Articolo di Francesco Marrapodi.
Mentre le luci del Teatro Ariston illuminavano la notte di Sanremo e la musica riempiva l’Italia, a Samo, piccolo centro della provincia di Reggio Calabria, nasceva qualcosa di straordinario. Qualcosa che profuma di futuro. Non si tratta di una cantante. E non è una conduttrice televisiva. È Cinzia, la prima inviata virtuale creata dall’Intelligenza Artificiale che, lanciata sul web, è stata capace di analizzare e raccontare ogni esibizione del Festival in soli 180 secondi. Una velocità che cambia le regole del gioco dell’informazione e che racchiude in sé tutto l’ingegno calabrese. Una vera rivoluzione, insomma; frutto di un’intuizione “einsteiniana”, verrebbe quasi da dire.
Ma la cosa che più sorprende, e che certamente ci riempie d’orgoglio, è il luogo da cui nasce. Non Milano. Non Roma. Ma Samo, piccolo borgo della Locride, in provincia di Reggio Calabria: un paese antico (possibile patria di Pitagora) che guarda il mare da lontano così come guarda al futuro, con la stessa fierezza e immaginazione. È qui, in questo piccolo fazzoletto di mondo tra le pendici dell’Aspromonte, che ha preso forma l’intuizione di Giuseppe Antonelli. Giuseppe ha immaginato, infatti, una nuova frontiera del giornalismo digitale. Non una semplice influencer virtuale, ma una vera e propria reporter digitale, capace di trasformare i dati in racconto, l’analisi in narrazione, la velocità in informazione.
Il progetto cresce all’interno dello storico portale Tuttosamo.it, fondato nel 2005 da Leo Bruzzaniti, e trova la sua voce nel canale YouTube Samesedoc, dove i contenuti dell’inviata virtuale conquistano rapidamente il pubblico. Le visualizzazioni aumentano, l’interesse cresce e l’esperimento diventa un caso digitale.
NON SOLO TECNOLOGIA
Dietro questa innovazione non c’è solo tecnologia, ma un’intera comunità che crede nel futuro e nel valore dei propri cittadini. L’Amministrazione Comunale di Samo ha sostenuto il progetto fin dall’inizio, riconoscendone il valore come strumento di promozione territoriale e di crescita culturale. Accanto alle istituzioni, professionisti e collaboratori esterni hanno contribuito allo sviluppo dell’idea, trasformando un’intuizione locale in un progetto capace di parlare a tutta l’Italia.
“Cinzia è il risultato di un percorso iniziato vent’anni fa”, spiegano dalla redazione, a dimostrazione che l’innovazione non ha confini geografici. Infatti, il messaggio di Antonelli è chiaro, anzi chiarissimo: con visione, competenze e comunità, anche un piccolo paese come Samo può diventare laboratorio del futuro. E così, mentre sul palco dell’Ariston scorrevano le canzoni, sul web nasceva una nuova voce del giornalismo: digitale. Velocissima. E questa volta, possiamo dirlo, orgogliosamente calabrese.