Articolo di Mario Murdolo.
Quest’anno la festa della donna a Bivongi ha avuto, oltre a un significativo momento celebrativo, un programma ricco di contenuti socio-culturali. Infatti l’amministrazione comunale, in collaborazione con la scuola, nel primo pomeriggio del 6 marzo ha fatto partecipare gli alunni all’inaugurazione della nuova biblioteca comunale, ritornata nella sua sede naturale dopo il restauro dei locali dell’ex asilo.
Contemporaneamente gli scolari hanno provveduto alla messa a dimora di una pianta di mimosa, consapevoli che la mimosa è stata scelta come simbolo della festa della donna sia per la sua fioritura precoce sia per il suo significato di forza e tenacia.
L’evento, molto intenso e partecipato, è continuato con il momento celebrativo vero e proprio, intitolato: “Contro la violenza sulle donne – Mai bandiera bianca”.
È stata la sindaca del Comune di Bivongi, Grazia Zaffino, a fare gli onori di casa, porgendo un saluto e un ringraziamento particolare alle illustri ospiti Eulalia Micheli, assessore regionale all’istruzione, allo sport e alle politiche giovanili, e alla collega sindaca di Brognaturo, Rossana Tassone, membro della Commissione nazionale delle pari opportunità.
Grazia Zaffino, proprio pochi giorni fa, aveva rappresentato le donne bivongesi in una importante manifestazione nazionale per gli 80 anni dalla conquista del diritto di voto delle donne. Alla domanda su come riesca a conciliare l’impegno familiare, quello di docente e quello di primo cittadino, ha risposto che, anche se con tanti sacrifici, si possono fare bene entrambe le cose.
Il moderatore, Giuseppe Gervasi, ha poi dato la parola alla dottoressa Gioconda Saraco, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Bivongi-Pazzano-Stilo-Monasterace, la quale si è soffermata sull’importanza della scuola nella lotta al bullismo e alla violenza. I ragazzi di oggi saranno gli adulti di domani e sono molto utili ed educativi i coinvolgimenti delle scolaresche in eventi come quello di oggi.
È stata poi la volta dell’assessore regionale Eulalia Micheli, che ha il merito di essere venuta a Bivongi già due volte, dopo la festa di San Martino, e di aver effettuato oggi un vero e proprio tour de force per essere presente qui, dato che in mattinata aveva partecipato a un altro evento a Cariati, nel cosentino.
Lei, nella sua qualità di assessore a un settore come quello delle politiche giovanili, dello sport e dell’istruzione, ha un carico di responsabilità non indifferente nel legiferare e finanziare strumenti più efficienti per contrastare la violenza di genere e promuovere iniziative di sensibilizzazione affinché le donne denuncino ogni accenno o tentativo di violenza.
Certo, dal 1946 molti sono stati i diritti ottenuti dalle donne: a partire dal diritto di voto, alla parità salariale, fino all’accesso alle cariche pubbliche. Però il fenomeno della violenza contro le donne non accenna a fermarsi, anzi è in continuo aumento. Quindi oggi, che si festeggia la donna, rivolgiamo sì uno sguardo al passato e alle tante conquiste ottenute, ma pensiamo anche che c’è ancora molto da fare se i femminicidi sono ancora tanti.
La sindaca di Brognaturo, Rossana Tassone, nella sua qualità di membro della Commissione nazionale pari opportunità, ha avuto il compito di illustrare il progetto “Mai bandiera bianca”.
È un’iniziativa promossa dall’ANCI, indirizzata a tutti i comuni italiani affinché si impegnino, con iniziative, manifestazioni ed eventi, a sensibilizzare il più possibile le donne affinché non abbiano paura di denunciare e utilizzino i numerosi centri antiviolenza.
I vari interventi sono stati intervallati da letture di poesie sulla donna da parte di Maria Pia Russo, Mario Tisano, Giorgio Metastasio e Maria Caterina Murace.
Molto interessanti e genuine le testimonianze di alcune donne bivongesi. Si è partiti dalla signora Vittoria Zaffino, per l’occasione definita “la radice”, la quale ha parlato della sua vita di contadina bambina: quando non aveva neanche cinque anni veniva svegliata alle quattro del mattino per andare in campagna, a fare legna. È stata una vita tormentata la sua, perché ha dovuto crescere quattro figli essendo rimasta vedova.
Molto giusto il suo monito quando ha detto che sono le mamme a fare i figli educati. Poi, mostrando le sue stampelle, ha aggiunto:
«Ne ho fatti di sacrifici e lavori pesanti nella mia vita, ecco perché sono combinata così».
Per la categoria delle imprenditrici è intervenuta Veronica Coniglio, che ha toccato un argomento molto interessante: quello di una giovane laureata in giornalismo che, pur di rimanere a Bivongi, decide di non emigrare.
Anche l’avvocato Itala Grazioso, dopo aver terminato gli studi, ha scelto di rimanere nel suo paese natio.
L’intervento della signora Miriana Zannino, bivongese acquisita, da una parte mi ha entusiasmato e dall’altra mi ha fatto pensare se le sue parole di elogio e di compiacimento si riferissero alla nostra Bivongi o al paese delle meraviglie. Mai mi era capitato nella mia vita di sentir parlare così bene di Bivongi. Grazie, signora Miriana.
Siamo partiti dalla signora Vittoria Zaffino, la radice, e vediamo che cosa ha prodotto questa radice dopo aver fatto tanti duri sacrifici. Ed ecco la giovane Maria Teresa Valenti, figlia del compianto amico sindaco Felice Valenti, la quale invece ha il timore di rimanere a Bivongi. Pensa che, dopo aver tanto studiato, il nostro paese non possa garantirle un’occupazione sicura e in linea con il suo percorso di studi.
Subito tutti ad incoraggiarla, sottolineandole che in Calabria, oltre ad esserci ottime università, ci sono anche grandi professionisti.
Una giornata indimenticabile durante la quale la sindaca Grazia Zaffino, ringraziando i graditi ospiti, tutti coloro che hanno collaborato volontariamente alla buona riuscita dell’evento e il numeroso pubblico presente, ha comunicato che proprio di qualche giorno fa è la notizia del contributo per l’acquisto di libri che andranno ad arricchire il già grande numero di volumi presenti nella biblioteca.