondi sufficienti per stipulare convenzioni con strutture specializzate. Questo ha reso impraticabile una gestione ordinaria del fenomeno, aggravando ulteriormente la crisi.
Non sono mancati momenti di tensione con parte della cittadinanza, esasperata dalla situazione e dalla percezione di insicurezza crescente.
L’appello alle istituzioni
Contestualmente alle dimissioni, Alfarano ha chiesto un intervento urgente della Prefettura e degli altri enti competenti. Le priorità indicate sono chiare: mettere in sicurezza il territorio e trasferire gli animali in strutture adeguate, garantendo cure e percorsi di adozione.
La decisione del sindaco accende i riflettori su un problema diffuso in molte realtà locali, ma che a Camini ha raggiunto un livello critico tale da provocare una vera e propria crisi istituzionale.