Verso il 21 marzo, in ricordo di tutte le vittime di mafia

L’Istituto Superiore “Giuseppe Renda” di Polistena ha voluto dedicare un momento di riflessione alla lotta contro le mafie e al ricordo delle vittime innocenti dell’arroganza mafiosa, in vista della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno del 21 marzo.

L’incontro si è svolto nell’Auditorium “Michela Corica”, alla presenza degli studenti delle classi terze, quarte e quinte, che hanno partecipato attivamente anche con un breve flash mob commemorativo dedicato a quanti hanno perso la vita nel contrasto alle organizzazioni mafiose.

La dirigente scolastica, prof.ssa Emanuela Cannistrà, coadiuvata dalla prof.ssa Maria De Moro e dal personale docente, ha promosso un evento di testimonianza nell’ambito dell’iniziativa “100 passi verso il 21 marzo”, organizzata dall’associazione Libera, fondata da don Luigi Ciotti, che quest’anno si terrà a Torino.

Dopo la presentazione introduttiva, arricchita dalla proiezione di un video, la prof.ssa De Moro ha introdotto gli ospiti, accolti con parole di gratitudine dalla dirigente Cannistrà, che ha esortato gli studenti a non rassegnarsi mai alla prepotenza e alla criminalità.

Tra gli interventi, quello di don Pino De Masi, referente di Libera per la Piana, che ha ripercorso le tappe della nascita dell’associazione, sottolineandone la missione: ricordare tutte le vittime della mafia, dai nomi più noti ai cittadini meno conosciuti. «Il nostro lavoro – ha affermato – ha portato a risultati importanti, come la confisca dei beni alle organizzazioni mafiose e il loro riutilizzo a favore della collettività».

Il dirigente del Commissariato di Polistena, dott. Carlo Alberto Pulejo, accompagnato dalla vice ispettore Simona Miriello, ha evidenziato la svolta nella lotta alla mafia, legata all’intuizione di seguire i flussi del denaro illecito, sviluppata da figure come Falcone, Borsellino, Rognoni e Pio La Torre. «Molte battaglie sono state vinte – ha dichiarato – ma il prezzo pagato è stato altissimo, con numerose vittime tra forze dell’ordine e magistratura».

Particolarmente toccante la testimonianza del prof. Giovanni Laruffa, già vicesindaco di Polistena, sopravvissuto nel 1990 a un attentato mentre si trovava in auto con la madre. «Ho visto la morte negli occhi – ha raccontato – e mi sono chiesto perché volessero colpirmi. La risposta sta nell’impegno dell’amministrazione comunale di allora contro il racket che colpiva i commercianti».

Emozionante anche l’intervento di Teresa Cannata, che ha ricordato il coraggio del padre, ucciso per essersi opposto al pagamento del pizzo e per aver tentato di disinnescare un ordigno esplosivo davanti alla propria abitazione. «Da questa tragedia – ha spiegato – è nata l’associazione dei familiari delle vittime innocenti “Piana Libera”».

Spazio anche all’arte, con l’intervento della pittrice Barbara Pisano, che ha presentato l’opera “Oltrepassare il muro di omertà”, un acrilico su tela che raffigura una bambina spettatrice innocente della strage di Capaci.

A chiudere l’incontro è stata la lettura, da parte di Domenico Cannata, dei nomi delle cento vittime calabresi della mafia, in un momento di grande partecipazione emotiva.

La giornata si è conclusa con un momento conviviale, grazie ai dolci preparati dagli studenti dell’indirizzo alberghiero, e con una foto di gruppo finale.

Articolo di Aldo Polisena

Pubblicato da Tele Montestella

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